Agenzie di rating: chi sono, cosa fanno e perché il loro giudizio è così importante per i mercati
Il rating è un giudizio imparziale e oggettivo sulla solvibilità di emittenti finanziari, come aziende o governi, e dei loro strumenti finanziari, come obbligazioni o titoli azionari. Viene espresso dalle agenzie di rating, istituti specializzati ed indipendenti che, sulla base di analisi dettagliate e modelli statistici, hanno come obiettivo primario quello di fornire una valutazione circa la capacità di un ente privato o pubblico di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni presi nei confronti dei creditori. In soldoni il rating è una sorta di voto, un punteggio alfanumerico che svela se il soggetto preso in esame è o meno in grado di pagare i propri debiti. Le agenzie di rating assumono quindi un ruolo di rilievo nel panorama finanziario globale, influenzando in modo significativo le decisioni di investimento e il funzionamento dei mercati.
Le principali agenzie internazionali sono Moody’s, S&P Global Ratings e Fitch che insieme controllano circa il 95% del mercato globale del rating ed hanno tutte base a New York. Ma non sono le uniche. Ci sono anche DBRS Morningstar, sempre statunitense, la cinese Dagong Global Credit Rating e la tedesca Scope Ratings, l’unica agenzia europea.
Esistono diverse tipologie di rating a seconda dell’entità oggetto di analisi. Tra i più comuni si segnalano quelli sul credito, che valutano la solvibilità finanziaria di un’azienda, e quelli sovrani che valutano la capacità di un governo di onorare i suoi impegni finanziari. Tutti i giudizi espressi sono sottoposti a revisione periodica.
Il rating è assegnato secondo diverse scale di valori che variano in base all’agenzia che si occupa di emettere il giudizio stesso e che sono comunque alfanumeriche. Nel caso dell’agenzia Standard & Poor’s i giudizi variano da “AAA”, che indica il massimo grado di solvibilità di una società, alla “D” che indica invece lo stato di una società insolvente. Nel caso di Moody’s la scala di valori è leggermente diversa e prevede come rating più basso una “C”. Poiché in base ai giudizi delle agenzie gli investitori retail e istituzionali valutano le loro strategie di allocazione del capitale, bisogna fare alcune distinzioni. In genere un rating che giunga fino al limite minimo della tripla B (“BBB”) viene considerato un investment grade, ossia un investimento relativamente sicuro sul quale possono indirizzare i propri capitali anche gli investitori istituzionali come le grandi banche d’affari. Al di sotto di questa soglia un titolo acquista una rischiosità troppo elevata e perciò in genere le obbligazioni con un rating inferiore a “BBB” vengono chiamate speculative.
Altro strumento valutativo è l’outlook che, in gergo finanziario, indica la previsione a medio e lungo termine su una determinata entità finanziaria. Le opzioni possibili sono tre: positivo, negativo o stabile. Se l’outlook è positivo le condizioni future della società o del Paese si prevedono migliori del presente; se è negativo si stimano in futuro peggioramenti e ulteriori declassamenti; se è stabile non si prevedono cambiamenti e dunque è verosimile che in futuro non cambi la valutazione di rating.