Mentre i vertici del Movimento tirano le somme dell’ultima tornata elettorale, l’ex pentastellato lancia un nuovo partito insieme a De Luca
Con la chiusura dei seggi, che al ballottaggio hanno visto una rimonta del centrosinistra appoggiato in quasi tutti i capoluoghi dal Movimento, è arrivato il momento dei conti anche per i pentastellati. Questa mattina Beppe Grillo, garante del Movimento, è arrivato a Roma dove ha incontrato il presidente Giuseppe Conte.
Presente all’incontro all’Hotel Forum anche il sociologo Domenico De Masi, che ha aderito alla scuola di formazione del M5S. Nel pomeriggio e nella mattinata di domani Grillo incontrerà anche i parlamentari delle varie commissioni.
Nel frattempo si ramificano le formazioni politiche esuli dal movimento. Mentre prende forma il progetto di Di Maio Insieme per il Futuro, un altro fuoriuscito dal Movimento annuncia la sua nuova creatura: si chiama Sud chiama Nord ed è il partito nato dall’ex grillino Dino Giarrusso e Cateno De Luca, sindaco uscente di Messina: «per liberare insieme l’Italia, partendo dalla Sicilia».
«Sarà un movimento popolare ed al tempo stesso un Partito che, ispirandosi ai principi autonomistici e federativi dei territori, vuole definire ed attuare un concreto ”patto di solidarietà Sud Nord”» spiegano i fondatori, che puntano a raccogliere consensi fra chi “è rimasto deluso da altre esperienze, destra, sinistra e Cinquestelle, scappando a gambe levate da un sistema incancrenito“.
Giarrusso sarà il segretario nazionale del partito, De Luca il coordinatore; la presidenza di Sud chiama Nord è stata affidata all’ex iena Ismaele La Vardera, che sarà anche il candidato del partito alle prossime regionali.
«A novembre la Sicilia si risveglierà finalmente liberata, e da lì partirà un nuovo cammino affinché sia libera l’Italia intera» promettono.
Intanto Azzolina, che ha lasciato il Movimento per aderire alla nuova formazione dimaiana, ha spiegato agli attivisti il suo addio: «ora c’è il dibattito allucinante sulla deroga al secondo mandato, i continui scontri tra Grillo e Conte, perché non pensate che la cena con un piatto di pesce davanti fosse uno scatto che fotografava il vero: si sono accordati ma i problemi c’erano, ci sono e ci saranno, adesso va risolto il nodo del doppio mandato e lì si vedrà davvero se il M5S ce la farà a sopravvivere».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI