EMANUELA ORLANDI

L’uomo che il 13 maggio 1981 sparò a Papa Wojtyla ha rilasciato alcune dichiarazioni a LaPresse

Ali Agca, l’uomo che il 13 maggio 1981 sparò a Giovanni Paolo II ha rilasciato delle dichiarazione a LaPresse in occasione del 42esimo anniversario dell’attentato.

«Nei giorni precedenti all’attentato al Papa io avevo una intuizione – ha dichiarato – una sensazione vaga di essere trascinato in una missione storica. Ma non potevo mai immaginare che questo fosse collegato al grande mistero di Fatima».

«Sono pronto ad andare in Vaticano da Papa Francesco se dovesse invitarmi» ha affermato Agca, che ha ricordato anche la visita che ricevette nel carcere di Rebibbia da parte di Wojtyla il 27 dicembre 1983. «Quell’incontro fu deciso da Dio e deve essere considerato come il più importante incontro della storia mondiale. Io e il Papa siamo stati due strumenti di Dio» ha dichiarato, definendo la visita “un atto meraviglioso” perché il “Papa fu l’unico non familiare a venire a trovarmi in 30 giorni di prigionia”.

Agca ha poi parlato del caso Orlandi, affermando di aver ricevuto una lettera anonima in carcere sulla 15enne scomparsa.

«Ci sono uomini saggi in Vaticano che sanno che il caso Orlandi è collegato al mistero di Fatima. Ti abbiamo mandato un piccolo regalo, Emanuela, indegno di un ‘Imperatore’” (in riferimento al “nome di battaglia conosciuto da pochissimi amici dei Lupi Grigi”, il gruppo terroristico di cui lo stesso Agca faceva parte)».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI