Un 18enne e un 17enne sono accusati della morte dell’uomo, avvenuta a Genova lo scorso settembre. Condannato a 6 anni il maggiorenne
Sarebbe stato ucciso “per errore” Sergio Faveto, l’ingegnere informatico 51enne trovato morto a Genova lo scorso 3 agosto. L’uomo era stato trovato riverso in piazza dell’Unità d’Italia ed è poi morto in ospedale il 15 settembre a seguito delle gravi lesioni riportate. Ad ucciderlo un 18enne, arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi e condannato a 6 anni. Denunciato anche un 17enne con concorso di colpa. Per il minore, difeso dall’avvocato Mario Iavicoli, il tribunale ha disposto la messa alla prova per 20 mesi.
Secondo le ricostruzioni, i due avrebbero fatto un agguato punitivo nei confronti dell’uomo in seguito ad alcune voci sulla sua presunta pedofilia. Voci che poi si sono rivelate infondate. All’indomani del pestaggio i due si erano anche vantati con gli amici della spedizione punitiva: “siamo dei grandi” si dicevano.
Secondo gli inquirenti al pestaggio avrebbero assistito anche una ragazza e un altro giovane.
La vittima, che conosceva i due giovani, aveva chiamato il 112 subito dopo l’aggressione ma non si era fatto medicare, pur ammettendo di essere cardiopatico. Il 14 agosto Faveto era poi tornato in ospedale per dolori al torace. Dopo un ricovero di due giorni per alcune costole rotte e una vertebra incrinata, era tornato a casa.
Il 22 agosto Faveto torna all’Ospedale San Martino, dove gli viene riscontrata un’embolia polmonare. Da lì il tracollo del suo fisico che non ha retto le percosse e il decesso a metà settembre.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO