Uno yacht all’avanguardia affonda durante una tempesta al largo di Palermo. Ed è subito “ipotesi complotto”
A mezzogiorno di venerdì 23 agosto, con il ritrovamento del corpo della 18enne Hannah, figlia del magnate ingelse Mike Lynch, anche lui deceduto, sono terminate le ricerche delle vittime del naufragio del Bayesian, il super yacht affondato durante una tempesta al largo della costa siciliana nelle prime ore di lunedì 19. A bordo c’erano 22 persone, 10 membri dell’equipaggio e 12 passeggeri. 15 sono stati tratti in salvo, tra cui nove membri dello staff. Le vittime sono 7. E questi sono i dati certi. Il resto, al momento, sono grandi interrogativi.
Come è possibile che un superyacht di 56 metri con un albero in alluminio di 75 metri (il più alto del mondo), che secondo gli esperti aveva tutte le caratteristiche necessarie per resistere a venti, fulmini e muri d’acqua, sia affondato nel giro di pochi minuti? L’unica prova visiva dell’affondamento del Bayesian proviene da una telecamera di videosorveglianza di una villa sul porto di Porticello, nel Palermitano, le cui riprese mostrano l’albero della barca a vela che scompare nell’oscurità della tempesta in rapida crescita. I sopravvissuti, ospitati in un albergo poco distante dal porto in attesa di essere ascoltati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, che ha aperto un’inchiesta, hanno parlato di un intervallo di tempo compreso tra i tre e i cinque minuti tra il momento in cui l’imbarcazione è stata sollevata dalle onde e il suo affondamento.
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Cos’è successo?
Sicuramente, una forte ondata di maltempo ha colpito la zona nella notte tra domenica e lunedì. Ma le imbarcazioni moderne sono normalmente costruite secondo elevati standard di sicurezza e sono dotate di sistemi elettronici di navigazione e comunicazione, nonché di dispositivi di emergenza. Non dovrebbero affondare in caso di maltempo, ma i venti erano più forti del previsto. Ciò che ha colpito la nave a vela potrebbe essere stata una tromba d’aria, sempre più frequenti nel Mediterraneo a causa dell’aumento delle temperature dell’acqua, o un downburst, una raffica di vento molto forte che arriva a riva e poi si muove orizzontalmente a una velocità che può superare i 100 chilometri orari.
Secondo quanto riferito dalla stampa, lunedì mattina, un gruppo di pescatori di Porticello ha dichiarato di aver visto una tromba marina che è durata circa 12 minuti. Il rischio maggiore che corre una nave quando viene colpita da una tromba marina è che il suo albero si rompa. L’albero del Bayesian, in grado di sostenere 3.000 metri quadrati di vele, era stato progettato per resistere a condizioni meteorologiche avverse ed era stato revisionato quattro anni fa. Tuttavia, la prima ipotesi circolata era che l’albero si fosse rotto, in base a quanto riferito dal capitano della nave che ha portato in salvo i 15 passeggeri tratti in salvo. In questo scenario, la rottura dell’albero avrebbe danneggiato lo scafo e fatto sì che l’imbarcazione perdesse l’equilibrio, si inclinasse da un lato e poi affondasse. Tuttavia, da quanto è emerso, i subacquei che si sono immersi per ispezionare il relitto hanno trovato l’albero intatto, con la barca intatta: lo scafo intatto, i portelli chiusi, le finestre al loro posto.

Un’ipotesi alternativa è che la velocità e la forza dell’acqua fossero così grandi che il sistema di emergenza di bordo del Bayesian non abbia avuto il tempo di “sigillare” la nave quando l’acqua ha iniziato a entrare. Un’altra possibilità è che un gigantesco muro d’acqua abbia sollevato la nave dalla poppa, facendo sì che la prua puntasse rapidamente verso il fondale marino.Il capitano di un’imbarcazione che stava navigando vicino alla rotta del mega yacht durante la tempesta ha ipotizzato che la combinazione dei forti venti e dell’elevata “costanza al vento” dell’imbarcazione, ovvero l’ampia superficie esposta al vento, avrebbe potuto far perdere l’equilibrio al Bayesian, facendogli imbarcare acqua.
C’è anche la possibilità di un errore umano. Gli skipper di barche a vela con alberi eccezionalmente alti di solito cercano di allontanarsi dal pericolo se sono previsti forti venti. Data l’allerta meteo, sarebbe stato prudente per la nave ancorare nella rada, l’area appena fuori dal porto dove le navi possono ancorare e rimanere al riparo da venti e correnti? Secondo Perini Navi, il cantiere che ha prodotto il super yacht, il Bayesian era dotato di una cosiddetta lifting keel, un sistema per ridurre la sua profondità di quasi 10 metri in modo da poter entrare più facilmente nei porti poco profondi. Se per qualche motivo la chiglia fosse stata in posizione sollevata anziché completamente estesa, ciò avrebbe compromesso la stabilità dell’imbarcazione in caso di vento forte.

Strane coincidenze e teorie del complotto
A gettare ancora più mistero sul tragico naufragio è la storia dei suoi passeggeri. Il superyacht è di proprietà di Angela Bacares, madre e moglie delle due vittime Lynch, padre e figlia. Sono deceduti anche il suo avvocato Chris Morvillo, il presidente internazionale di Morgan Stanley Jonathan Bloomer e le rispettive mogli.

È emerso che l’attuale festa siciliana fosse stata un modo per celebrare la recente assoluzione di Lynch da un caso di frode, che l’imprenditore ha voluto festeggiare con le persone che gli erano state più vicine durante il calvario giudiziario, durato più di 10 anni. Dal 2012, 15 capi d’imputazione (una per associazione a delinquere e 14 per frode) pendevano sulla sua testa: era accusato di aver gonfiato il valore della sua società di sviluppo, Autonomy, prima di venderla per 11,1 miliardi di dollari al colosso aziendale statunitense HP. A giugno, il tribunale di San Francisco lo ha assolto insieme al suo amico Stephen Chamberlain, ex vicepresidente finanziario dell’azienda.
Ed è a questo punto che va in scena il destino: Chamberlain è morto 48 ore prima che il Bayesian affondasse dopo essere stato investito mentre faceva jogging a Stretham, nel Cambridgeshire.
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Oltre alla tragica fatalità, circolano due principali teorie del complotto: la prima, secondo cui Lynch e Chamberlain sarebbero stati entrambi uccisi, anche se non è chiaro da chi o perché; la seconda, secondo cui la morte di Lynch sarebbe stata solo una messa in scena e che sarebbe fuggito dalla scena dell’incidente a bordo di un sottomarino.
Per avvalorare la prima ipotesi, Politico.eu ha evidenziato che la prima azienda di Lynch, la Cambridge Neurodynamics, specializzata nel riconoscimento delle impronte digitali basato su computer, “aveva contratti con le agenzie di intelligence del Regno Unito“. Nel 1996 il magnate creò Autonomy, azienda che ha utilizzato l’apprendimento automatico per analizzare dati da fonti come telefonate intercettate ed e-mail. Innovazioni molto utili per i servizi segreti occidentali, impegnati nella lotta al terrorismo dopo l’attacco alle Torri Gemelle l’11 settembre del 2001.
Un articolo del Guardian del 2003 parlava dell’azienda come “impegnata in attività di intelligence segreta” e “tra le poche organizzazioni commerciali del Regno Unito che trarrebbero profitto dalla guerra in Iraq“. Poi l’acquisizione da parte di HP e il lungo processo ma Lynch non si ferma e nel 2013 è il co-fondatore della società di sicurezza informatica Darktrace: tra i fondatori c’è Stephen Huxter, una figura di alto rango nel team di difesa informatica. Secondo Agenzia Nova la società avrebbe rapporti consolidati con il servizio segreto israeliano. Di sicuro ha collaborato in chiaro con il premier conservatore David Cameron per le sue missioni a Washington. La testata Decripto.org spiega che tra i principali investitori di Darktrace c’è Vitruvian Partners, il cui vicepresidente è Alexander Arbuthnot, figlio di Lady Emma Arbuthnot, che è a sua volta il magistrato capo di Westminster che ha supervisionato i procedimenti di estradizione di Julian Assange. Il 26 aprile scorso l’azienda era stata ceduta al fondo d’investimento americano Thoma Bravo per 5,32 miliardi di dollari.
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E poi c’è la morte di Stephen Chamberlain, ex direttore operativo per la Darktrace, era stato coimputato nel processo per frode in quanto ex vicepresidente finanziario di Autonomy. Sabato mattina vicino a Cambridge, il 52enne uomo di fiducia di Lynch è stato investito da un’auto mentre stava facendo jogging vicino a casa, nel villaggio di Stretham. L’impatto con una Corsa blu guidata da una donna inglese 49enne lo ha ferito fatalmente. Tuttavia, secondo le autorità britanniche, non c’è alcun dubbio che si tratti di un incidente.
Resta la tragedia: un amico di lunga data di Lynch, l’imprenditore Brent Hoberman, l’ha descritta come “shakespeariana”: «Qualcuno che ha trascorso 12 anni della sua vita a difendere il proprio nome e, dopo averlo appena riabilitato, intraprende un viaggio per festeggiare con coloro che lo hanno aiutato (a vincere il processo), ma la barca viene colpita da un disastro di quelli che capitano una volta su un milione». Ma lo stesso Hoberman non dispera nel “gran finale”, che, come nelle migliori leggende del complotto, prevede che davvero il tycoon sia stato salvato da un sottomarino e sia da qualche parte. Magari con figlia e amici.
Ma il giornalismo si attiene ai dati e, per saperne di più, non si può che attendere la perizia sul Bayesian.
di: Giulia GUIDI
FOTO ANSA