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Non ci saranno conseguenze sul sostegno a Kiev dopo la liberazione della cestista. Whelan: “deluso non si sia fatto di più”

La cestista americana Brittney Griner è arrivata a casa. La star del basket è atterrata nella Joint Base San Antonio-Lackland in Texas, dopo 10 mesi passati dietro le sbarre a Mosca.

Il quattro volte campione NBA Stephen Curry è stato tra i primi a darle il bentornato: «siamo felici che sia a casa e che si sia ricongiunta con la sua famiglia. Ringraziamo l’amministrazione del presidente Biden per aver partecipato a questa battaglia. È un promemoria che ci ricorda che tutti noi dobbiamo rimanere impegnati nella lotta per proteggere i cittadini americani, in patria e all’estero, che sono detenuti ingiustamente. BG ti vogliamo bene», ha detto nel suo discorso ai 2022 Sports Illustrated’s Sportsperson of the Year Awards.

Amarezza di Whelan

Si è detto “fortemente deluso che non si sia fatto di più per garantire il mio rilascio” l’ex marine Usa Paul Whelan ancora detenuto in Russia. Il commento, riportato dalla Cnn, arriva dopo la liberazione della cestista statunitense Brittney Griner.

Whelan, condannato a 16 anni per spionaggio, un crimine per lui “mai commesso”, ha ammesso di non capire perché si trova ancora in cella e ha chiesto di parlare con il presidente Joe Biden. Quest’ultimo, annunciando la liberazione di Griner, ha rassicurato la famiglia dell’ex marine affermando che farà il possibile per riportarlo a casa.

Ieri sera, inoltre, gli Stati Uniti hanno assicurato che lo scambio di detenuti tra Washington e Mosca non avrà alcun impatto sul sostegno all’Ucraina. Lo ha riferito la Casa Bianca. In cambio della liberazione della stella del basket è stato rilasciato il trafficante di armi Viktor Bout.

di: Francesca LASI

aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

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