TEL AVIV

Sono 14.532 le vittime nella Striscia di Gaza

È vicino l’inizio della “pausa operativa” negoziata dopo l’accordo tra Israele e Hamas. Dovrebbe iniziare alle 10 del 23 novembre.

Nel frattempo l’emittente israeliana Channel 12 ha riferito che Israele ha ricevuto l’elenco con i nomi degli ostaggi che dovrebbe liberare il 23 novembre. Stando a quanto riferito, Tel Aviv non divulgherà i nominativi prima del rilascio per evitare false speranze tra i familiari, nel caso in cui l’accordo dovesse saltare. La lista è stata consegnata al capo del Mossad David Barnea e al generale dell’esercito israeliano Nitzan Alon, attualmente in Qatar per ultimare i dettagli dell’intesa.

Il consigliere della sicurezza nazionale israeliana Tzachi Hanegbi ha dichiarato che gli ostaggi non verranno liberati prima di venerdì 24 novembre. «I negoziati per il rilascio dei nostri prigionieri procedono e continueranno tutto il tempo» ha affermato Hanegbi in un comunicato diffuso dall’Ufficio di Netanyahu.

La Corte suprema israeliana ha respinto una petizione contro l’accordo con Hamas. Lo ha riportato Haaretz. La petizione si opponeva al rilascio dei detenuti palestinesi in cambio della liberazione degli ostaggi, come previsto dall’accordo.

Netanyahu: “la guerra continuerà fino alla distruzione di Hamas”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato che nonostante l’accordo la guerra continuerà.

«Sia chiaro: la guerra continuerà fino alla distruzione di Hamas garantendo la sicurezza dei nostri cittadini sia al sud sia al nord» ha dichiarato Netanyahu, che ha ringraziato il presidente Usa Joe Biden per il suo aiuto. Il primo ministro ha, poi, affermato che l’accordo deriva sia dalla pressione militare “incessante” su Hamas, sia della pressione diplomatica che “hanno portato alle condizioni per l’accordo”.

«È stata una trattativa dura – ha proseguito Netanyahu – ma non sempre, come abbiamo fatto in passato, si possono liberare ostaggi solo con operazioni militari».

Netanyahu ha, poi, affermato che l’accordo prevede che i rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) visitino gli ostaggi israeliani. Lo ha riferito Haaretz.

Le vittime e la situazione umanitaria

Sono 14.532 i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo ha riferito l’ufficio diplomatico di Gaza, controllato da Hamas. I feriti sono oltre 35mila, circa 7mila le persone scomparse. Lo a riferito Haaretz.

Il capo dei soccorsi dell’Onu Martin Griffiths ha dichiarato che la crisi umanitaria di Gaza è la peggiore che abbia mai visto in tutta la sua carriera. «La peggiore di sempre, e non lo dico con leggerezza – ha dichiarato alla CNN – Ho iniziato a 20 anni occupandomi dei Khmer Rossi e dei campi di sterminio. Non ho mai visto nulla di simile prima d’ora. È una carneficina vera e propria».

Sul campo

L’esercito israeliano ha riferito di aver fatto irruzione nell’ufficio dell’intelligence militare di Hamas.

 «I combattenti della squadra di combattimento della brigata paracadutisti sono all’attacco nelle zone di Issa e Tal al-Hawa – ha dichiarato l’esercito israeliano in un post – I combattenti hanno fatto irruzione nell’avamposto della Brigata di Gaza City e nell’ufficio dell’intelligence militare di Hamas. Nel raid i combattenti hanno raccolto materiale di intelligence, bottino tecnico e informazioni significative sulle infrastrutture sotterranee di Hamas».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN