Letta: “o noi o Meloni”; Conte: “Pd arrogante, noi progressisti”. In Sicilia il Pd vince le Primarie con Chinnici. Calenda corteggia Gelmini e Carfagna
La campagna elettorale è entrata nel vivo in Italia e, se da una parte c’è un compatto centrodestra che si lancia in promesse su pensioni e riforme, dall’altra il blocco rappresentato da Partito Democratico e MoVimento Cinque Stelle si sgretola: le dimissioni di Draghi sono state “un punto di non ritorno”.
Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia denuncia su Facebook un’ipotetica “macchina del fango” attivata contro di lei dalla stampa nazionale e internazionale.
Il segretario del Pd Enrico Letta ha dichiarato che quella del partito sarà “una campagna casa per casa e strada per strada” e che la scelta che i cittadini possono fare “è chiara”: «o noi o Meloni, due Italie profondamente diverse». E sulla caduta di Draghi, sottolinea: «credo che quello che si è compiuto sia stato un suicidio collettivo della politica italiana e credo che le nostre istituzioni, la nostra politica escano molto ammaccate. Questa maggioranza era unica e irripetibile, perché con Salvini mai più. Ma andava fatto per il bene del Paese, con l’occasione eccezionale di avere Draghi come presidente del Consiglio».
Replica ovviamente duramente il leader dei pentastellati, Giuseppe Conte, che bolla come arrogante il Pd di Letta e dichiara che “i progressisti siamo noi”. Conte rimarca che sulla fine del Governo Draghi ci sarebbe “una diffusa ipocrisia, e si prova a scaricare la colpa sul M5S che ha solo chiesto di risolvere alcune criticità”. Pertanto sottolinea che sarebbe “un’infamia” dire che “ha tradito”. «Non si può pensare di definire con arroganza un perimetro di gioco e stabilire arbitrariamente chi vi è ammesso», conclude.
Dal suo canto, il leader di Azione Carlo Calenda getta l’amo per rinforzare le alleanze e adesso guarda con interesse a Gelmini e Carfagna, che si sono allontanate da Forza Italia dopo la crisi di Governo: «l’italiano più illustre del mondo nella crisi economica e sociale più grave degli ultimi 50 anni (Draghi, n.d.A), è stato cacciato dai populisti, da Berlusconi, Salvini e Conte. Partiamo da questo, da un dato di realtà. È gente che non ha a cuore l’interesse dell’Italia, politici che in altri Paesi sarebbero già spariti. Hanno prodotto quasi 30 anni di fallimenti, questa classe politica ha già governato e si è sciolta, ha fallito».
PRIMARIE IN SICILIA
Intanto in Sicilia si sono chiuse le primarie del campo progressista per la scelta del candidato alla presidenza della Regione e ha vinto Caterina Chinnici, europarlamentare del Pd.
«Guardo a questa regione con amore – aveva detto Caterina Chinnici all’esordio della sua avventura per le primarie del campo progressista – una Sicilia per la quale anche mio padre ha speso la sua vita». Rocco Chinnici è stato ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983: «quel Quel dolore che porto ancora dentro di me ed è ancora molto forte – aveva detto ancora Caterina il 27 giugno – si è trasformato in desiderio e volontà di lavorare per il bene di questa terra».
REAZIONI INTERNAZIONALI
Intanto oltre confine, Mario Draghi viene accostato al Giulio Cesare di Shakespeare: secondo l’editoriale di The Observer, il domenicale del Guardian, Draghi è stato pugnalato alla schiena vittima di “un complotto della destra”: «le dimissioni forzate dell’ex numero uno della Bce, Super-Mario per i suoi più entusiasti ammiratori, fanno ripiombare l’Italia nel caos politico per cui è diventata famosa nel Dopoguerra e da cui l’aveva momentaneamente salvata».
Secondo l’editoriale, l'”incertezza” che deriva dalla caduta del governo Draghi ha “implicazioni” per l’Ue e l’Europa nel mezzo della guerra in Ucraina, di un aumento dell’inflazione e di una pandemia che è tutt’altro che finita.
«Chi ci guadagna da tutto questo? I tre partiti di destra, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, la Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi. Un successo di questa coalizione alle elezioni anticipate di settembre, sommato ai successi di Marine Le Pen in Francia sarebbe di cattivo auspicio per la coesione dell’Europa».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI