Era solo una questione di tempo, ma il ritiro di Djokovic ha accelerato la consacrazione: Sinner è sul tetto del mondo
Jannik Sinner è il nuovo numero uno della classifica mondiale grazie al ritiro di Novak Djokovic al Roland Garros. Il campione azzurro ha appreso la notizia mentre si trovava in campo contro Grigor Dimitrov ai quarti di finale dello Slam parigino: «Jannik, sei il numero uno! Sei il numero uno!”, il coro levatosi all’unisono dagli spalti dello stadio Philippe-Chatrier. L’azzurro ha poi battuto il bulgaro in tre set, conquistando la qualificazione in semifinale.
«È il sogno di tutti diventare il numero uno al mondo – ha commentato al termine della partita – Vedere Nole ritirarsi è un dispiacere: gli auguro una pronta guarigione. In questo torneo ho avuto difficoltà quindi sono felice di essere in semifinale. Grazie al mio team, sarebbe tutto impossibile senza di loro. E grazie ai tifosi. È un momento speciale per me, sono felice di condividerlo con voi e con chi mi guarda da casa: vediamo cosa riuscirò a fare venerdì».
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L’impresa non ha precedenti nella storia del tennis italiano e il fuoriclasse azzurro a Parigi entra in un’altra dimensione. È molto probabile che nel ruolo di favorito Sinner si troverà sicuramente a suo agio. Se c’è una cosa che sa reggere bene è proprio la pressione dei momenti importanti. L’ha dimostrato più volte e lo farà anche a Parigi, dove vorrà sicuramente regalarsi la seconda vittoria in uno Slam, dopo il trionfo negli Australian Open di gennaio.
Non occorre sottolineare ancora che Jannik sia un vero fenomeno: ha conquistato, in soli 8 mesi, appassionati e non con il suo tennis potente e il sorriso del ragazzo della porta accanto. Con il lavoro e la fatica. E gli pesa poco perché il tennis oltre a essere un lavoro è anche il passatempo preferito. Dalle Finals di Torino dello scorso novembre è cominciata una cavalcata impetuosa che è arrivata fino ad oggi. Dentro questo periodo, il successo nella Coppa Davis con la Nazionale, il primo Slam conquistato in Australia, la vittoria nel Master 1000 di Miami.
Ma anche l’infortunio all’anca che gli ha precluso la partecipazione al torneo di casa, gli Internazionali d’Italia, creando anche una certa preoccupazione. La delicatezza del tipo d’infortunio è tanta; così Sinner durante la conferenza stampa pre-torneo romano aveva ventilato l’ipotesi di saltare anche il secondo Slam stagionale: «Ora resterò qualche giorno a riposo, poi inizieremo a preparare il Roland Garros anche se stiamo stretti coi tempi e saltare Roma non è il massimo per presentarsi lì. Vedremo tra una settimana, a Parigi giocherà solo se sarò al cento per cento, altrimenti ci ragionerò». Riposo e terapie hanno fatto sì che tutto tornasse come prima. La conquista della vetta della classifica mondiale era ormai questione di giorni, anche senza il ritiro di Djoko. Insomma, non è un azzardo dire che Sinner sia un predestinato.
Djokovic è rimasto aggrappato alla leadership finchè ha potuto, come era successo per Roger Federer e Rafa Nadal, ma sarebbe comunque arrivata al 22enne altoatesino. Il Roland Garros segna dunque il definitivo cambio generazionale nel mondo del tennis. Sinner è il presente e (toccando ferro) anche il futuro.
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Un nuovo amore

Ma le ultime settimane del campione non sono state segnate solo dall’incoronazione: dopo la vittoria al primo turno del torneo parigino, il giovane, rispondendo a una domanda specifica, ha rivelato la sua relazione con la collega Anna Kalinskaya. Lei ha confermato subito dopo. Piuttosto che esporsi a un gossip selvaggio e pruriginoso, ed anche per rispetto dell’ex fidanzata, Maria Braccini, la coppia ha deciso di uscire allo scoperto, chiarendo tuttavia fin da subito i paletti di una privacy che gradirebbero non venisse mai superata. «Lo sapete, non mi piace parlare tanto della mia vita privata, più di questo non parlo», ha aggiunto Jannik dopo aver confermato che «sì, sto con Anna, però teniamo tutto molto riservato».
Impossibile tenere nascosto ancora il segreto di Pulcinella, dopo che ieri la russa si era presentata in tribuna per assistere all’incontro di Sinner contro Eubanks. Quando le hanno fatto notare che molti tennisti preferiscono non andare a fare il tifo per i propri partner, perché potrebbero sprecare energie emotive, lei si è dimostrata di tutt’altro parere: «Non ho questo approccio. Se stiamo insieme, sarò felice di andare a fare il tifo. Soprattutto se ho del tempo libero. È piovuto nella prima metà della giornata, quindi si è presentata l’opportunità di assistere alla partita».
Burbero Pietrangeli

L’icona del tennis italiano Nicola Pietrangeli, come già in precedenza, non è stato tenero con il giovane numero 1: «È arrivato il momento, peccato che non l’abbia fatto giocando contro Novak Djokovic e battendolo, sarebbe stato più bello ancora. Ma va bene così. È una bella notizia – ha detto a LaPresse -. Già da qualche tempo Sinner ti dava l’impressione di essere numero uno, Djokovic l’ho visto miracolato in due incontri di fila. Un giocatore come lui che arriva in cinque set due volte. Si vedeva che era stanco». Quanto resterà numero uno? Pietrangeli risponde così e fa una previsione: «Sta sulla buona strada, un’ottima strada. Dipende tutto dal suo stato fisico, perché l’anca non dà l’impressione di farlo soffrire troppo, ma è una brutta bestia. Questo risultato è un po’ come vincere il titolo olimpico però ora deve stare attento. Ora diventa lui l’uomo da battere. Prima si sapeva. Ora è come in quei film dove è il ricercato, lui è diventato il giocatore da battere e non sarà facile superarlo».
Venerdì 7 Jannik affronterà in semifinale lo spagnolo Carlos Alcaraz, numero tre, che vi è approdato battendo Stefanos Tsitsipas (attualmente nono). La finale è in programma domenica: Pietrangeli ha vinto il Roland Garros due volte… rosicherà ancora?
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di Giulia GUIDI
foto Ansa