Caratteristiche, vantaggi e rischi

Le SPAC, acronimo di Special Purpose Acquisition Companies, sono veicoli societari d’investimento contenenti esclusivamente risorse finanziarie, che, partendo da zero, arrivano a quotarsi in Borsa raccogliendo capitale attraverso una IPO (Initial Public Offer). Il capitale raccolto viene poi utilizzato per acquisire (Business Combination) un’altra società, di solito una PMI definita società target. Le Special Purpose Acquisition Companies (conosciute anche come società “blank cheque” o “shell”) sono quindi società che non effettuano operazioni commerciali ma sono create al fine di effettuare una fusione, scambiare azioni, acquisire attività.

La SPAC ha 24 mesi, estendibili per altri 6, per identificare la Target e approvare la Business Combination, pena lo scioglimento della stessa.

La Business Combination deve essere sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti. Se ciò non avviene i promotori ricominciano la ricerca di una nuova società target ove non sia scaduto il termine di durata della SPAC stessa. I capitali raccolti con l’IPO vengono depositati in un conto vincolato che è indisponibile agli amministratori senza una delibera dell’assemblea dei soci.

Le risorse depositate sul conto vincolato possono essere utilizzate: esclusivamente ai fini dell’esecuzione della Business Combination; in caso di scioglimento e conseguente liquidazione della SPAC; per la restituzione ai soci che esercitino il diritto di recesso.

Gli eventuali azionisti, che non hanno concorso all’approvazione della Business Combination, possono infatti esercitare il diritto di recesso e verranno rimborsati con la liquidità detenuta sul conto vincolato, rimanendo comunque titolari dei warrant. Di fatto, quindi, l’investitore ha la possibilità di ottenere indietro il capitale sottoscritto nella società, ma rischia di aver immobilizzato il suo capitale per un periodo di 18/24 mesi se poi l’operazione di integrazione non si realizza.

L’obiettivo legato alla nascita di una SPAC è quello di dare l’opportunità ad una società target non quotata di svilupparsi in tempi rapidi e di accedere al mercato azionario, creando così valore per tutti gli attori di questa operazione. Ma si tratta di un investimento ad alto rischio. Costituire una SPAC non è per tutti: occorrono capitali a disposizione, competenze manageriali di un certo rilievo per attrarre investitori, ma soprattutto per individuare la società con cui perfezionare l’operazione di acquisizione. La SPAC potrebbe non riuscire a identificare la Target entro il periodo di tempo richiesto, dovendo quindi restituire i fondi ai suoi investitori, senza ottenere alcun rendimento nel periodo in cui il capitale è stato investito. L’aumento della concorrenza in questo spazio può inoltre spingere le SPAC a individuare aziende in fasi di sviluppo, aumentando così i rischi di investimento. In quest’ottica un ruolo chiave la svolgono i promoter: costituiscono il management della SPAC, investono la propria professionalità, tempo e capitale nel veicolo per finanziare l’attività operativa. La loro qualità è un requisito fondamentale per il successo dell’operazione.