Alfred Nobel riuscì a farsi ricordare come il creatore di uno dei più importanti riconoscimenti mondiali, il premio che porta il suo nome

Fu uno scambio d’identità quello che portò Alfred Bernhard Nobel, chimico, imprenditore e filantropo svedese, a mutare il proprio destino trasformando quello che sarebbe stato il suo ricordo post-mortem. Nel 1888, infatti, passò a miglior vita uno dei suoi fratelli, Ludwig, ma un quotidiano francese invertì per errore le loro generalità divulgando un articolo umiliante su Alfred. Il titolo era “Le marchand de la mort est mort”, “Il mercante della morte è morto”. Per capire perché quel pezzo fu così avvilente per lo svedese, bisogna spiegare la sua storia.

Tutti sappiamo cos’è il Premio Nobel ma in pochi conoscono il motore che sta alla base della sua genesi. Alfred Nobel nacque a Stoccolma il 21 ottobre del 1833. Fin dall’adolescenza dimostrò di avere una forte passione per la chimica tanto che, con la sollecitazione del padre, decise di intraprendere studi ingegneristici basati in particolare su ricerche ed esperimenti riguardanti gli esplosivi. Questi test lo portarono anche a frequentare diverse città del mondo tra cui Parigi dove conobbe Ascanio Sobrero, ideatore della nitroglicerina. L’invenzione del chimico italiano fu tanto straordinaria quanto inutile: all’epoca infatti risultava irrealizzabile la manipolazione e il trasporto del composto organico senza farlo esplodere in maniera violenta. Il giovane cervello svedese, ammaliato da quella sostanza, non perse tempo e si mise al lavoro. La sua “fortuna” fu quella di riuscire a provocare un’esplosione che lo portò a scoprire la dinamite, la stessa che d’altro canto causò la morte del fratello minore Emil. Da quel momento, ottenne più di 350 brevetti grazie ai quali guadagnò un’enorme ricchezza.

Tutto sembrava andare a gonfie vele quando, su quel quotidiano francese, lesse il proprio (errato) necrologio. Fu in quel momento che Nobel capì che sarebbe stato ricordato da un lato come “l’inventore dell’impossibile” ma dall’altro come colui che aveva creato uno strumento di morte. Questa teoria lo perseguitò talmente tanto che con il tempo maturò un ripensamento su quella che fu la sua più grande scoperta e decise di realizzare qualcosa di importante e di esemplare per la società. È in questo contesto che nacque il Premio Nobel: il riconoscimento dal valore mondiale che ancora oggi viene consegnato ogni anno a persone in vita le quali hanno eccelso in diversi campi procurando “i maggiori benefici all’umanità” grazie alle loro invenzioni, ricerche, scoperte, componimenti letterari e anche per l’attenzione che hanno mostrato a beneficio della pace nel mondo.

Il 27 novembre 1895, senza comunicare nulla a nessuno, il chimico scandinavo andò allo Swedish Norwegian Club di Parigi per stilare un testamento. All’interno espose i beni che avrebbe lasciato alla sua famiglia dando un compito specifico ad un suo fidato collaboratore: utilizzare quello che sarebbe rimasto del suo patrimonio (interessi inclusi) per premiare coloro che durante l’anno precedente avessero contribuito di più al benessere dell’umanità. Sembra che il documento venne scritto talmente d’emblée che il chimico chiese a quattro signori totalmente sconosciuti, che si trovavano all’interno del club, di firmarlo in qualità di testimoni. La creazione di questo lascito, nato senza dubbi dal suo amore per la letteratura e la cultura, si trova ancora oggi in un caveau della Fondazione Nobel, a Stoccolma, e non è mai stato messo in mostra. Fu ancora l’imprenditore a decidere che i premi dovessero essere divisi in cinque diversi ambiti: Fisica, Chimica, Medicina, Letteratura e Pace. Soltanto nel 1968 venne aggiunto dalla Banca di Svezia un altro premio chiamato “a ricordo di Nobel” e riguardante l’economia. Pare (non si sa se è una leggenda oppure verità) che il premio per la matematica non venne designato perché Alfred aveva in precedenza scoperto il tradimento da parte di una sua amante con un noto matematico.

Nonostante siano passati 190 anni dalla nascita del celebre talento e 122 da quando venne assegnato il primo Premio Nobel (1901), la consegna di questa prestigiosa onorificenza viene ancora celebrata con grandi solennità. Ogni anno ad ottobre vengono divulgati i nomi dei vincitori. Il conferimento dei premi avviene invece sempre il 10 dicembre, il giorno della morte di Alfred Nobel: per quelli che vengono consegnati in Svezia la cerimonia ha luogo nella sala concerti a Stoccolma, mentre la consegna del premio per la pace avviene a Oslo. Le assegnazioni vengono eseguite direttamente dalle mani del Re di Svezia, Karl XVI Gustav,e del Re di Norvegia, Harald V. Il premio consiste in una medaglia d’oro da 23 carati e un assegno dal valore di circa 900 mila euro. Ma sapete che nel 1964 questo nobile premio venne rifiutato? Il protagonista al centro di questa vicenda è lo scrittore Jean-Paul Sartre che, proprio quell’anno, ricevette il Nobel per la Letteratura ma lo rifiutò in pubblico “perché la sua libertà non fosse intaccata e alienata da quella che per lui era più una zavorra che una gratificazione”. E se c’è chi ha respinto un premio di questa portata o anche chi lo considera un sogno irrealizzabile, non mancano affatto i plurimi Premi Nobel. La famiglia francese Curie lo ottenne per ben cinque volte: due di queste lo vinse la stessa Marie Curie (per la Fisica nel 1903 e per la Chimica nel 1911).

Sono oltre 100 anni che l’eredità di Alfred Nobel dà l’opportunità a tanti intellettuali e scienziati di elargire doni all’umanità. Fino ad oggi sono stati 21 gli italiani ad aver ricevuto il premio. Tra questi i più famosi: per la Letteratura si ricordano Giosuè Carducci, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo; per la Fisica, Enrico Fermi, Guglielmo Marconi, Giorgio Parisi. Sono state soltanto due le donne italiane a vincerlo: Rita-Levi Montalcini per la Medicina e Grazia Deledda per la Letteratura.

Alfred Nobel trascorse gli ultimi anni della sua vita a Sanremo dove morì nel 1896. In quel periodo lavorò agli ultimi progetti nel laboratorio interno alla sua villa, Villa Nobel che oggi è un museo gestito dalla Provincia di Imperia e aperto al pubblico. La città del ponente ligure continua a mantenere ancora oggi un forte legame con il celebre imprenditore. Ogni anno infatti per adornare la sala del Palazzo Municipale di Stoccolma in occasione della cerimonia, vengono usati fiori sanremesi. È un gesto che vuole ricordare l’altruismo e la genialità di un grande uomo la cui storia ci insegna che si può sempre cambiare idea. Se oggi molti di noi ricordano Nobel soltanto per l’invenzione di un prestigioso riconoscimento che ha fatto la storia, significa che è riuscito nel suo intento: far dimenticare o non fare conoscere chi fu l’inventore della dinamite.