EPA/ERDEM SAHIN

Durante l’incontro Assad ha dichiarato che Damasco è pronta a consentire agli aiuti umanitari di entrare in tutte le parti del Paese

Secondo le prime stime, sono 50.576 gli edifici crollati o danneggiati dal sisma in Turchia. Lo ha confermato il Ministero dell’Urbanistica turco che ha ordinato la demolizione “con urgenza” di tutti gli immobili a rischio. Finora sono stati ispezionati oltre 387mila palazzi nelle 10 province coinvolte dal terremoto. I maggiori danni si sono riscontrati nella città di Gaziantep, in cui bisognerà demolire quasi 12mila edifici. Seguono Hatay (10.991) e Kahramanmaras (10.777).

Assad riceve la presidente della Croce Rossa

Bashar Assad, presidente siriano, ha ricevuto a Damasco la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric Egger. I due hanno parlato di aiuti umanitari da portare alla popolazione che vive nella Siria nord-occidentale, rimasta coinvolta nel terremoto del 6 febbraio.

Durante l’incontro Assad ha dichiarato che Damasco è pronta a consentire agli aiuti umanitari di entrare in tutte le parti del Paese. Martedì 14 febbraio un convoglio di 11 camion di un’agenzia delle Nazioni Unite ha attraversato la Siria settentrionale dalla Turchia, poche ore dopo che il governo e l’ONU avevano raggiunto l’accordo per autorizzare temporaneamente due nuovi valichi di frontiera nell’enclave ribelle.

Ancora ritrovamenti di persone vive

Ad Antiochia, due bambini e una donna sono stati estratti vivi dopo essere rimasti sepolti sotto le macerie per 228 ore. La città turca è una delle più colpite dal sisma. Lo riporta l’agenzia Anadolu.

Cure mediche ai terremotati

In soccorso alle vittime del sisma è arrivata una nave militare turca dentro la quale è stato allestito un ospedale per i residenti di Alessandretta, una delle città terremotate della provincia di Hatay sul Mar Mediterraneo. Nella nave ci sono sale mediche e 300 posti letto. Tanti gli specialisti tra cui pediatri, chirurghi, ortopedici che visitano i sopravvissuti. Finora sono oltre 2mila le persone che hanno avuto accesso alle cure mediche sull’imbarcazione.

Tra Siria e Turchia: 41mila morti

Il bilancio dei morti nel terremoto tra Turchia e Siria è salito a oltre 41mila.

Il presidente turco Erdogan ha dichiarato che nel Paese si contano 35.418 vittime e 1.6 milioni di sfollati; in Siria invece, secondo l’ultimo bilancio, i morti sono almeno 5.714 (dati del Governo siriano e dei ribelli).

Nel frattempo i soccorsi continuano a scavare, non senza sorprese: ancora oggi mercoledì 15 febbraio, a 212 ore dal sisma, è stata estratta viva una donna di 77 anni dalle macerie. L’anziana è stata tratta in salvo ad Adıyaman, nella regione sud-orientale della Turchia. Anche a Kahramanmaras nel sud della Turchia salvataggio in extremis, dopo 222 ore dal sisma, per una donna di 42 anni estratta viva dalle macerie.

Tra i due Paesi si è aperto un terzo valico di frontiera per il passaggio di aiuti umanitari diretti alla popolazione siriana.

Erdogan: “ricostruiremo”

Il presidente turco Erdogan ha dichiarato che “non c’è un minuto da perdere” nella ricostruzione e che già a marzo partirà la costruzione di 30 mila “case sicure”. Per il momento sono in arrivo 10 mila container, grazie al sostegno del Qatar, ma Erdogan ha ribadito che la ricostruzione avverrà in un anno e annunciato aiuti economici per chi ha perso familiari.

Le Nazioni Unite hanno intanto lanciato un appello per raccogliere 397 milioni di dollari per aiutare le vittime del terremoto in Siria. Il segretario generale Antonio Guterres, annunciando l’appello presso la sede delle Nazioni Unite a New York, ha affermato che i fondi porteranno “soccorso salvavita” a quasi cinque milioni di siriani e copriranno un periodo di tre mesi.

Arrivano i bisturi

Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha annunciato che “i camion con forniture chirurgiche e quelle per il trattamento delle ferite e delle lesioni sono arrivati nel nord ovest della Siria” e ha inoltre aggiunto che “serve più sostegno per soddisfare i bisogni sanitari essenziali di tutte le persone”.

di: Micaela FERRARO

Aggiornamenti di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/ERDEM SAHIN