La National Ignition Facility statunitense rivendica la riuscita di un esperimento che può cambiare per sempre l’approvvigionamento energetico
Come preannuciato ieri, nel corso di una conferenza stampa che farà la storia della fisica e non solo oggi la National Ignition Facility statunitense ha confermato che il 5 dicembre i laboratori Livermore hanno ottenuto la fusione nucleare.
L’istituto, che studia la fusione a confinamento inerziale mediante l’utilizzo di laser, è riuscito a generare circa 25 megajoule di energia partendo da poco più di 20 megajoule. Un risultato storico perché, come ha spiegato l’esperto di fusione nucleare Stefano Atzeni dell’Università Sapienza di Roma, “per la prima volta è stata generata una quantità di energia superiore a quella usata per ottenere la reazione“.
La fusione nucleare rappresenta un traguardo ambizioso per gli scienziati, alla ricerca di una fonte di energia pulita e potenzialmente illimitata che imita le reazioni che avvengono nel cuore delle stelle. A differenza della fissione nucleare sfruttata nelle centrali che conosciamo già, la fusione non presenta rischi per l’uomo.
L’energia proveniente dalla fissione nasce infatti dalla scissione degli atomi e porta con sé dei prodotti radioattivi pericolosi da smaltire, basandosi su una reazione molto instabile. La fusione invece consente di far fondere due atomi fra loro, producendo un’enorme quantitativo energetico a fronte di un atomo molto stabile e nessuna scoria radioattiva.
Nello specifico dell’esperimento, l’energia è stata generata grazie a 192 fasci laser nel corso di qualche miliardesimo di secondo e all’interno di una camera a vuoto.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/Lawrence Livermore National Laboratory