Gli assalitori si sono barricati in un monastero, preoccupazione dalla Russia
Nel Nord del Kosovo il 24 settembre è avvenuto un attacco compiuto da uomini armati. A Banjska, nell’attacco, sono morte quattro persone, un poliziotto e tre membri del gruppo armato.
Il gruppo armato si era barricato all’interno di un monastero e sono stati arrestati in serata, quando però gran parte del commando si era dileguata. Secondo le autorità del Paese si tratterebbe di assalitori serbi.
Il portavoce della sede presidenziale russa, Dmitry Peskov, ha spiegato che secondo il Cremlino la situazione in Kosovo non è solo estremamente difficile, ma anche potenzialmente pericolosa. Peskov ha detto, in conferenza stampa, si tratta di una situazione “estremamente difficile. Vediamo in Kosovo un atteggiamento tradizionalmente di parte nei confronti dei serbi, questa è una linea tradizionale, sbilanciata. La situazione è davvero molto, molto tesa e potenzialmente pericolosa, la stiamo seguendo molto da vicino“.
«Lo spargimento di sangue di ieri è una conseguenza diretta e immediata del corso del cosiddetto ‘primo ministro’ Albin Kurti nell’alimentare il conflitto, ripulendo il territorio della provincia dai serbi – ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in una nota pubblicata sul sito del Ministero, citata da Ria Novosti – I suoi tentativi di provocare ulteriori pressioni da parte degli occidentali sulla leadership serba per costringere Belgrado a riconoscere la ‘indipendenza’ del Kosovo, fomentando la situazione, sono un continuo gioco al fuoco che, come vediamo, sta costando troppo e sta portando l’intera regione balcanica su un pericoloso baratro».
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/STR