In Puglia picchi dello 0% del rispetto delle tempistiche per visite oncologiche e pneumologiche

La pandemia è ormai finita da tempo, ma i suoi effetti distruttivi sul sistema sanitario si fanno ancora sentire. Lo confermano gli ultimi dati dell’Istat che fotografano un quadro a dir poco allarmante, fra liste di attesa lunghissime e pronto soccorso perennemente intasati.

Secondo l’Istituto, oltre 2,5 milioni di italiani non riescono ad accedere ad esami e visite specialistiche, spesso di vitale importanza, a causa delle tempistiche troppo lunghe. A pagarne le conseguenze sono, come si può immaginare, i meno abbienti che non possono ricorrere alle visite privatistiche.

A risentirne poi sono anche quanti soffrono di due o più patologie croniche, 1,7 milioni di pazienti, che finiscono per rinunciare al medico. A livello territoriale, secondo l’Istat è la Puglia la Regione in cui le code per le visite sanitarie si allungano di più. In alcune zone si registra lo 0% di rispetto dei tempi richiesti per visite pneumologiche od oncologiche.

Il ministro della Salute Schillaci ha evidenziato come alla base di questo problema ci sia una grave carenza di personale medico che, a causa di condizioni lavorative altamente sfavorevoli, preferisce operare nel privato, così che il pubblico rimane scoperto.

Per incentivarli bisognerebbe “pagarli subito di più come abbiamo già fatto per i medici di pronto soccorso e rendendo strutturali gli straordinari da 80 euro lordi all’ora” e di 50 euro per gli altri operatori, spiega ancora il ministro che spera di “avere in manovra 3-4 miliardi in più da destinare prioritariamente agli incentivi per il personale“. Una volta assicurate migliori condizioni retributive, poi, “abbiamo bisogno di fare più assunzioni“.

di: Marianna MANCINI

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