Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘The Astrophysical Journal Letters’
Un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e della Stony Brook University (Usa) è riuscito a dimostrare che una magnetar (ovvero una stella di neutroni che possiede un enorme campo magnetico elevatissimo) può spiegare nel dettaglio le fasi della diffusione dei lampi di raggi gamma, dalla loro accensione irruenta fino ad arrivare allo spegnimento.
È la prima volta che si riesce a provare questa cosa ed il risultato arriva dal confronto tra le previsioni teoriche e un insieme di dati nella banda dei raggi X e gamma. Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista ‘The Astrophysical Journal Letters’.
I lampi di raggi gamma sono tra i più violenti eventi esplosivi dell’universo che avvengono a distanza di miliardi di anni luce da noi. La loro energia viene dislocata in getti collimati molto potenti che emettono la radiazione che riusciamo ad osservare.
I raggi gamma nascono nel processo di formazione di un buco nero di massa stellare, dopo al collasso gravitazionale di una stella che finisce il suo ciclo evolutivo, o alla collisione e fusione di due stelle di neutroni. Secondo un’ipotesi sviluppata negli ultimi anni, i raggi gamma potrebbero essere prodotti quando nasce una magnetar la quale ruota su sé stessa molte centinaia di volte al secondo.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/Goddard Centre HO