Dopo l’incidente di Germanwings nel 2015 abbiamo imparato quanto sia importante monitorare la salute mentale del personale in aviazione. Oggi cosa si sta facendo a livello a Europeo?

Ieri 11 ottobre si è celebrato il World Health Mental Day – Giornata mondiale della salute mentale – con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui problemi di salute mentale in tutto il mondo, mobilitare gli sforzi a sostegno della salute mentale, combattere stigma e discriminazioni.

Il Ministero della Salute, promotore dell’iniziativa, dichiara che: “Una buona salute mentale è vitale per la nostra salute e il nostro benessere generale. Eppure, secondo i dati dell’OMS una persona su otto a livello globale vive una condizione di salute mentale che può avere un impatto sulla sua salute fisica, sul benessere, sul modo in cui si relaziona agli altri e sul reddito“.

Deep Blue, prima PMI italiana per progetti di ricerca vinti e realizzati in Horizon 2020, è stata selezionata da EASA (European Union Aviation Safety Agency) per la gestione di MESAFE, un progetto della durata di due anni, volto a sviluppare delle linee guida europee aggiornate, a supporto dei medici aeronautici, per la certificazione dell’idoneità psicologica di piloti e controllori del traffico aereo. 

Con la supervisione di EASA, MESAFE proporrà dei metodi nuovi per la valutazione aero-medica del rischio di inabilità lavorativa, dovuta a fattori psicologici che possano anche proteggere, la salute del personale aeronautico e, allo stesso tempo, la sicurezza dei passeggeri.

Solo nel 2015, anno del tragico incidente di Germanwings, la comunità aeronautica si è accorta che, così come accade per alcuni disturbi di natura fisica, anche le difficoltà di natura psicologica possono condizionare la prestazione dei piloti e dei controllori del traffico aereo, generando condizioni che possono erodere i margini di sicurezza in varie misure e vari modi”, afferma Paola Tomasello, psicologa dell’Aviazione accreditata dall’Associazione Europea degli Psicologi dell’Aviazione (EAAP) e Technical Lead del progetto MESAFE

Da poco il progetto ha superato il suo primo anno di vita, durante il quale ha prodotto una serie di report che analizzano il divario fra i metodi all’avanguardia di valutazione e cura della salute mentale ( derivati dalla recente letteratura scientifica e dagli studi clinici) e le possibili procedure di valutazione della salute mentale attualmente utilizzate nel settore aeronautico. Queste ultime sono state descritte non solo a partire dalle ultime linee guida delle organizzazioni nazionali e internazionali coinvolte nella valutazione aero-medica della salute mentale, ma anche a partire dai risultati di una ricerca online che MESAFE ha generato e indirizzato al gruppo Europeo di esperti in medicina aeronautica (Medical Expert Group – MEG). I dati raccolti hanno permesso di identificare i maggiori ambiti di criticità e le aree che richiedono interventi migliorativi.

Nell’ambito complesso dell’aviazione e del controllo del traffico aereo, il benessere mentale dell’individuo ha anche una dimensione sistemica e organizzativa rilevante. In questi domini in cui le persone interagiscono con una pluralità di sistemi, procedure e vari attori, è fondamentale considerare la salute mentale come una componente vitale per la sicurezza dell’intero sistema dell’aviazione e del controllo del traffico aereo“, afferma Paola Lanzi, coordinatrice del progetto.

Il lavoro di analisi ha permesso lo sviluppo di una metodologia che include una serie di raccomandazioni a supporto dei medici aeronautici: identificare i piloti e i controllori del traffico aereo che presentano un rischio di inabilità lavorativa dovuto a fattori psicologici e quantificare tale rischio; definire i metodi diagnostici che possono essere utilizzati a fini di screening, di conferma e di monitoraggio; osservare come determinate condizioni organizzative possano costituirsi come fonti di stress, contribuendo così ad amplificare i fattori di rischio per la salute mentale dei lavoratori; collaborare con i professionisti della salute mentale e i gruppi di supporto alla pari per la prevenzione delle problematiche di tipo psicologico e la riduzione del danno in caso di rischio. 

Questa prospettiva non si limita ad applicare un protocollo standardizzato di valutazione del rischio, ma promuove un punto di vista proattivo e collaborativo, che pone l’attenzione  sull’individuo e sulle interazioni che egli/ella vive all’interno dell’organizzazione, secondo l’approccio caratteristico dei fattori umani.

MESAFE è un progetto ambizioso e stimolante. Tuttavia, riconosciamo la delicatezza dell’argomento in questione. La salute mentale rimane un tema delicato, specialmente tra i gruppi sociali dove lo stigma e il pregiudizio sono più forti, presentando sfide legate all’età, al genere e a fattori socio-culturali. Riconosciamo che il pubblico di riferimento può essere meno propenso ad affrontare questi argomenti delicati, specialmente in ambito lavorativo. Pertanto, ci impegniamo ad affrontare questo tema con cura e sensibilità, mirando a facilitare cambiamenti positivi e alleviare le preoccupazioni anziché aggiungerne di nuove” – ha aggiunto Vera Ferraiuolo, responsabile della comunicazione del progetto. 

L’aspetto innovativo di questo processo è che non si basa su diagnosi psicopatologiche, ma preventivamente valuta il rischio che si presentino condizioni psicologiche critiche per la sicurezza durante le ore di servizio ed elabora possibili strategie di prevenzione e riduzione del danno. 

Sfruttando i tanti anni di esperienza nella valutazione nelle organizzazioni a rischio calcolato, come quelle dell’aviazione, Deep Blue si impegna a fornire ai medici aeronautici e ai gruppi di supporto alla pari uno strumento standardizzato e mirato per la valutazione e il sostegno psicologico di piloti e controllori. 

Ci auguriamo che questo approccio promuova un cambiamento di cultura nei confronti delle problematiche di salute mentale, basato soprattutto sulla consapevolezza che queste ultime devono trovare una risposta di protezione e di cura esattamente come accade per le problematiche di natura fisica. Così come non colpevolizziamo o consideriamo debole un pilota che rischia di avere un attacco di cuore a bordo, allo stesso modo non dobbiamo colpevolizzare o considerare debole un pilota che rischia di avere un attacco di panico o dei pensieri intrusivi in servizio, ma prendercene cura” ha affermato Paola Tomaselli.

FOTO: CS