Approvato ieri il fondo “Perdite e danni” causati dal cambiamento climatico per i Paesi vulnerabili

Sono quasi 200 i leader mondiali che saliranno sul palco della Cop 28 oggi, venerdì primo dicembre, e domani.

Emmanuel Macron e l’appello ad abbandonare la fonte fossile

Il presidente francese Emmanuel Macron nel corso del suo intervento ha dichiarato che “investire nel carbone è una vera assurdità” e ha esortato i Paesi del G7 a dare l’esempio agli altri Paesi impegnandosi a “porre fine al carbone” entro il 2030.

Herzog a Dubai vede Giorgia Meloni

A margine della Cop28, Giorgia Meloni ha avuto un breve incontro anche con il presidente dello Stato d’Israele Isaak Herzog. Durante l’incontro, Meloni ha ribadito la solidarietà del Governo italiano al paese a seguito dell’attentato rivendicato da Hamas che ha portato all’uccisione di tre cittadini israeliani a Gerusalemme ieri.

Erdogan parla dell’iniziativa Zero Waste

Nel corso del suo intervento, il presidente Erdogan ha dichiarato: «ci aspettiamo di raggiungere l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2053. Prevediamo una riduzione di 66,6 milioni di tonnellate delle emissioni di anidride carbonica entro la fine dell’anno, avendo raddoppiato il nostro obiettivo di riduzione delle emissioni fino al 2030. Attualmente il 55% della capacità elettrica installata deriva da fonti energetiche rinnovabili. Con questo livello, ci classifichiamo al quinto posto in Europa e al dodicesimo nel mondo. Siamo al quarto posto a livello globale, e al primo in Europa, in termini di capacità geotermica installata. Siamo al secondo posto in Europa e al nono nel mondo per capacità installata di centrali idroelettriche. Intendiamo aumentare la percentuale di energia rinnovabile al 69% entro il 2053. Grazie all’iniziativa “Zero Waste”, lanciata da mia moglie, Emine Erdogan, si prevede che il tasso di riciclaggio dei rifiuti salirà al 60% entro il 2035. È ampiamente riconosciuto che questi sforzi comportano un notevole input finanziario. A questo proposito, è fondamentale avere un accesso più equo alle risorse finanziarie per il clima e alle opportunità di trasferimento tecnologico».

Giorgia Meloni al G S T High Level Event on Adaptation

La presidente del Consiglio italiana ha dichiarato, sempre sul tema della sicurezza alimentare, che è “una delle priorità strategiche della nostra politica estera” e “per questo motivo una parte molto importante del nostro progetto per l’Africa, il Piano Mattei, si rivolge al settore agricolo”.

«Nonostante i progressi compiuti dopo l’Accordo di Parigi, continuiamo a dover affrontare un evidente ‘gap di adattamento’. E le risposte inadeguate non solo amplificano gli impatti del cambiamento climatico, ma aumentano anche le tensioni sulla scarsità delle risorse e ostacolano il progresso verso lo sviluppo sostenibile. Ritengo pertanto che questo primo Global Stocktake debba segnare un punto di svolta, inviare un messaggio politico chiaro e costruire un quadro più efficiente per i nostri sforzi comuni. L’adattamento è una priorità per tutti, ed è una priorità per l’Italia, che, come Nazione del Mediterraneo – una delle aree geografiche del pianeta identificata come ‘hot spot’ climatico – è ben consapevole delle proprie responsabilità, non solo al proprio interno ma nel contesto globale», ha aggiunto intervenendo al G S T High Level Event on Adaptation.

Bilaterale Meloni-Erdogan, al centro la situazione in Medioriente

A margine del World Climate Action Summit di Cop28, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha avuto un bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Al centro dell’incontro gli ultimi sviluppi della crisi a Gaza. Secondo quanto riferisce palazzo Chigi, Meloni ha auspicato una nuova pausa umanitaria e sottolineato il ruolo della Turchia nell’evitare di allargare il conflitto al resto della regione. Inoltre, entrambi i leader hanno riaffermato la volontà di contribuire “alla sicurezza e alla stabilità in questa difficile fase della regione e l’importanza di iniziare sin d’ora a lavorare per una soluzione politica”.

Modi propone l’India per la Cop33 nel 2028

Nel corso del suo intervento, il primo ministro indiano Modi ha offerto di ospitare la Cop33 sul clima, che si terrà nel 2028. In passato, a Nuova Delhi si è tenuta la Cop8 nel 2002. «Il mondo intero ci guarda, Madre Natura ci guarda affinché proteggiamo il suo futuro. Dobbiamo avere successo» ha dichiarato.

L’Iran lascia la Cop28 per protesta contro Israele

L’agenzia ufficiale Irna ha reso noto che il presidente iraniano Ebrahim Raissi non prenderà parte alla Conferenza sul Clima di Dubai per protestare contro la presenza in stato di guerra “dei responsabili de regime sionista”. L’Iran sarebbe dovuto esser rappresentato dal ministro dell’Energia Ali Akbar Mehrabian che avrebbe “illustrato le posizioni” del Paese, ma all’arrivo di una delegazione israeliana i rappresentanti iraniani hanno abbandonato i negoziati. Lo ha annunciato lo stesso Akbar Mehrabian, spiegando che gli iraniani considerano la presenza di Israele alla COP28 “contraria agli obiettivi e alle linee guida della conferenza e, in segno di protesta, stanno lasciando la sede della conferenza“.

Atteso invece il presidente israeliano Isaac Herzog che dovrebbe approfittare dell’occasione per condurre una serie di incontri diplomatici.

Il nuovo rapporto Fao: “aumentare finanziamenti al settore primario”

A margine della conferenza, la Fao ha pubblicato il nuovo rapporto che mette in evidenza l’importanza di aumentare i finanziamenti destinati al settore primario. Il direttore generale della Fao Qu Dongyu ha dichiarato: «la distribuzione dei finanziamenti per le perdite e i danni sarà la cartina di tornasole per il successo della Cop28. Gli agricoltori si sono adattati ai cambiamenti dei loro ambienti, ma quello che stanno vivendo oggi va oltre la loro capacità. Loro sono i migliori investimenti nel rafforzamento della resilienza ai cambiamenti climatici».

Secondo il rapporto, oggi il 35% degli attuali piani d’azione per il clima fa esplicito riferimento a questo tema, anche perché perdite e danni nei campi per molte comunità sono sinonimo di povertà, insicurezza alimentare e accesso limitato ai servizi.

Gli eventi meteorologici estremi sono alla base delle cause delle perdite economiche, con il 37% delle segnalazioni legate al settore primario. Secondo gli autori, “gli eventi climatici causeranno ulteriori perdite e danni sempre più impattanti sulla produttività e quindi sul sostentamento di coloro che dipendono dai sistemi agroalimentari”.

A sostegno alle azioni climatiche necessarie a livello globale, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ha firmato una Lettera d’intenti unitamente al direttore generale della Fao Qu Dongyu nel corso della Cop28.

Von der Leyen: “mercato carbonio sia soluzione globale”

È intervenuta anche la presidente della Commissione europea, parlando del mercato del carbonio. «Sappiamo tutti che se vogliamo mantenere il riscaldamento globale al di sotto del punto critico di 1,5 gradi dobbiamo ridurre le emissioni globali. Ed esiste un modo per ridurre le emissioni, promuovendo al tempo stesso l’innovazione e la crescita: dare un prezzo al carbonio. È uno strumento guidato dal mercato. Il messaggio è chiaro: stai inquinando? Devi pagare un prezzo. Vuoi evitare di pagarlo? Innovi e decarbonizzi. La missione Ue a Dubai è stabilire il quadro per la cooperazione internazionale e stabilire un solido punto di riferimento per i mercati dei crediti di carbonio. La tariffazione del carbonio spinge il settore privato verso l’innovazione. Fa sì che i grandi inquinatori paghino un prezzo equo. E i ricavi possono essere reinvestiti nella lotta contro il cambiamento climatico, nell’innovazione e in una transizione giusta. Questo non e’ solo uno degli strumenti piu’ potenti nelle nostre mani. È anche uno dei più testati e affidabili. I Governi di tutti i continenti hanno intrapreso un viaggio simile: Paesi ome lo Zambia(e il Kenya), che sono con noi oggi, e molti altri, dal Canada alla Cina, dalla Nuova Zelanda al Kazakistan. Ciò che ci porta qui oggi è la nostra determinazione a dare impulso a questo movimento globale. Lo scorso giugno a Parigi abbiamo lanciato un appello all’azione per creare più mercati del carbonio in linea con l’accordo di Parigi. Oggi si uniscono a noi l’Fmi, la Banca Mondiale e il Wto. Avete un ruolo essenziale nel sostenere e incentivare il cambiamento».

Lula da Silva: “non abbiamo due pianeti Terra”

Dopo il sovrano, è stato il turno del presidente brasiliano Lula da Silva. «Non abbiamo due pianeti Terra e dobbiamo essere tutti fratelli. Il mancato rispetto degli accordi sul clima minerà la credibilità dell’accordo di Parigi e quindi ora è il momento di discutere del rallentamento negli impegni sulla decarbonizzazione».

L’intervento di re Carlo III

Dopo Guterres, è stato il turno di re Carlo III di salire sul palco del summit. «Prego con tutto il cuore affinché la Cop28 sia un punto di svolta decisivo», ha dichiarato in apertura.

Guterres: “fonti fossili business obsoleto, basta sussidi ai combustibili fossili”

Guterres ha parlato poi delle fonti fossili che ha definito “un business obsoleto”. «Ho un messaggio per i leader delle aziende di combustibili fossili: la vostra vecchia strada sta rapidamente invecchiando. Non raddoppiate su un modello di business obsoleto. Guidate la transizione verso le energie rinnovabili. Non commettete errori, la strada verso la sostenibilità climatica è anche l’unica strada percorribile per la sostenibilità economica delle vostre aziende. Esorto i governi ad aiutare l’industria a fare la scelta giusta, regolamentando, legiferando, fissando un prezzo equo al carbonio, ponendo fine ai sussidi ai combustibili fossili e adottando una tassa straordinaria sui profitti».

Guterres lancia l’allarme: “destino umanità in bilico”

È Antonio Guterres, il segretario delle Nazioni Unite, ad aprire la cerimonia di apertura del summit a Dubai.

«I ghiacciai stanno scomparendo davanti ai nostri occhi, provocando il caos in tutto il mondo: da frane e inondazioni, all’innalzamento del mare. Ma questo è solo un sintomo della malattia che mette in ginocchio il nostro clima. Una malattia che solo voi, leader globali, potete curare. I segni vitali della Terra stanno venendo meno: emissioni record, incendi feroci, siccità mortali e l’anno più caldo di sempre. Siamo a miglia dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi, e a pochi minuti da mezzanotte per il limite di 1,5 gradi. Ma non è troppo tardi. Abbiamo le tecnologie per evitare il peggio del caos climatico, se agiamo ora. Il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici ha tracciato un percorso chiaro verso un mondo a 1,5 gradi. Ma abbiamo bisogno di leadership, cooperazione e volontà politica. E ne abbiamo bisogno adesso. – Ha dichiarato, per poi concludere: – il riscaldamento globale sta distruggendo i bilanci, facendo lievitare i prezzi dei prodotti alimentari, sconvolgendo i mercati energetici e alimentando una crisi del costo della vita. L’azione per il clima può far girare l’interruttore. La sfida climatica non è solo un altro problema nella tua casella di posta. Proteggere il nostro clima è la più grande prova di leadership a livello mondiale. Il destino dell’umanità è in bilico».

Gli Emirati annunciano un Fondo per il clima da 30 miliardi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la creazione di un Fondo per il clima da 30 miliardi di dollari. Ne ha dato annuncio il presidente degli Emirati, lo sceicco Mohammed Bin Zayed, in apertura del World Climate Action summit alla Cop di Dubai. L’obiettivo del Fondo è fornire soluzioni globali per il clima e risolvere il gap finanziario, con l’obiettivo di stimolare 250 miliardi di dollari di investimenti al 2030.

Charles Michel: “non abbiamo il lusso del tempo”

La finestra per raggiungere i nostri obiettivi climatici si sta restringendo. Non abbiamo il lusso del tempo. Dobbiamo aumentare le nostre ambizioni e dare una spinta collettiva per mantenere vivo l’obiettivo degli 1,5 gradi. Insieme, agiamo per proteggere il pianeta che i nostri figli erediteranno“. Ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, alla Cop28.

Giorgia Meloni arriva al summit

Intono alle 8 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata nella sede della Conferenza The Expo City di Dubai accolta dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.

Dopo la foto di famiglia dei Capi di Stato e di Governo, prenderà il via la Cerimonia del World Climate Action Summit.

Il fondo per i Paesi vulnerabili

La 28esima conferenza delle Nazioni Unite ha visto ieri la creazione di un fondo per compensare i Paesi vulnerabili per le perdite e i danni causati dal cambiamento climatico e sono circa 400 milioni di dollari le cifre promesse per finanziare il fondo. Si tratta di un primo segnale oltremodo positivo ma, come sottolineato dal presidente emiratino della Cop28, Sultan Al Jaber, è necessario rivedere “il ruolo dei combustibili fossili“. Il presidente si è detto molto soddisfatto dai risultati della prima giornata che hanno rafforzato la convinzione del padrone di casa di poter fare ciò che le altre Cop non hanno mai fatto prima, esortando i Paesi ad “adottare una mentalità diversa, a considerare che il compromesso è essenziale” per raggiungere gli obiettivi.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/ALI HAIDER