La traiettoria del meteorite si è estesa per 450 km, iniziando a 122 km di quota sopra Cáceres e finendo a 54 km di quota sopra l’Oceano Altantico al largo di Oporto
Non molto tempo fa era stata l’aurora boreale ad illuminare i cieli di quasi tutto il mondo, di recente, invece, una palla di fuoco azzurra e verde ha attraversato per qualche millesimo di secondo i cieli di Portogallo e Spagna. Inizialmente si pensava che l’artefice di questo “lampo blu” fosse un asteroide, ma la velocità stimata a cui questa si è lanciata verso la Terra, circa 45 km/s, è stata nettamente superiore, quasi più del doppio, di quella prevista da un piccolo corpo celeste. A lasciare questa traccia sopra la penisola iberica è stato infatti un bolide, una meteora più luminosa della Luna, avvistata anche dalla rete dell’agenzia spaziale europea, All Sky7, che monitora le meteore attraverso una serie di telecamere. A comunicarlo sarebbe stato il Planetary Defence Office dell’ESA, l’Agenzia spaziale europea, ritenendola precisamente una cometa costituita da ghiaccio che poi si è bruciato a un’altitudine di 60 chilometri sull’Oceano Atlantico. Non solo, anche l’osservatorio astronomico spagnolo di Calar Alto ha notificato che la traiettoria del bolide si è estesa per 450 km, con un inizio a 122 km di quota sopra Cáceres e una fine a 54 km di quota sopra l’Atlantico al largo di Oporto.
La meteora non è stata solo rilevata dall’ESA e dalle telecamere esterne del Calar Alto di Almeria, ma anche dai rilevatori controllati dal progetto SMART negli osservatori di La Hita a Toledo, Huelva, Sierra Nevada e La Sagra a Granada, Siviglia e Marçà a Tarragona e Calar Alto ad Almería.
Cosa sono i bolidi?
“Bolide” è un termine che non fa parte dello slang tecnico dell’astronomia perché gli astronomi sono soliti classificare questi oggetti in base alla loro composizione chimica e non in base alla loro luminescenza. È invece una parola utilizzata dagli astrofili per segnalare quelle meteore che oltrepassano la luminosità massima che può avere Venere, che è il satellite più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna. In sostanza, quindi, i bolidi sono quelle meteore che brillano più di ogni altra stella o pianeta nel cielo: ma a cosa è dovuta questa straordinaria lucentezza? Proprio come succede per tutte le meteore, questa è causata dalla potentissima velocità con cui i corpi che li generano attraversano l’atmosfera terrestre. La grande velocità, crea grande attrito che a sua volta produce calore, un livello di calore talmente elevato da rendere incandescente il materiale di cui il corpo celeste è composto. È poi sempre il calore a generare lo smembramento del corpo che, in particolari condizioni, può anche giungere sotto forma di un boato.
«Abbiamo diversi sciami meteorici durante tutto l’anno, che sono il risultato dell’attraversamento da parte della Terra di nubi di detriti di comete specifiche», ha detto Meg Schwamb, astronoma planetaria della Queen’s University di Belfast al New York Times. Proprio come è successo con questo frammento, anche gli sciami fanno brillare il cielo in maniera analoga. «Questo frammento è probabilmente un po’ più grande di una buona parte delle meteore che vediamo durante gli sciami meteorici, quindi questo ha semplicemente creato uno spettacolo di luci più grande», ha precisato.
Le meteore cometarie nascono dalla polvere e dai detriti che le comete lasciano lungo le orbite. Sono composte maggiormente da ghiaccio e polvere, e perdono materiale come conseguenza della sublimazione dei ghiacci piano piano che si avvicinano al Sole. Il materiale che si scioglie si disperde nello spazio e, se la Terra attraversa uno di questi flussi di detriti, si realizza uno sciame meteorico, nel corso del quale si possono osservare moltissime meteore in un breve lasso di tempo. Le meteore che invece provengono dagli asteroidi sono frammenti di roccia metallica o silicatica che si staccano dagli asteroidi spesso come conseguenza di una o più collisioni. La differenza tra le due tipologie può essere analizzata osservando la loro composizione chimica e la loro orbita prima della loro penetrazione nell’atmosfera terrestre, quando vengono ancora chiamate meteoroidi, oppure ipotizzando la loro composizione dal colore che ne esce quando vanno incontro alla combustione in atmosfera.

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Un bolide azzurro e verde…
A dimostrare il suo passaggio nei cieli, sono i numerosi video condivisi in rete che svelano la sua specifica colorazione, compresa tra il verde e l’azzurro. Allo stesso modo in cui vengono usati gli elementi chimici per dar vita ai fuochi d’artificio colorati, la colorazione delle meteore che bruciano nell’atmosfera sta a indicare la loro composizione chimica. Questa, in realtà, dipende anche da altri fattori, ad esempio da quanto il cielo è pulito e cristallino, a che velocità viaggiano, e se si possono vedere ad occhio nudo oppure in video e foto. La maggior parte del colore però deriva direttamente dalla composizione dei frammenti di materia che attraversano il gas atmosferico. Il mix blu/verde del caso è stato determinato dalla presenza di magnesio nel meteorite: molti elementi della tavola periodica, infatti, sono associati a uno specifico colore. Un meteorite conosciuto per contenere magnesio sono le pallasiti: queste possiedono grandi cristalli verde oliva e sono una forma di silicato di magnesio-ferro chiamato olivina. Le loro origini restano un mistero ma gli scienziati credono che la loro formazione avvenga quando gli asteroidi o le comete si fondono e la parte più densa sprofonda nei loro nuclei. Le pallasiti potrebbero provenire dunque dai confini tra il nucleo metallico e il mantello di silicati. Possiamo quindi dire, che in questo caso, ciò che ha prodotto il bolide era costituito da una grande quantità di magnesio ma anche di altri elementi ed il motivo per cui si è riusciti a scorgere prevalentemente il colore abbinato al magnesio è legato al fatto che questo viene distrutto con più lentezza rispetto ad altri.
Come avviene? Gli atomi che ricevono sufficiente energia termica possono accumularla negli elettroni, che si allontanano dal nucleo atomico o addirittura lo abbandonano. Quando l’equilibrio ritorna, l’energia che precedentemente era stata assorbita viene rilasciata sotto forma di luce la quale ha una lunghezza d’onda determinata dalla quantità di energia richiesta per “sottrarre” gli elettroni. L’energia di cui parliamo è però differente per ogni elemento chimico, come conseguenza, cambierà anche la lunghezza d’onda e quindi il colore della luce emanata. Ma quali sono gli altri colori? In generale, le meteore sul colore viola indicano la presenza di calcio, quelle giallo-arancioni di sodio, e quelle bianco-gialle di ferro, il quale partecipa a seconda della sua concentrazione e dello stato di ossidazione. Il colore rosso, invece, è spesso determinato dalla partecipazione di ossigeno e azoto atmosferico. Lo sciame meteorico delle Geminidi per esempio, uno dei più conosciuti e ricchi, è noto per la produzione di meteore dai colori intensi, principalmente giallo-arancione e talvolta verde.

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Le altre “teorie” sulla meteora
L’eccezionalità dell’avvenimento e la rapidità della palla di fuoco hanno incrementato l’idea che potesse essere qualcosa di più di una semplice meteora. Sono infatti nate diverse teorie, e tra queste quella che questa fosse un missile ipersonico oppure un’astronave di extraterrestri. Come abbiamo detto, infatti, i bolidi sono definiti solo ed esclusivamente dalla loro luminosità e non dalla loro natura. In questo caso però viaggiando ad una velocità troppo elevata, non poteva che trattarsi di un corpo naturale. Quella identificata sembra infatti essere una rapidità associabile a quella delle comete, lo stesso vale per il comportamento, esattamente quello tipico di un corpo celeste.
La protezione della Terra
Lo spettacolo offerto dal bolide è stato fondamentale per gli scienziati che stanno lavorando alla protezione del nostro pianeta dalle minacce degli asteroidi. Tra i fondamenti della difesa planetaria appare la ricerca e il ritrovamento di rocce spaziali prima che queste riescano a trovare noi e colpirci: in questo caso, il frammento della cometa non è stato scoperto prima della comparsa ma è stato distrutto prima che potesse causare danni. Il 90-95% della materia interstellare che raggiunge la Terra in questa maniera non ha una vita abbastanza lunga per raggiungere il suolo: nel caso in cui un meteoroide tocchi la superficie, spesso è sotto forma di polvere o particelle minuscole, frammenti che vengono chiamati meteoriti. La domanda però rimane sempre quella, “sono pericolosi”? Il giornale online Scienza in rete ci risponde così: “La terra viene continuamente colpita da sassi celesti, sono ben 40.000 tonnellate all’anno, ma si tratta di oggetti piccoli che bruciano nell’atmosfera. Ogni tanto, qualcosa arriva a terra, allora le chiamiamo meteoriti: le dimensioni variano dai sassolini ai massi. Si ha notizia di meteoriti che hanno perforato tetti di fabbricati, anche arrivando a sfiorare persone, ma nessuno è mai morto colpito da un sasso celeste”.
Al momento, quindi, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Fenomeni di questo tipo però sono sempre controllati e studiati dagli astronomi che vogliono dare analisi sempre più approfondite a riguardo. Nonostante il bolide abbia lasciato a bocca aperta i cittadini spagnoli e portoghesi che sono riusciti a beneficiare dello spettacolo, è stata anche un’opportunità per pensare ai fenomeni straordinari che si possono verificano fuori dal nostro pianeta.
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di: Alice GEMMA
FOTO: SHUTTERSTOCK