Il 2023 si apre con uno nuovo sciopero dei lavoratori inglesi. Occhi puntati sulla premier Borne per la riforma
Proseguono gli scioperi dei lavoratori inglesi: dopo la pausa per le festività natalizie, oggi è scattato il primo sciopero del 2023 da parte dei ferrovieri aderenti al sindacato Rmt, protagonisti da mesi della vertenza più dura e prolungata di tutte. I lavoratori chiedono un aumento dei salari a fronte dell’aumento dell’inflazione.
Circa 40 mila lavoratori tra Inghilterra, Galles e Scozia hanno incrociato le braccia per 48 ore. Entro la fine della settimana è prevista una seconda astensione.
Intanto il leader dell’Rmt, Mick Lynch, accusa il governo Tory britannico di Rishi Sunak d’aver “interferito per bloccare” entro certi limiti gli aumenti e le ultime ipotesi d’accordo salariale discusse con i vertici aziendali del gestore pubblico della rete ferroviaria e dei 14 vettori privati.
Anche in Francia le tensioni sociali aumentano. I sindacati, infatti, continuano ad opporsi all’innalzamento dell’età pensionistica, denunciando una “riforma ingiusta” da parte del presidente Emmanuel Macron. Secondo il segretario del sindacato CFDT, Laurent Berger, “la riforma così come prevista susciterà parecchia conflittualità sociale”. Sulla stessa linea il leader di Force Ouvrière, Frédéric Souillot, e il presidente di Cfe-Cgc, Francois Hommeril.
Il prossimo 10 gennaio la premier, Elisabeth Borne, dovrà presentare la riforma.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA