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La polizia ha autorizzato una manifestazione che prevede di bruciare un Corano davanti alla moschea di Stoccolma

La decisione della polizia svedese di concedere il permesso di bruciare il Corano durante una manifestazione davanti alla moschea principale di Stoccolma ha causato scontri e disordini sia internamente sia sul piano internazionale.

Dopo il rogo, il Marocco ha richiamato il suo ambasciatore in Svezia condannando il gesto come “offensivo e irresponsabile”.

A Baghdad, in Iraq, alcune decine di manifestanti sono riusciti a entrare nell’ambasciata svedese per protestare e sono rimasti circa un quarto d’ora all’interno. Sono però usciti con calma all’arrivo della polizia.

Durante la manifestazione sono stati distribuiti volantini con su scritto, sia in inglese sia in arabo: “la nostra Costituzione è il Corano. Il nostro leader Al-Sadr“. I manifestanti hanno anche bruciato delle bandiere arcobaleno, simbolo della comunità LGBT+, in risposta a un appello del leader sciita iracheno Moqtada Sadr che in un tweet ha definito questo “il modo migliore per provocare” coloro che sostengono o difendono il rogo del Corano.

La protesta è stata organizzata all’inizio della tre giorni di festa musulmana per Eid al-Adha.

Circa 200 persone si sono radunate davanti alla moschea a partire dalle 13:30 e la polizia ha aumentato le misure di sicurezza, con un nutrito cordone di poliziotti che si è schierato in tutta l’area. Non sono mancati i contestatori che hanno tentato di lanciare pietre contro gli “incendiari”: una persona è stata arrestata. L’organizzatore Saiwan Momika ha dichiarato: «svegliati Svezia! La democrazia è in pericolo se ci impediscono di fare questa protesta». Subito dopo ha strappato alcune pagine del volume che teneva in mano e le ha incendiate.

L’autorizzazione arriva a distanza di due settimane dalla sentenza della corte d’appello svedese che aveva respinto il divieto di bruciare il Corano imposto dalla polizia, in seguito al rogo del libro sacro musulmano davanti all’ambasciata turca.

Aspre le critiche dal presidente conservatore turco Recep Tayyip Erdogan che ha definito “inaccettabile” il fatto che i sostenitori del partito dei lavoratori del Kurdistan Pkk, ritenuto terrorista da Ankara, continuino a manifestare, reclutare personale e raccogliere finanziamenti liberamente in Svezia.

Condanna anche dal ministro degli Esteri turco: “condanno l’atto spregevole commesso in Svezia contro il Corano, il nostro libro sacro, durante il primo giorno dell’Eid-al-Adha. È inaccettabile permettere queste azioni dietro il pretesto della libertà di espressione, tollerare un atto atroce di questo tipo significa esserne complici” ha scritto Fidan su Twitter.

La decisione di autorizzare la protesta potrebbe compromettere l’entrata della Svezia nella Nato. «Coloro che cercano di diventare nostri alleati nella Nato non possono tollerare o permettere comportamenti distruttivi da parte di terroristi islamofobi e xenofobi. Chiunque permetta questo atto criminale ne è anche complice» ha dichiarato Fahrettin Altun, il direttore delle comunicazioni di Erdogan.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/FREDRIK PERSSON