L’esperienza delle generazioni passate e la flessibilità dei più giovani si uniscono in questa realtà brianzola specializzata nel Rovere Europeo

Nata nel 2007, la realtà di Extra Tranciati ha fatto della gioventù e di una visione digitale e social il suo punto di forza. Così da Cantù, in provincia di Como, tranciati e tavolame hanno raggiunto Europa, Stati Uniti ed Emirati Arabi, come ci racconta la responsabile commerciale e marketing Monica Tagliabue.

Dalla sua nascita a oggi, quali sono stati i momenti cruciali di Extra Tranciati?

«In un primo momento Extra Tranciati si occupava esclusivamente di commercio, poi dopo alcuni anni abbiamo deciso di passare al livello produttivo. Quindi se prima compravamo dai fornitori e rivendevamo la merce, dal 2010 abbiamo iniziato a dedicarci in prima persona della produzione, saltando un passaggio, accorciando la filiera e offrendo ai clienti l’opportunità di confrontarsi con un solo referente. Da quel momento, sfruttando l’esperienza che nostro padre da esperto ci ha trasmesso nel valutare il potenziale di un tronco, abbiamo deciso di iniziare ad andare fisicamente nelle foreste, selezionare i tronchi e poi indirizzarli per la trancia fino ad avere il prodotto che noi commerciamo, il foglio di tranciato. Una scelta che certamente ha contribuito a renderci più competitivi sul mercato».

Quali altre caratteristiche vi distinguono sul mercato?

«Il nostro è un settore composto soprattutto da aziende di tipo familiare ormai affermate. Come realtà giovane con un approccio fresco abbiamo deciso di puntare su un aspetto che in questo campo possiamo definire inedito e sfruttarlo: la tecnologia. Le generazioni precedenti, come ad esempio quella di mio padre, nato nel 1947, hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali e i social network. Conoscono Instagram, sì, ma non lo utilizzano in modo intuitivo, non ne vedono le potenzialità. Noi abbiamo puntato a un approccio più smart e digitale e riusciamo ad arrivare dove magari per mio papà era impensabile, ad esempio sul mercato statunitense, con una buona foto o l’hashtag giusto. In questo senso la nostra generazione ha una flessibilità e una mente più smart e flessibile, e questo può essere un vantaggio capace di fare la differenza».

Con questo approccio fresco, a chi vi rivolgete e con quali prodotti?

«La nostra gamma di clienti è piuttosto vasta. Lavoriamo all’interno e all’esterno dei confini nazionali – come in: Stati Uniti, Francia, Spagna, Portogallo, Emirati Arabi – e ci rapportiamo sia con piccole sia con grandi realtà. Si passa dal falegname che deve fare una cucina a tutte le aziende che collaborano con Ikea, quindi aziende che producono mobili. Allo stesso tempo possono ricercarci l’architetto che deve fare una barca o un falegname che deve fare un arredamento, come anche i pannellatori.  Il nostro fiore all’occhiello, l’essenza su cui siamo specializzati, è quella del rovere europeo, che è quella che produciamo principalmente e attorno cui ruota tutto. Ovviamente non ci limitiamo a una sola produzione e ci occupiamo anche di acero e frassino, e di molte altre essenze europee, americane e africane per quanto riguarda il tranciato».

Il futuro di Extra Tranciati ruoterà principalmente attorno a due cardini: da una parte l’implementazione della produzione di tavolame, dall’altra il rafforzamento della posizione che l’azienda ha saputo raggiungere nel mercato del rovere. Ovviamente bisognerà fare i conti con i cambiamenti che stanno attraversando l’economia, cambiamenti che come sottolinea Tagliabue ha reso necessario essere in grado di offrire al cliente un prodotto che vada “benissimo”, non solo “bene”.

Una sfida che Extra Tranciati, dal cuore della Brianza, saprà certamente affrontare dopo aver dimostrato l’importanza che riveste al giorno d’oggi avere un atteggiamento dinamico, giovane e smart, che fa tesoro delle competenze ed esperienze delle generazioni precedenti per offrire il legno migliore per ogni esigenza.