La holding internazionale che mette al primo posto efficienza e sostenibilità
È un prodotto chiacchierato negli ultimi tempi, viste anche le recenti legislazioni volte a diminuire l’impatto umano sull’ambiente: si tratta del motore elettrico, una soluzione ai problemi nel nostro pianeta, a patto però che sia debitamente efficiente. Per motori elettrici al top che curano dettagli e sostenibilità ci si può rivolgere a Orange1, di cui ci racconta di più il CEO Armando Donazzan.
Come nasce Orange1?
«La nostra realtà nasce nel 1971 grazie a mio padre, che fondò la società Elettromeccanica Leone Donazzan. Nel 1998 ho acquisito l’azienda tramite un’operazione di family buy-out e ho così ottenuto il 100% delle quote; all’epoca occupavamo circa 50 persone e fatturavamo grossomodo quattro milioni l’anno. Da lì in poi abbiamo scelto di modificare la nostra posizione sul mercato, passando da una produzione di motori elettrici e pompe per acqua a un business totalmente incentrato sui motori elettrici. Abbiamo deciso di non rivolgerci al mercato del motore “a catalogo”, ma di orientarci piuttosto alla customizzazione e ingegnerizzazione per i clienti. È iniziata così una fase di espansione e di acquisizioni, di cui la prima nel 2001 rilevando il 100% delle quote di EME KFT, azienda che avevamo co-fondato nel 1998 in Ungheria. Dal 2008 in poi, abbiamo messo a segno una serie di acquisizioni per un totale di 17. Grazie a ciò oggi vantiamo un fatturato di 205 milioni di euro».
Che tipo di prodotto offrite ai clienti?
«Le acquisizioni ci hanno permesso di avere la gamma di prodotto più ampia del mercato, il che è un nostro notevole punto di forza e una nostra peculiarità. Abbiamo inoltre sviluppato motori elettrici il cui focus principale è l’efficienza, anche in una logica di sostenibilità: un minor consumo implica nei fatti anche un minor uso di risorse e un minore impatto ambientale. Va inoltre ricordato che il nostro motore entra a far parte di una macchina già finita: in questo senso l’aspetto dell’ingegnerizzazione è fondamentale per offrire al cliente finale una soluzione customizzata per ottenere la migliore performance. I nostri 32 ingegneri lavorano ogni giorno allo sviluppo del prodotto per implementare questi aspetti. Tutto ciò ci rende l’azienda privata più importante in Italia di questo settore, e ci permette di presentarci alle multinazionali con le garanzie di qualità e stabilità richieste».
Oggi si parla molto delle autovetture ibride o full electric, anche perché tra non molto le alternative a benzina saranno bandite da molte città. Orange1 è presente anche in questo settore, dove grazie all’acquisizione di una collaborazione importante hanno messo “in cantiere” un motore per turbocompressori e un motore per assiali dei camion. Questo permetterà di aumentare l’efficienza delle autovetture, riducendo l’inquinamento dovuto allo scarico di smog e CO2. Va poi considerato che nel 2022 si è verificato un rallentamento finale per il comparto intero, dovuto a ritardi sulle catene di fornitura. Eppure, nonostante per il 2023 le aspettative prevedano un mercato in calo del 10/20%, la situazione di Orange1 è rassicurante anche grazie alle acquisizioni di nuove commesse tra 2021 e 2022. Una lungimiranza che ha permesso alla holding di “blindarsi” rispetto alle oscillazioni del settore.
Che progetti avete per il futuro?
«Sicuramente nei prossimi tre anni vogliamo crescere grazie ad ulteriori acquisizioni, alcune delle quali le stiamo già valutando. Siamo anche pronti ad aprire il nostro capitale, a patto che la strategia dei partner sia improntata su un progetto industriale e non su una mera logica speculativa finanziaria».
Pronti a entrare in un futuro sostenibile? Scaldate i motori allora…ovviamente marca Orange1!