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Gentiloni ha sottolineato che le carenze del patto di stabilità in passato sono state “fin troppo evidenti”

In occasione della conferenza stampa di presentazione della riforma del Patto di Stabilità Paolo Gentiloni ha dichiarato: «per un quarto di secolo, il Patto di stabilità e crescita ha fornito una base condivisa per le politiche fiscali dell’Ue e un sostegno essenziale per l’Unione economica e monetaria. Tuttavia, le carenze del Patto sono state anche fin troppo evidenti, sia che si guardi allo sviluppo del debito pubblico nell’Ue, che ai livelli di investimento o alla nostra performance di crescita economica negli ultimi due decenni».

Il commissario Ue all’Economia ha poi aggiunto: «la giornata di oggi segna l’inizio di un nuovo capitolo di questa storia, in cui trovare l’unità sarà altrettanto importante. Non vediamo l’ora di impegnarci con gli Stati membri e con il Parlamento europeo, per spiegare, persuadere e rassicurare. In breve, per aiutare a costruire un consenso per colmare le differenze ancora esistenti tra gli Stati membri».

Gentiloni ha poi continuato: «l’Italia dovrà ridurre il livello del proprio debito credo che non ci sia nessun italiano che non sia consapevole, non solo al governo. Quando questa riforma verrà approvata l’Italia potrà farlo in modo più graduale e potrà farlo anche nel modo che avrà deciso l’Italia».
  
Sul calo del debito con il nuovo patto di Stabilità il ritmo «sarà molto più graduale e ragionevole rispetto alla regola del ventesimo, che di fatto ha reso molto difficile l’attuazione dei meccanismi di riduzione del debito nel corso degli ultimi 10-15 anni», ha concluso il commissario. 

Il testo prevede un sistema più rigido “per garantire che gli Stati membri rispettino gli impegni“. Infatti i diversi Paesi della zona euro “che si trovano ad affrontare sfide sostanziali in materia di debito pubblico, la deviazione dal percorso di aggiustamento di bilancio concordato comporterà automaticamente l’apertura di una procedura per disavanzo eccessivo“, ovvero la procedura d’infrazione scatterà in automatico in caso di mancato rispetto degli impegni.

Il nuovo Patto stabilisce i valori di riferimento del 3% per il deficit e del 60% per il debito. Il piano sulla spesa concordato da ciascuno Stato per il medio termine (quattro anni), il rapporto tra debito pubblico e Pil dovrà essere più basso. Viene concesso un aggiustamento di bilancio minimo dello 0,5% del Pil all’anno (finché il disavanzo resta superiore al 3%). La “salvaguardia” di aggiustamento dello 0,5% sarà indipendente dall’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo.

di: Flavia DELL’ERTOLE

Aggiornamento di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/EPA/OLIVIER HOSLET