EPA/ANATOLY MALTSEV

La regione di Zaporizhzhia si prepara possibile incidente nucleare. Le vittime di Kramatorsk salgono a 12

Yevgeny Prigozhin, capo Wagner, non ha voluto firmare il contratto con il ministero della Difesa russo. Lo ha comunicato il presidente del comitato di Difesa della Duma Andrey Kartapolov.

A questo punto il suo gruppo non combatterà più in Ucraina. Kartapolov ha sottolineato come già prima dell’ammutinamento il ministero della Difesa aveva chiesto a “tutti i gruppi che svolgono compiti di combattimento di firmare un contratto. Tutti hanno iniziato a prendere questa decisione. Tranne Prigozhin. Gli fu detto che la Wagner non avrebbe più preso parte all’operazione militare speciale e non ci sarebbero stati finanziamenti o forniture”. 

Zaporizhzhia si prepara ad un possibile incidente nucleare

Le autorità fanno però sapere che non c’è alcuna minaccia immediata di incidente nucleare. La regione ha avviato le esercitazioni come risposta a un eventuale disastro in quella che è la centrale nucleare più grande d’Europa, situato in una regione ucraina ma occupata dai russi.

Il governatore della regione di Zaporizhzhia, Yuriy Malashko, ha spiegato su Telegram che le esercitazioni sono iniziate nella città, nel distretto circostante e anche a Kherson.

“Lo scopo è coordinare le azioni di tutti i servizi in caso di necessità”, ha detto invece il governatore regionale Oleksander Prokudin esortando i residenti a mantenere la calma.

Al fronte

In aumento il numero delle vittime del raid russo a Kramatorsk: i morti salgono a 12, mentre 11 sono i feriti soccorsi. Tra i caduti anche tre bambini.

Nuovi attacchi anche nell’oblast di Sumy: nelle ultime ore ci sono state 36 esplosioni nelle quattro comunità.

Il Cremlino nega un accordo con Zuppi

Continua intanto la missione del cardinale Matteo Zuppi a Mosca. Nonostante il Cremlino abbia dichiarato di aver apprezzato le mosse del Vaticano, ha anche negato di aver raggiunto un qualsiasi accordo specifico durante i colloqui tra Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin, e il cardinale stesso.

Il portavoce del Cremlino Peskov ha aggiunto che continuano a non esserci le condizioni per risolvere la situazione in Ucraina con mezzi politici e diplomatici, pertanto la Russia continuerà con la sua “operazione militare speciale”. Peskov ha sottolineato di non sapere dove si trovi il capo di Wagner Prigozhin.

Wagner, arrestato o non arrestato il generale russo Surovikin?

Secondo media russi, sarebbe stato arrestato il generale russo Surovikin che avrebbe scelto di restare al fianco di Prigozhin durante la rivolta del gruppo Wagner.

Una testata indipendente in lingua russa edita in Lettonia, invece, cita due fonti vicine allo Stato Maggiore e ai servizi segreti russi (Fsb) secondo le quali il generale non sarebbe stato arrestato ma soltanto interrogato e rilasciato.

Anche la figlia del generale è intervenuta: «non è accaduto niente al generale Sergei Surovikin. Non gli è successo niente, nessuno lo ha arrestato e ora tutti sono al lavoro», ha aggiunto la figlia del generale, Veronika, al sito web Baza. Il generale non si fa vedere in pubblico da sabato 24 giugno e, secondo il Nyt, sarebbe stato a conoscenza in anticipo dei piani di ammutinamento del gruppo Wagner. 

A parlare di arresto erano stati dapprima il Moscow Times, un altro sito di informazione indipendente con sede all’estero, e poi il britannico Financial Times.

Arrestata la “talpa” in Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che è stata arrestata una persona che avrebbe aiutato le truppe russe a compiere l’attacco a Kramatorsk, che ha causato 11 morti e oltre 60 feriti.

«Chiunque aiuti i terroristi russi a distruggere vite merita la massima punizione» ha dichiarato Zelensky su Telegram.

Kurkov: “No concessioni alla Russia, Italia aiuti per la ricostruzione”

«Dopo ciò che la Russia ha fatto all’Ucraina e agli ucraini, partendo dal massacro di Bucha e arrivando al bombardamento di Kramatorsk, non ci possono essere concessioni in un eventuale accordo di pace», lo ha dichiarato a LaPresse lo scrittore ucraino di lingua russa Andrei Kurkov, riguardo l’invasione della Russia e del recente attacco nella città di Kramatorsk. 

«Stiamo avendo a che fare con un regime estremamente violento e il suo leader, Putin, dice apertamente che l’Ucraina non deve esistere. Non vedo alcuna possibilità di pace finché la Russia non smetterà di essere un aggressore e Putin se ne andrà. Spero che l’Italia aiuti soprattutto quando la guerra sarà finita e l’Ucraina avrà bisogno della ricostruzione».

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO e Alice GEMMA

FOTO: EPA/ANATOLY MALTSEV