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Il leader è Ismail Haniye. Diverse manifestazioni nel mondo a sostegno della Palestina

L’attacco avvenuto oggi, 7 ottobre, in Israele è rivendicato da Hamas, Movimento islamico di resistenza ovvero un’organizzazione politica e paramilitare di ispirazione religiosa che venne istituita nel 1987 come braccio armato dei Fratelli Musulmani per combattere lo Stato di Israele. Nel suo ordinamento prevede il ritorno della Palestina alla sua condizione precoloniale e l’istituzione di uno Stato Palestinese.

È ritenuta un’organizzazione terroristica da molti Paesi. Tra questi: Unione europea, Stati Uniti. Hamas ha rivendicato e commesso nel corso degli anni diversi attentati in Israele causando la morte di centinaia di vittime civili e militari. Si è guadagnata il favore della società civile palestinese grazie ad alcuni programmi sociali di sanità e istruzione.

Il leader è Ismail Haniye e descrive l’attacco come una “battaglia per la dignità” di fronte ai “crimini” di Israele. Haniye dice che l’operazione ‘Alluvione al-Aqsa’ è rivolta contro “un nemico che assedia Gaza, unito all’aggressione e al colonialismo che va avanti in Cisgiordania e che mira a sradicare il nostro popolo e allontanarlo dalla sua terra”.

Per lui questo attacco è una risposta ai “crimini dell’occupazione contro il nostro popolo dal 1948”. Israele è accusato di aver “rinnegato gli accordi sui prigionieri tornando ad arrestare coloro che erano stati liberati nell’ambito di processi di scambio. Per tutto questo stiamo combattendo una battaglia per l’onore, la resistenza e la dignità e per difendere al-Aqsa sotto il nome annunciato dal nostro comandante in campo: un’alluvione iniziata a Gaza che si estenderà alla Cisgiordania e oltre, dove il nostro popolo e la nostra nazione sono presenti”.

L’attacco di Hamas vuole quindi mandare un messaggio al mondo arabo e islamico: una reazione da parte dei paesi arabi che hanno stabilito relazioni diplomatiche con Israele e scoraggiare gli altri dal percorrere la via della normalizzazione con Tel Aviv.

Israele ha già combattuto quattro guerre (2008, 2012, 2014 e 2021) con i militanti palestinesi nella Striscia di Gaza dal momento in cui le sue forze e i suoi coloni si sono ritirati dal territorio costiero nel 2005.

Alleanza Hezbollah – Hamas

Gli Hezbollah, organizzazione paramilitare islamista sciita e fortemente antisionista libanese, dichiarano che la situazione lungo la Linea Blu, che demarca il confine tra Libano e Israele, “è calma” e “non ci sono segnali di inasprimento militare”.

Il loro leader è Hassan Nasrallah e qualche giorno fa aveva proclamato che il suo movimento era pronto a scatenare una vasta offensiva contro Israele. La data scelta da Hamas per lanciare l’attacco ricorda il cinquantesimo anniversario della Guerra dello Yom Kippur quando Israele fu colto di sorpresa, proprio come oggi, da un’azione coordinata (in quel caso, di Egitto e Siria). Ma ieri era anche il 23esimo anniversario della prima operazione condotta da Hezbollah contro Israele, dopo il ritiro di quest’ultimo dal sud del Libano nel 2000.

Manifestazioni nel mondo pro Palestina

Nella serata di sabato 7 ottobre si sono verificate molte manifestazioni a sostegno di Hamas e contro Israele. Queste si sono svolte in alcune città europee e non solo: Berlino, Parigi, in Canada, in Turchia e nei paesi del Medio Oriente.

Molti scontri con la Polizia e diverse persone arrestate.

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK