Esplodono le prime proteste dopo l’approvazione alla Camera del marco temporal che ridurrebbe l’area dei territori indigeni
Cresce la tensione in Brasile, dove la plenaria della Camera dei deputati ha votato il primo sì al disegno di legge che intende modificare la mappa del Paese, intervenendo sul marco temporal per ridisegnare le terre indigene.
La palla passa adesso al Senato. Infine, sarà necessaria l’approvazione definitiva del presidente Lula, recentemente in visita nella Terra Indigena Yanomami nello stato del Roraima.
La norma, ricalcando gli interessi dei grandi proprietari terrieri, vorrebbe riportare i confini delle terre indigene a quelli antecedenti la Costituzione del 1988, circoscrivendo quindi le regioni che all’epoca erano già occupate dai popoli nativi.
Dopo l’ok della Camera sono esplose le proteste durante le quali si sono registrati anche scontri fra indigeni e polizia.
Parallelamente al percorso legislativo, anche la Corte Suprema Federale sta affrontando la questione, nel merito di una causa che riguarda una terra indigena nel nord-est, a Santa Caterina, con ripercussioni che si faranno sentire in tutto il Paese.
La Corte sta valutando una causa che coinvolge una terra indigena a Santa Catarina, ma la decisione avrà ripercussioni su tutte le cause simili nel paese.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/Raphael Alves
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