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Decine di arresti. Tra i fermati anche la leader dell’opposizione, oltre ad attivisti e giornalisti

Il 4 giugno ricorre l’anniversario del massacro di piazza Tienanmen, la strage perpetrata nella notte tra il tre e il quattro del 1989 quando l’esercito del Partito Comunista scese nel centro di Pechino per reprimere nel sangue le manifestazioni.

A 34 anni di distanza dai sanguinosi fatti, Pechino ha blindato la piazza nel centro della Capitale limitando l’accesso a turisti e giornalisti. Tuttavia a Hong Kong alcuni attivisti e giornalisti si sono ritrovati per ricordare il massacro, con braccia alzate e in mano fiori e candele a led, nella veglia a Victoria Park.

Almeno 10 di loro sono stati arrestati. Tra loro l’attivista Alexandra Wong, meglio conosciuta come ‘Nonna Wong’ e la giornalista Mak Yin-Ting, ex presidente dell’associazione dei giornalisti dell’ex colonia britannica. Arrestata anche Chan Po-ying leader del partito di opposizione Lega dei socialdemocratici. La donna teneva una candela in una mano e due fiori di carta gialla nell’altra. È stata portata via dagli agenti di polizia. Sono tutti accusati di disturbo dell’ordine pubblico e sedizione. La commemorazione pubblica della strage di Tienanmen è vietata dal 2020 nella regione per ordine delle autorità. L’emittente pubblica Rthk ha riferito che la polizia ha schierato fino a 6.000 agenti per pattugliare le strade, tra cui Victoria Park e il quartier generale del governo.

Le Madri di Tienanmen chiedono da anni che sia fatta giustizia e che venga alla luce la verità su chi ha ucciso i loro figli, chiedendo risarcimenti e l’individuazione dei responsabili. Human Rights Watch ha chiesto al governo cinese di riconoscere quelle responsabilità.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/PAWEL SUPERNAK