I 27 dovranno mettersi d’accordo sulle conclusioni da approvare per il pacchetto energetico, nel continuo tira e molla su price cap e Sure sull’energia
Si aprono due giorni complicati a Bruxelles dove il Consiglio europeo dei 27 si riunisce oggi e domani per le conclusioni sul pacchetto energetico. Lo stesso Consiglio ha invitato i leader a portare avanti con urgenza i lavori su alcune misure sulla base delle “proposte della Commissione, valutandone l’impatto e tenendo conto dei diversi mix energetici e delle circostanze nazionali“.
L’ultima bozza indica un’intesa dei leader nell’esaminare il price cap dinamico temporaneo proposto dalla Commissione ma il testo potrebbe cambiare ancora. La proposta della Commissione include l’introduzione di un nuovo benchmark per il Gnl, complementare al Ttf di Amsterdam. In attesa di questo propone un price cap al gas scambiato al Ttf con un meccanismo contro la volatilità infragiornaliera. Il pacchetto comprende inoltre: gli acquisti congiunti di gas (minimo 15% di stoccaggi), maggiore riduzione della domanda e più solidarietà tra gli Stati membri. Resta invece sospeso il price cap sul gas per la produzione dell’elettricità, ossia l’estensione del modello iberico a tutta l’Ue ed è ancora da definire l’eventuale strumento economico comune contro il rischio frammentazione.
Il premier olandese Mark Rutte, invece, ha anticipato che “oggi ci sarà l’accordo sull’acquisto congiunto del gas e chiederemo alla Commissione di esaminare ancora alcune opzioni“.
Intanto l’Italia e il “gruppo dei 15” che include anche Spagna, Grecia, Polonia, Belgio e Francia spingono per un mandato chiaro sul tetto del gas. Al contrario Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, Irlanda, Austria e Ungheria continuano a mostrarsi scettici.
Morawiecki: “la politica tedesco-russa sul gas fallita”
Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, attacca la Germania: «il gas russo, teoricamente a buon mercato, doveva essere una benedizione per la Germania ed è divenuta una maledizione per tutta l’Europa. Oggi tutti i Paesi vedono il fallimento della politica tedesco-russa. Gli Stati membri devono capire che anche i regolamenti dell’Ue nel settore dell’energia sono utilizzati dalla Russia per il ricatto energetico», ha detto il primo ministro, ribadendo la proposta polacca, ovvero la sospensione del sistema di scambio delle quote di emissioni della Ue (Ets) e l’introduzione di un tetto al prezzo del gas.
Orban: “price cap suicidio economico”
È disfattista il premier ungherese Viktor Orban che in tweet prima dello start del vertice scrive: «l’ultimo piano di Bruxelles sul tetto al prezzo del gas dell’Ue equivale ad un embargo totale sul gas. Il suicidio economico non aiuterà l’Ucraina. Mi aspetto un grande dibattito al Consiglio europeo».
Scholz: “con tetto sul prezzo meno gas per l’Europa”
Sul tema del price cap è intervenuto il cancelliere tedesco Olaf Scholz: «un tetto al prezzo del gas, imposto per legge, comporterebbe sempre il rischio che i produttori vadano a vendere altrove e che noi europei non riceviamo più gas, ma di meno. L’Europa dovrebbe accordarsi in stretto contatto con altri partner come Corea e Giappone, in modo da non farci reciproca concorrenza».
Støre: “price cap potrebbe ritorcersi contro l’Ue”
Anche il premier norvegese Jonas Gahr Støre interviene, indicando quale può essere il ruolo del Paese. «Il contributo più importante che la Norvegia può dare all’Europa è produrre ed esportare gas, preferibilmente in aumento – dice a un gruppo di giornali europei. – Non è il governo norvegese a vendere il gas. Sono le compagnie, norvegesi ed europee, a cui sono state concesse licenze sulla piattaforma continentale norvegese in conformità con le regole pubbliche. E l’export verso l’Europa è aumentato dell’8-10%, circa 100 terawattora in più. Senza questo aumento, i prezzi sarebbero stati ancora più alti. Non è la Norvegia a fissare i prezzi sul mercato europeo, né le compagnie, né il governo. I prezzi sono il risultato della carenza di gas. Sono il risultato della guerra di Putin».
Sul tetto al prezzo del gas aggiunge: «dobbiamo lavorare insieme affinché il mercato operi in modo da garantire la fornitura e la corretta distribuzione del gas. La Norvegia è il principale fornitore, ma c’è anche il gas liquefatto che viene dagli Stati Uniti e dal Golfo. Rispettiamo il fatto che l’Europa stia valutando come regolare i mercati nel modo migliore. Ci limitiamo a sconsigliare misure che potrebbero avere effetti contrari, aumentando la domanda di qualcosa in cui c’è scarsità e un’offerta limitata».
«Seguendo le discussioni nella Ue osservo molti punti di vista diversi e posso capire perché: i Paesi si trovano ciascuno in una situazione differente. La Norvegia, nel dialogo con la Commissione, ha voluto condividere la propria esperienza per evitare che le soluzioni proposte si ritorcano contro chi le mette in atto», ha aggiunto.
Sure sull’energia
Francia, Italia e una parte della Commissione, ancora, chiedono lo Sure sull’energia, il nuovo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza, ma ancora una volta i Paesi nordici tirano la corda.
Appello delle imprese
Confindustra e Medef, confindustria francese, lanciano un appello congiunto: «le imprese italiane e francesi lanciano l’allarme sull’escalation della crisi energetica e sottolineano l’urgenza di intervenire a livello europeo con effetto immediato per frenare i prezzi e per evitare ulteriori danni all’economia – si legge. – Ritengono urgente un rapido e deciso intervento europeo attraverso misure di carattere temporaneo che stabiliscano un tetto al prezzo del gas. Non c’è tempo da perdere, in gioco c’è la sopravvivenza dell’industria europea».
Macron: preserviamo amicizia con Berlino
Sulle resistenze tedesche interviene anche il presidente Macron, interpellato sul rinvio delle consultazioni tra i governi di Berlino e Parigi: «il mio desiderio è sempre quello di preservare l’unità europea e anche l’amicizia e l’alleanza tra Germania e Francia – ha dichiarato il titolare dell’Eliseo. – Poiché c’erano ministri che non erano disponibili da parte tedesca, abbiamo preferito rimandare per preparare anche le decisioni» spiega ancora, precisando che “lavoriamo insieme“.
Il presidente ha inoltre annunciato che contro il caro bollette chiederà, in Europa, “un’unità con meccanismi di garanzia o di prestiti“, “misure per abbassare i prezzi del gas e dell’elettricità” e “più solidarietà finanziaria“.
Intanto la Francia ha raggiunto un accordo con Portogallo e Spagna per l’interconnessione energetica, abbandonando il progetto di gasdotto dei Pirenei a favore di un nuovo collegamento Barcellona-Marsiglia, un corridoio verde che verrà usato per il gas ma in futuro potrebbe essere convertito per l’idrogeno. Ad annunciarlo è il premier spagnolo Pedro Sanchez: «la Spagna ha una capacità di rigassificazione che può far fronte alla domande di solidarietà», ha spiegato mentre, in cambio, la Francia darà alla penisola iberica elettricità.
di: Alessia MALCAUS
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