I pagamenti elettronici, sia con le carte che con i bonifici, hanno avuto un aumento vertiginoso. Ma sono davvero sicuri?
Negli ultimi cinque anni, gli italiani hanno abbracciato i pagamenti digitali con convinzione: carte contactless, bonifici istantanei, app bancarie. Tutto comodo, tutto veloce. Ma è anche tutto sicuro? La risposta non è semplice. Da una parte, le infrastrutture bancarie si sono rafforzate, e tecnologie come l’autenticazione a due fattori (quella notifica da confermare sullo smartphone, per capirci) sono ormai uno standard. Dall’altra, però, i criminali sono stati al passo. E i numeri raccontano una realtà preoccupante. Secondo i dati della Banca d’Italia, tra il 2020 e il 2024 i bonifici effettuati da cittadini e imprese sono aumentati del 55%, superando i 17.600 miliardi di euro. Le transazioni con carte di debito sono raddoppiate, passando da 140 a 260 miliardi di euro. E, di pari passo, è esploso anche il fenomeno delle frodi digitali. Il bilancio, riportato a marzo 2025 dalla Federazione Autonoma Bancari Italiani (FABI), è impietoso: più di mezzo miliardo di euro sottratto agli italiani in soli tre anni, con un aumento del 30% delle truffe online solo nel 2024.
A farne le spese, in molti casi, sono utenti poco esperti o troppo fiduciosi, raggirati da email che sembrano provenire dalla propria banca o da SMS che spingono a cliccare su link fasulli. Nel primo semestre del 2024, le truffe con carte di pagamento hanno causato perdite per circa 33 milioni di euro. La maggior parte degli attacchi avviene a distanza, soprattutto durante gli acquisti online, dove i truffatori riescono a intercettare i dati della carta o convincere l’utente a fornirli inconsapevolmente. Il tasso di frodi sulle carte è quasi dieci volte più alto nelle operazioni “remote” (0,072%) rispetto a quelle effettuate fisicamente.
Anche i bonifici non sono immuni. Sebbene le truffe siano numericamente inferiori, gli importi coinvolti sono mediamente più alti. Nel 2024, le frodi sui bonifici hanno toccato i 50 milioni di euro. La tecnica più usata? Il cosiddetto “man-in-the-middle”: il truffatore si infiltra nella comunicazione tra cliente e fornitore e modifica l’IBAN a cui dev’essere inviato il pagamento. E, in caso di frode, la responsabilità e il conto spesso ricadono sull’utente, fino al 90% dei casi.
Le associazioni dei consumatori chiedono da tempo una revisione delle regole, per garantire più tutele a chi subisce una truffa, soprattutto quando è evidente che i sistemi di sicurezza bancari non hanno funzionato a dovere. Nel frattempo, è consigliabile non cliccare mai su link sospetti, attivare notifiche per ogni movimento sul conto, usare solo reti Wi-Fi sicure, e verificare sempre l’IBAN prima di un bonifico. Anche una telefonata in più può fare la differenza.