Flat tax, Superbonus e tregua fiscale sul tavolo. Previsti 21 miliardi contro il caro energia
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha tenuto un’audizione davanti alle Commissioni speciali di Camera e Senato per discutere della Nadef, la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. Oltre a confermare l’appuntamento di domani in cdm per discutere del nuovo dl di aiuti contro il caro energia, Giorgetti ha parlato di pensioni, flat tax, manovra e superbonus.
«Le difficoltà che abbiamo affrontato nel corso degli ultimi anni hanno dimostrato che l’Italia ha una capacità di adattamento e di ripresa notevole – dice il ministro alle Commissioni. – Il Governo intende sostenerne i sacrifici, con un approccio prudente e responsabile che permetta al contempo di migliorare le prospettive economiche del nostro Paese e garantire la sostenibilità della finanza pubblica».
Secondo le stime presentate dal rappresentante di via Venti Settembre, nel 2022 la pressione fiscale scenderà al 43,8% del Pil, 0,1 punto percentuale in meno rispetto alle stime di settembre.
21 miliardi per il contrasto al caro-energia
Così, Giorgetti annuncia lo stanziamento di circa 21 miliardi nel 2023 per il contrasto alla crisi energetica, “favorendo al contempo politiche di contenimento dei consumi e di risparmio energetico“. Nei primi mesi del prossimo anno saranno dunque rinnovate le misure relative ai crediti di imposta per le imprese che acquistino gas ed energia, oltre al “contenimento degli oneri generali di sistema per le utenze di energia elettrica e gas, al taglio al 5% dell’Iva sui consumi di gas e alla proroga delle agevolazioni tariffarie per i consumi elettrici e di gas in favore degli utenti domestici economicamente svantaggiati“.
Flat tax
C’è poi la scadenza della Manovra, che passa necessariamente attraverso il dibattito sulla flat tax. Attualmente sul tavolo dell’Esecutivo c’è “l’estensione della soglia di ricavi e compensi” per le partite Iva del regime forfettario. Si guarda anche al “regime sostitutivo opzionale“, dunque una flat tax incrementale per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfettario. Questi soggetti potranno “assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti“.
Superbonus
Quanto ai bonus edilizi, si procede verso un graduale smantellamento del sistema di incentivi dati i “rilevanti maggiori oneri” rispetto alle stime.
«L’incremento, sulla base delle informazioni al primo settembre, segnala uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi sull’intero periodo di previsione» spiega Giorgetti che, guardando alla previsione delle imposte dirette per importi compresi tra 8 e 10 miliardi per ciascun anno dal 2023 al 2026, tenderebbe a escludere “l’adozione di altre tipologie di intervento“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI
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