GAZA

Secondo i media Netanyahu starebbe valutando la richiesta degli Stati Uniti di una pausa umanitaria

La Striscia di Gaza è sotto assedio.

L’Unrwa (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) ha riferito che quattro scuole adibite a rifugio sono state danneggiate durante gli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. Una delle scuole colpite “dopo due giorni di pesanti bombardamenti nella zona”, riferisce l’agenzia in un comunicato, si trova nel campo profughi di Jabalia. Sono state uccise almeno 20 persone, mentre cinque sono rimaste ferite. Un’altra si trovava nel campo profughi di Al Shati (noto anche come “Beach camp”), sempre nel nord della Striscia, mentre altre due nel campo di Al Bureji, nel sud. Qui due persone sono state uccise mentre 31 sono rimaste ferite.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno dichiarato che “il tempo sta scadendo per prevenire un genocidio a Gaza”. Si tratta di esperti indipendenti incaricati dal Consiglio per i diritti umani che, però, non parlano a nome dell’Onu.

In una dichiarazione congiunta rilasciata a Ginevra, cui ha preso parte anche il relatore relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, hanno stimato che il popolo palestinese “corre un serio rischio di genocidio”.

 L’esercito israeliano ha dichiarato che nelle ultime ore “sono stati uccisi 130 terroristi”. Secondo l’esercito “i soldati continuano a condurre feroci combattimenti contro i terroristi di Hamas nella Striscia di Gaza” “aerei da combattimento ed elicotteri anno attaccato diversi quartier generali militari utilizzati da alti funzionari di Hamas e, sotto la direzione delle forze sul campo, hanno distrutto con successo una serie di infrastrutture terroristiche situate in aree civili e basi militari”.

Nel frattempo l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha comunicato di non aver approvato il trasferimento di carburante agli ospedali di Gaza nel caso in cui dovesse finire, al contrario di quanto annunciato dal capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi.

Domani, 3 novembre, il segretario di Stato Usa Antony Blinken sarà in Israele.

Media: Netanyahu sta valutando le richieste Use di una pausa umanitaria

Netanyahu starebbe valutando le richieste di una pausa umanitaria da parte degli Stati Uniti. Lo hanno riferito i media israeliani, che hanno citato Kan News. Secondo un funzionario israeliano ci sarebbe la possibilità di un cessate il fuoco di diverse ore. La questione potrebbe essere affrontata da Blinken durante la sua missione nel Paese.

Nella stessa giornata Netanyahu ha parlato ai soldati. «Siamo al culmine della campagna, abbiamo già raggiunto successi impressionanti, siamo già oltre gli ingressi di Gaza City e andiamo avanti – ha dichiarato Netanyahu – Abbiamo anche perdite dolorose ma come mi ha detto uno dei combattenti ‘niente ci fermerà’. Faccio appello alle persone non coinvolte ad uscire e andare a sud, perché noi non ci fermeremo dall’eliminare i terroristi di Hamas».

Media: Blinken farà pressione su governo israeliano per brevi pause

Secondo il New York Times, che ha citato fonti dell’amministrazione Biden, durante la sua visita in Israele il segretario di Stato usa Antony Blinken farà pressione sul governo israeliano affinché accetti brevi pause nelle operazioni militari a Gaza per consentire il rilascio degli ostaggi in sicurezza e la distribuzione degli aiuti umanitari. Fonti della Casa Bianca hanno precisato che la richiesta di pause è diversa da un cessate il fuoco perché ritengono possa andare a beneficio di Hamas.

Tajani: lavoriamo per far uscire da Gaza gli italiani che vogliono rientrare

«Stiamo lavorando intensamente per riportare fuori da Gaza tutti gli italiani che vogliono rientrare». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la conferenza stampa con l’omologo indiano Subrahmanyan Jaishankar a Villa Madama. «Probabilmente uno o due intendono restare a Gaza essendo della Croce Rossa, per continuare a fare il loro lavoro – ha dichiarato il vicepremier – Ma noi siamo pronti ad accompagnare tutti al Cairo, con breve visita all’ospedale italiano Umberto I della città per garantire un controllo medico, per poi quando vogliono farli rientrare in Italia».

il 3 novembre il leader di Hezbollah terrà un discorso in tv

Attraverso la tv Al Manar Hezbollah ha comunicato di aver attaccato Israele attraverso 19 punti lungo tutta la linea del fronte, attivando anche i combattenti delle Brigate Qassam di Hamas.

Nel frattempo cresce l’attesa per il discorso che il leader di Hezbollah Sayyed Hasan Nasrallah pronuncerà in tv durante una cerimonia “in onore dei martiri caduti in difesa di Gaza”. Lo ha annunciato tv libanese Al Manar, controllata dal movimento. Il discorso inizierà alle 15 ora di Beirut. 

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN