Gli esperti dell’Internet of Things al servizio dell’efficienza industriale ed energetica
Prendersi cura dei macchinari industriali per ottenere una migliore efficienza produttiva ed energetica fa bene tanto al portafoglio quanto all’ambiente. Ma per farlo al meglio bisogna affidarsi a dei professionisti: ecco perché nasce Techmakers, fondata nel 2014 per soddisfare le esigenze di tutti gli imprenditori impegnati non solo sul fronte dell’Internet of Things ma anche nel mondo industriale. Ne parliamo con l’amministratore delegato Carlo Cassinari.
Come lavora Techmakers?
«Quello che noi facciamo è offrire soluzioni per il controllo e il monitoraggio della produzione e delle macchine utensili in un’azienda. Siamo una realtà innovativa, tecnologica: abbiamo sviluppato un sistema che ci permette di sapere quanto e come lavorano le macchine quando sono in produzione, quante pause fanno, quanta energia consumano; dati che ci permettono di intervenire per migliorare l’efficienza energetica e produttiva».
Come funziona il sistema di raccolta dati?
«È molto semplice e per niente invasivo: andiamo a installare una serie di sensori che vanno a monitorare l’alimentazione della macchina, senza interferire dunque sul macchinario stesso. Ci colleghiamo al quadro, pertanto l’installazione richiede pochissimo tempo ed è adatta a qualunque tipo di dispositivo, perché non interferisce con lo stesso. Grazie ai sensori, cominciamo da subito a ricevere dati funzionali e nell’arco di una settimana, massimo di un mese, ne abbiamo raccolti ed elaborati abbastanza da permettere all’azienda di cominciare ad ottenere i primi benefici».
Intervenire sull’efficienza produttiva è importante perché eliminare le pause dei macchinari nell’ambito della produzione significa risparmiare energia e questo porta dei benefici notevoli sia a livello economico che ambientale. Una macchina industriale ferma potrebbe consumare tre o quattro kwatt, con uno spreco di due chili di CO2 in un’ora.
Quali sono i punti di forza dei vostri prodotti?
«Svariati. Siamo in grado di collegarci a qualunque tipo di macchina senza bisogno di modificarla per poter fornire il nostro servizio, e usiamo un sistema che permette un ritorno sugli investimenti molto veloce. Normalmente, un progetto di revisione delle macchine ha un impatto di ammortamento di tre o quattro anni, nel nostro caso dopo due mesi l’investimento è già stato recuperato. Inoltre, siamo in grado di fornire informazioni fondamentali come quelle legate alla manutenzione preventiva perché conosciamo il numero di ore esatte in cui la macchina lavora».
Che progetti avete per il futuro?
«Stiamo investendo molto sui sistemi in grado di rilevare le anomalie. Un macchinario che inizia a consumare più o meno energia rispetto al solito fa suonare un campanello d’allarme: prevenire i guasti nel funzionamento delle macchine è fondamentale. Il nostro algoritmo ci permette di individuare tutti quelli che sono i comportamenti abituali della strumentazione e eventuali differenze che dovessero manifestarsi. Ma non solo: stiamo lavorando a un software gestionale basato sugli algoritmi dell’intelligenza artificiale che è in grado di capire le richieste fatte dal cliente in un linguaggio naturale e costruire reportistiche particolareggiate».
Techmakers lavora sul mercato estero, ma sempre con un occhio di riguardo all’Italia.
«Sì, perché c’è ancora tantissimo da fare. Sul nostro territorio abbiamo tantissime imprese produttive manifatturiere, aziende piccole e grosse, interessanti realtà produttive con un numero di centri di lavoro che rende il monitoraggio sempre più importante: più è esteso il raggio produttivo, infatti, più cresce la necessità di risparmiare energia e incrementare l’efficienza produttiva».
Passione e competenza sono i principi cardine che guidano l’attività di Techmakers, che grazie alle sue soluzioni personalizzate è la scelta migliore per migliorare la produttività e sorridere all’ambiente.


