Il padre della moderna destra italiana a tutto tondo: dalla legge sulla procreazione assistita alla crisi in Medio oriente

Gianfranco Fini sta «bene». Lapidario. Così il padre della destra moderna italiana a Il Mondo, prima di parlare di Europa, crisi in Medio Oriente ed attuale governo. 

Infatti, a poche ore dall’approvazione della legge Varchi, che sancisce il reato universale sulla procreazione assistita, Fini dice: «Conosco Giorgia Meloni da quando aveva 15 anni e la considero all’altezza del compito. Ma alla destra, su alcune questioni, in particolare sui diritti civili, non guasterebbe una maggiore curiosità e quindi, di conseguenza, una maggiore apertura»

«Nel ‘74 – prosegue Finiil Msi sostenne l’abrogazione del divorzio proposta dalla Dc per un calcolo squisitamente politico: io la pensavo diversamente, e con me molti altri ragazzi. Quando cominciò la polemica sulle unioni civili, pensavo che fosse assurdo negare a due uomini o a due donne che si amavano la possibilità di garantirsi reciprocamente davanti a un ufficiale. All’epoca non c’era il problema dei figli, perché la scienza non lo consentiva, ma oggi credo che un po’ più di flessibilità non guasterebbe. Questa legge è un manifesto del conservatorismo. Personalmente ne avrei fatto a meno». 

Uscendo dalle beghe nazionali, l’ex ministro degli esteri del secondo governo Berlusconi, giudica il documento di Draghi sulle prospettive europee: «è ottimo: o si cambia o si finisce. Mi riferisco in particolare alla critica al principio dell’unanimità, che, de facto, impedisce di prendere decisioni. Inoltre, se si continua valutare l’interesse nazionale come prevalente, in assoluto il processo di ulteriore integrazione è già fermo»

Leggi anche Di Draghi, bacchette magiche e battaglie esistenziali

E sulla questione mediorientale, Fini, che nel 2003 condannò le leggi razziali fasciste, dice: «Vedo troppa superficialità. Io credo che l’Occidente e in particolar modo gli amici americani dovrebbero riflettere su valutazioni fatte nel passato, che poi hanno portato ad esempio l’invasione dell’Iraq. “Integrazione” è un termine enorme». 

Sono solo alcune “pillole” della lunga intervista che Fini ha rilasciato a Il Mondo, nel numero in uscita a novembre. Da non perdere.

di: Giulia GUIDI

FOTO: ANSA