Conto alla rovescia per la competizione continentale. L’analisi e il pronostico con De Andreis
Dal 14 giugno al 14 luglio la Germania spalancherà porte e stadi all’edizione 2024 dei campionati europei, rimettendo in palio il titolo vinto dagli azzurri di Roberto Mancini nel 2021, a Wembley, contro i padroni di casa. La formula del torneo sarà la stessa della scorsa edizione: ventiquattro squadre divise in sei gironi da quattro. A passare il turno saranno le prime due classificate di ogni girone più le quattro migliori terze classificate.
Ai nastri di partenza si presentano Italia, Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Scozia, Spagna, Turchia, Austria, Inghilterra, Ungheria, Slovacchia, Albania, Danimarca, Paesi Bassi, Romania, Svizzera, Serbia, Repubblica Ceca, Slovenia, Croazia, Georgia, Ucraina, Polonia. La partita inaugurale è in programma alle 21 del 14 all’Allianz Arena di Monaco tra la nazione ospitante e la Scozia. L’Italia scenderà in campo contro l’Albania il giorno dopo, a Dortmund. L’appuntamento con la finale sarà esattamente un mese dopo, ma a Berlino, all’Olympiastadion.
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Giampiero De Andreis, giornalista di politica estera spesso prestato al calcio, che ha scritto, tra gli altri, per il Corriere dello Sport e per il portale Sport.it, nonché autore del libro-inchiesta “Non ero Paolo Rossi” sulla sfortunata vicenda di Enzo Scaini, ci aiuta a capire che Europeo sarà: «Una cosa che mi incuriosisce è se verrà seguita la tendenza dei mondiali in Qatar, in cui si è visto un gioco particolarmente offensivo, con una finale spettacolare, forse la più bella che io ricordi, dove l’Argentina ha attaccato a tutto campo. Nelle competizioni internazionali eravamo abituati a tantissima prudenza, vediamo se in Germania si tornerà all’antico».
E per quanto riguarda le formazioni in campo? Secondo i bookmakers le favorite sono Francia (4.00), Inghilterra (5.00) e la Germania (6.00)
«A me piace sempre cercare una possibile sorpresa, ma, analizzando le squadre, credo che le più gettonate siano oggettivamente le più forti. Non credo sarà un’Europeo con una vincitrice a sorpresa come accadde nel 2004 con la Grecia o, ancora di più, con la Danimarca nel ‘92. O anche noi nel 2021. Certo, il nostro girone è, a mio parere, il più difficile di tutti».
GRUPPO A: Germania, Scozia, Ungheria e Svizzera

Germania: Allenata da Julian Nagelsmann, è una delle nazionali più titolate del continente e del mondo. Si è infatti aggiudicata quattro mondiali, ovvero le edizioni del 1954, 1974, 1990 e 2014, e tre europei nel 1972,1980 e 1996. Vanta venti partecipazioni ai mondiali e 13 agli europei. «È un allenatore molto giovane, appena 36 anni, e ha fatto dei discreti risultati negli ultimi tempi, e tra le chiavi del suo successo c’è il ritorno di Kroos, che ha rimesso alla guida del centrocampo. Probabilmente applicherà un 4-2-3-1, e questa è una squadra che è sempre forte, con Gündoğan, Musiala e con molti buoni giocatori in panchina. In casa, nelle grandi competizioni, possono vantare la vittoria nel ‘74 ma poi niente più… Forse, statisticamente sono più forti all’estero».
Scozia: È allenata da Steve Clarke e vanta otto partecipazioni ai mondiali e tre agli europei. Non è mai andata oltre il primo turno di una competizione. «La vedo un po’ deboluccia, anche se ci metteranno il solito impeto».
Ungheria: È allenata da Marco Rossi (con alle spalle una discreta carriera da difensore) e vanta due secondi posti ai mondiali del 1938 e 1954 e un terzo posto agli europei nell’edizione del 1964. Ai mondiali ha partecipato nove volte, agli europei quattro. «Rossi, dal 2018, ha fatto un lavoro assolutamente incredibile. Nell’ultimo europeo ha avuto sfortuna, capitando nel girone con Francia, Germania e Portogallo, ma l’ultima sconfitta che ha avuto è stata nel settembre del ‘22 contro l’Italia. La cosa pazzesca è che lo stesso anno hanno vinto 4-0 a casa dell’Inghilterra. La stella è Szoboszlai (Liverpool) che a 23 anni è già capitano, con 40 presenze e 12 gol in nazionale. È una squadra sostanzialmente difensiva che mi incuriosisce molto».
Svizzera: Allenata da Murat Yakin, vanta dodici partecipazioni ai mondiali e cinque agli europei. Nel primo caso ha avuto accesso tre volte ai quarti di finale nelle edizioni del 1934 ,1938 e 1954, nel secondo è arrivata ai quarti nel 2020. «Sempre abbastanza tosta, nell’ultimo Europeo hanno fatto la migliore performance di sempre, perdendo ai quarti ai rigori con la Spagna, ma non li vedo così preoccupanti».
GRUPPO B: Spagna, Croazia, Italia e Albania

Spagna: Allenata da Luis de la Fuente, si è aggiudicata un’edizione dei mondiali nel 2010 e tre degli europei nel 1964.2008 e 2012. Sedici le sue partecipazioni ai mondiali, undici agli europei. «Io non la trascurerei. È una squadra molto valida e, in teoria, è più forte dell’Italia, Ha cambiato il commissario tecnico, come stile di gioco è sempre la classica Spagna, con molto possesso palla, ma preferisce un centravanti più strutturato. Potrebbe anche giocare con i cross alti, cosa che le Furie rosse avevano praticamente bandito. Poi c’è stata questa esplosione di Rodri (Manchester C.), un giocatore che può essere veramente importante».
Croazia: Allenata da Zlatko Dalic, ha al suo attivo sei partecipazioni ai mondiali e altrettante agli europei. Nel primo caso ha ottenuto un secondo posto nell’edizione del 2018, nel secondo ha raggiunto i quarti di finale nel 1996 e 2008.
C’è un tal Modric…
«La Croazia è una squadra a cui bisogna stare molto attenti. È arrivata in semifinale ai Mondiali, in finale a quelli precedenti, sarà sicuramente per lui l’ultimo appuntamento importante della carriera. Ed è ancora un giocatore straordinario. È una squadra solida, con i vari Kovacic, Brozovic, Perisic, ed è anche tatticamente molto preparata. E fanno molto bene la fase difensiva».
Italia: Gli azzurri di Luciano Spalletti sono i detentori della competizione e vantano diciotto partecipazioni ai mondiali e undici agli europei. Sono, come Germania e Spagna, tra le nazionali più titolate del mondo con quattro mondiali vinti nel 1934 ,1938, 1982 e 2006 e due europei nel 1968 e 2020. Pesa la mancata qualificazione agli ultimi due Mondiali. «Spalletti ha fatto scelte coraggiose: al netto di infortunati importanti come Berardi, Acerbi e Tonali, ha lasciato a casa per scelta tecnica giocatori noti, come Verratti, Immobile, Locatelli, Pessina, Spinazzola, Politano, Bonaventura».
E ha fatto molto discutere la convocazione dello juventino Nicolò Fagioli, dopo la lunga squalifica per calcio scommesse.
«Chi fa un discorso “etico” non mi trova d’accordo, anche perché ha scontato la sua squalifica, il problema è che non ha giocato mai negli ultimi mesi. Però secondo mister Spalletti, Fagioli ha delle caratteristiche che nessun altro ha, come l’estro, ma è anche in grado di andare in fase difensiva, quindi forse ha visto in lui caratteristiche che altri non avevano».
La sento fiducioso.
«Lo sono. Spalletti è un bravissimo allenatore anche se, a volte, ha spaccato lo spogliatoio, l’ambiente, e quindi speriamo che ciò non accada durante l’Europeo. Ho letto alcuni commenti dall’estero, in cui l’Italia viene giudicata inferiore a quella del 2021 ma io non sono per niente d’accordo. È vero, senza Bonucci, in difesa abbiamo perso qualcosa, però c’è la difesa dell’Inter, con questo straordinario Dimarco. E non solo: secondo me la vera forza dell’Inter di quest’anno sono stati calciatori italiani, oltre a Dimarco, Barella. Lui era già forte nello scorso Europeo ma ha raggiunto un’ulteriore consapevolezza. E vogliamo parlare di Acerbi? Anche Jorginho è molto cresciuto…».
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Albania: Allenata da Sylvinho, ha al suo attivo due partecipazioni agli Europei, nel 2016 si fermò al primo turno. «Sicuramente per l’Italia una partita da vincere».
GRUPPO C: Slovenia, Danimarca, Serbia e Inghilterra

Slovenia: Allenata da Matjaz Kek, ha due partecipazioni ai mondiali e altrettante agli europei e, in entrambi i casi, non è mai andata oltre il primo turno. «Puntano sul portiere e capitano Oblak, dell’Atletico Madrid».
Danimarca: Allenata da Kasper Hjulmand, annovera sei partecipazioni ai mondiali e nove agli europei. Nel primo caso è riuscita ad approdare ai quarti di finale nel 1998, nel secondo è salita sul trono del vecchio continente nell’edizione del 1992. «Hanno davanti Rasmus Winther Højlund, ventunenne del Manchester United. Non dimentichiamo che nel 2021 hanno perso in semifinale contro l’Inghilterra con un rigore contestato».
Serbia: È allenata da Dragan Stojkovic, ha cinque partecipazioni ai mondiali e una agli europei. Nel primo caso ha raggiunto gli ottavi di finale nel 1998, nel secondo i quarti nell’edizione del 2000. «Il mister è grande campione degli anni ‘90. La nazionale annovera tra le sue fila i fratelli Milinkovic-Savic».
Inghilterra: Selezionatore ne è Gareth Southgate. È una delle nazionali più prestigiose in Europa e nel mondo ma vanta solo una vittoria ai mondiali nel 1966 e un secondo posto nell’Europeo del 2021 alle spalle dell’Italia. «Non ha mai avuto una squadra così forte, anche se hanno questa tendenza a non vincere mai. Southgate si è “permesso” di non convocare Rashford (Manchester U.), Sancho (finalista in Champions con il Borussia Dortmund), Sterling (Chelsea)… ha veramente lasciato a casa dei giocatori molto forti. Insomma, dal centrocampo in su, sono veramente impressionanti. In più, rispetto al 2021 hanno Bellingham, letteralmente esploso al Real Madrid, Kane, che ha avuto una stagione da record al suo primo anno al Bayern, segnando 44 reti. Bisogna vedere se tiene la difesa, numericamente contata».
GRUPPO D: Polonia, Paesi Bassi, Austria e Francia

Polonia: È allenata da Michal Probierz. Ha nove partecipazioni ai mondiali, in cui ha ottenuto il terzo posto nel 1974 e nel 1982, e quattro agli europei dove ha raggiunto i quarti di finale nel 2016.
Paesi Bassi: Detti anche Olanda dal nome della regione più vasta del paese, sono allenati da Ronald Koeman. Sono una delle nazionali più quotate a livello europeo e internazionale. Negli undici campionati del mondo a cui hanno preso parte hanno ottenuto tre secondi posti nelle edizioni del 1974,1978 e 2010, dei dieci europei a cui hanno partecipato si sono aggiudicati l’edizione del 1988. «Mister molto esperto, rispetto alla tradizione sembra molto forte in difesa, con al centro Virgil van Dijk del Liverpool».
Austria: Allenata da Ralf Rangnick, vanta sette partecipazioni ai mondiali e tre agli europei. Nel primo caso ha ottenuto un terzo posto nell’edizione del 1954, nel secondo ha raggiunto nel 2020 gli ottavi di finale. «Non avrà David Alaba (difensore del Real Madrid) per infortunio ed è un’assenza molto grave».
Francia: La nazionale transalpina è tra le senatrici del continente e del mondo. Allenata da Didier Deschamps, ha partecipato a sedici edizioni dei mondiali vincendoli nel 1998 e nel 2018. Delle dieci edizioni degli europei a cui ha preso parte, invece, si è aggiudicata quelle del 1984 e del 2000. «Anche questa è una formazione fortissima, d’altronde sono vice campioni del mondo. Hanno un girone diciamo “medio”, e, vista la giovane età di molti elementi di spicco come Thuram e Mbappé, possono essere anche migliori che in Qatar. Pensiamo anche a Barcola. Non solo: Rabiot a centrocampo, reduce da un buon campionato nella Juventus, Giroud, anche se “vecchiotto” i suoi gol li fa sempre, e non dimentichiamoci di Griezmann».
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GRUPPO E: Belgio, Slovacchia, Romania e Ucraina
Belgio: È allenato da Domenico Tedesco. Ha partecipato a quattordici edizioni dei mondiali ottenendo un terzo posto nel 2018 e a sei degli europei con una seconda piazza nel 1980. «Tedesco ha fatto parlare di sé per la clamorosa esclusione di Courtois. Lukaku e De Ketelaere davanti sono temibili, mentre a centrocampo il 19enne Vermeeren (Atletico Madrid) potrebbe essere una rivelazione».
Slovacchia: È allenata dal tecnico del Napoli Francesco Calzona. Ha preso parte a un’edizione dei mondiali raggiungendo gli ottavi di finale nel 2010 e a tre degli europei sbarcando agli ottavi nel 2016. «Ha diversi “italiani”, il fulcro della squadra è Lobotka, del Napoli».
Romania: Ne è selezionatore Edward Iordanescu. Ha partecipato a sette edizioni dei mondiali approdando ai quarti di finale nel 1994 e a sei degli Europei raggiungendo i quarti nell’edizione del 2000. «Una squadra estrosa, con Hagi che prova a ripercorrere le orme del padre. Davanti ha Puskas del Genoa (quest’anno in prestito al Bari), che in Nazionale ha fatto 11 gol».
Ucraina. È allenata da Serhij Rebrov. Vanta una partecipazione ai mondiali dove ha raggiunto i quarti di finale nel 2006 e quattro agli europei con i quarti conquistati nel 2020. «Punta sul centravanti Dovbyk, che ha avuto una stagione eccezionale al Girona (25 gol e 8 assist)».
GRUPPO F: Turchia, Georgia, Portogallo e Repubblica Ceca

Turchia: È allenata da Vincenzo Montella. Vanta due partecipazioni ai mondiali con un terzo posto nell’edizione 2002 e cinque agli europei dove è stata semifinalista nel 2008. «Montella gli ha permesso la qualificazione, grazie ad una vittoria in Croazia. E in amichevole hanno anche vinto 3-2 con la Germania. Sarà molto interessante vedere cosa riuscirà a fare, con una squadra con molti giocatori che hanno giocato in Italia come lo scudettato Calhanoglu».
Georgia: Allenata da Willy Sagnol, non ha mai preso parte ai mondiali ed è alla sua prima partecipazione a una rassegna continentale. «Da tenere d’occhio Kvaratskhelia, quest’anno visto al Napoli».
Portogallo: I lusitani sono allenati da Roberto Martinez. Hanno al loro attivo otto partecipazioni ai mondiali con un terzo posto nel 1966 e altrettante agli europei che vinsero nel 2016. «Il Portogallo è in un girone abbastanza semplice, ed è una squadra potenzialmente forte ma non mi convince tantissimo. Come spesso accade. Negli ultimi Europei ha perso agli ottavi contro il Belgio, poi invece ai Mondiali ha perso ai quarti col Marocco. Anche loro hanno cambiato allenatore, e hanno preso proprio questo Martinez che aveva allenato il Belgio: da quando è arrivato hanno vinto 10 incontri su 10, ma non con chissà che squadre. E poi a marzo ha perso con la Slovenia. Come al solito, hanno molto talento, poi hanno Ronaldo davanti, Fernandes (Manchester U.), in difesa hanno Diaz (Manchester C.), però… è chiaro che dovrebbero passare il girone, poi non so».
Repubblica Ceca: Allenata da Ivan Hasek, ha preso parte a un’edizione dei mondiali e a sette degli europei ottenendo il secondo posto nell’edizione del 1996. «Hanno come stella Schick, che quest’anno è andato benissimo con il Bayer Leverkusen, però, non sono certo a livello delle più forti»
Pronostico, io dico Italia, Francia e Ungheria. Lei?
«Complesso, per gli accoppiamenti, le migliori terze… Ma potrei anche vedere una riedizione della finale di Wembley e sotto Germania e Francia».
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di Giulia GUIDI
foto Ansa