Il leader di estrema destra sul Monte del Tempio scortato da decine di agenti: “il luogo più importante per il popolo israeliano”
Nonostante le numerose critiche interne ed esterne, questa mattina il ministro per la sicurezza nazionale iraniano Itamar Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Otzmà Yehudit, scortato da decine di agenti, si è recato sulla Spianata delle Moschee di Gerusalemme, che per gli ebrei è il Monte del Tempio, e da lì ha dichiarato che “il Monte del Tempio è il luogo più importante per il popolo di Israele“.
Il premier palestinese Muhammad Shtayyeh ha definito la visita “una sfida seria per i sentimenti di tutto il nostro popolo palestinese” e un “assalto alla moschea di Al-Aqsa“. «Tali incursioni mirano a trasformare la moschea di Al-Aqsa in un tempio ebraico, il che costituisce una violazione di tutte le norme, valori, accordi e leggi internazionali e degli impegni di Israele nei confronti del presidente americano. Riteniamo itenere il governo israeliano responsabile delle ripercussioni dell’aggressione al popolo palestinese», ha aggiunto.
Dal canto suo Ben Gvir ha detto che non si farà intimidire dalle minacce di Hamas. La sua azione è stata difesa anche dal premier Benyamin Netanyahu che si è detto impegnato “nella difesa meticolosa e senza alcun cambiamento dello status quo sul Monte del Tempio, e non si arrenderà ai diktat di Hamas“. Lo ha riferito un fonte nell’ufficio del premier. «Nel contesto dello status quo negli ultimi anni altri ministri sono saliti sul Monte del Tempio più di una volta, e fra loro anche il ministro per la sicurezza interna Gilad Erdan. Le affermazioni su un cambiamento dello status quo sono dunque infondate», ha specificato la fonte.
Anche Mosca si dice pronta ad “un lavoro congiunto per rafforzare la cooperazione bilaterale” e disponibile ad aiutare a riavviare il processo di pace con la Palestina. Lo riportano le agenzie di stampa russe, riferendo di un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e quello israeliano Eli Cohen.
Dagli Usa arrivano le parole del portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, che assicurano il sostegno allo status quo dell’accordo suoi luoghi sacri di Gerusalemme e che “ogni decisione unilaterale di cambiarlo è inaccettabile e ci preoccupa profondamente, perché rischia di esacerbare la tensione“. Price ha poi ribadito che il governo di Nicolas Maduro, in Venezuela, per gli Stati Uniti continua a essere “illegittimo”.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN