25mila persone disabili forzatamente sterilizzate, 16mila con l’inganno, tra cui due bambini di 9 anni: il rapporto dell’indagine governativa sulla legge abrogata nel 1996

Almeno 25mila abitanti giapponesi sarebbero state vittime di sterilizzazione forzata dal secondo dopoguerra fino al 1996, anno in cui la legge che permetteva la pratica è stata abrogata. Lo rivela un rapporto parlamentare di oltre 1.400 pagine, risultato di un’indagine governativa condotta dal 2020 ad oggi.

La legge eugenetica, rimasta in vigore per 48 anni prima dell’abrogazione, obbligava le persone con disabilità fisiche o cognitive o malattie mentali a sottoporsi ad operazioni di sterilizzazione così da evitare che potessero procreare quelli che erano ritenuti figli “inferiori”. Tra le 25mila persone sottoposte agli interventi, 16mila non avrebbero dato il loro consenso e due avrebbero avuto meno di 9 anni al momento dell’operazione, un maschio e una femmina.

Chi non accettava di sopporsi all’intervento veniva operato con l’inganno, sapendo di star subendo procedure di routine. Ciò poteva accadere perché nel periodo postbellico i governi locali potevano assegnare interventi chirurgici in modo arbitrario.

La legge e oggi il rapporto hanno ovviamente causato sdegno tra la popolazione nipponica e nella comunità internazionale, anche sui social. Già nel 2019 l’allora primo ministro Shinzo Abe aveva riconosciuto le “grandi sofferenze” causate dalla legge eugenetica e si era scusato insieme a tutta la dirigenza di Tokyo che aveva corrisposto alle vittime un risarcimento pari a circa 20mila euro.

Oggi a fare storcere nasi è soprattutto la consapevolezza che la legge è stata abrogata solo 50 anni dopo, ufficialmente senza motivo. «Vorrei che lo Stato non nascondesse la questione nell’oscurità, ma prendesse presto sul serio le nostre sofferenze», ha commentato questo aspetto Saburo Kita, una donna oggi 80enne sottoposta a sterilizzazione forzata all’età di 14 anni.

Ma la legge eugenetica giapponese non è l’unico esempio di una pratica una volta così diffusa e oggi aborrita quasi universalmente. Anche Paesi come Germania, Svezia e Stati Uniti hanno adottato in passato politiche di sterilizzazione forzata, pagando in tempi più recenti risarcimenti e scusandosi con le vittime.

di: Alessia MALCAUS

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