Il regista della celebre trasposizione cinematografica di “Jesus Christ Superstar” è scomparso a 97 anni
Stregata dalla luna, Il violinista sul tetto, La calda notte dell’ispettore Tibbs, Jesus Christ Superstar. Sono solo alcuni dei celebri film diretti dal regista canadese Norman Jewison, scomparso il 20 gennaio a 97 anni. Il suo staff ha fatto sapere che si è spento “serenamente”.
Un cineasta versatile Jewison, candidato tre volte all’Oscar e insignito del Premio Irving G. Thalberg, assegnato a “produttori creativi, i cui lavori riflettono delle continue produzioni cinematografiche di alto livello”. Nei suoi film ha affrontato tematiche sociali e politiche scomode per l’epoca, e proprio questo lo ha reso uno dei registi più stimati di Hollywood (e non solo).
Nato nel 1926 a Toronto, dopo la laurea nel 1949 si trasferisce a Londra e inizia a lavorare come autore televisivo della BBC. Dopo qualche anno ritorna in Canada e comincia a lavorare per la CBC, l’emittente pubblica nazionale canadese. Nel 1962 l’approdo al cinema con 20 chili di guai!…e una tonnellata di gioia! con Tony Curtis. Il successo arriva nel 1965 con Cincinnati Kid, film drammatico incentrato sul giocatore di poker Cincinnati Kid, interpretato da Steve McQueen. L’anno seguente dirige Arrivano i russi, arrivano i russi, una satira sulla paranoia diffusa durante la Guerra Fredda, candidata a quattro Oscar e vincitrice di due Golden Globes. Nel 1967 affronta il tema del razzismo in La calda notte dell’ispettore Tibbs con protagonisti Sidney Poitier e Rod Stieger. Il film, tratto dal romanzo di John Ball, ha vinto cinque premi Oscar, tre Golden Globes, due BAFTA e nel 2007 è stato inserito dall’American Film Institute nella lista dei 100 Migliori film americani di tutti i tempi.
Negli anni Settanta inizia il legame con i musical. Nel 1971 dirige Il violinista sul tetto, andato in scena per la prima volta a Broadway nel 1964, e nel 1973 Jesus Christ Superstar, tratto dal musical scritto da Tim Rice (testi) e Andrew Lloyd Webber (musica). L’opera mette in scena l’ultima settimana di vita di Gesù dal punto di vista di Giuda Iscariota.
Nel 1979 Jewison dirige Al Pacino e Lee Strasberg in …e giustizia per tutti, mentre nel 1988 torna a fare incetta di premi grazie a Stregata dalla luna (1987). Per la sua interpretazione Cher vince l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista e il Golden Globe come Miglior Attrice in un film commedia o musicale. La pellicola si aggiudica altri due Oscar, quello per Miglior Attrice non protagonista (Olympia Dukakis) e Miglior Sceneggiatura originale (John Patrick Stanley) e un altro Golden Globe, vinto da Dukakis come Miglior Attrice non protagonista.
Norman Jewison affronta ancora il tema del razzismo in Storia di un soldato (1984), tratto dall’omonimo dramma di Charles Fuller, e in Hurricane – Il grido dell’innocenza (1999), basato sulla storia del pugile Rubin “Hurricane” Carter, accusato ingiustamente di triplice omicidio. Della colonna sonora fa parte anche il brano Hurricane, dedicato al pugile e scritto da Bob Dylan nel 1975. Nel 2003 Jewison dirige il suo ultimo film, La sentenza.

“Jesus Christ Superstar”, l’opera rock che ha scardinato le convenzioni
Uno dei film più noti di Norman Jewison è sicuramente Jesus Christ Superstar, uscito nel 1973 e tratto dall’omonimo musical del 1970. È uno choc per l’epoca perché l’opera rock mette in scena la vita di Gesù, particolare l’ingresso a Gerusalemme, il processo e la crocifissione. Tutto dal punto di vista di Giuda. A dare il volto a Cristo è Ted Neeley: si tratta di un Cristo più umano, che non fa miracoli, incarnazione della fragilità, del dubbio, del timore. Una rappresentazione mai vista prima, tra cultura hippie e musica rock: non sorprende che all’epoca il film sia stato tacciato di blasfemia. Umano, molto umano anche Giuda, il vero protagonista del film, interpretato dall’attore afroamericano Carl Anderson (anche questa una scelta inusuale per l’epoca) che dà corpo e volto a tormento, alla rabbia e alla delusione. Nella storia ha un ruolo cruciale anche una Maria Maddalena innamorata, interpretata da Yvonne Elliman. Si tratta di un amore umano e terreno: una visione anticonvenzionale.
Già la scelta di raccontare la passione di Cristo senza dialoghi ma solo attraverso la musica, il cantato e i passi di danza è audace. Il vero fulcro è, però, il rapporto di amore-odio tra Gesù e Giuda: quest’ultimo crede l’amico sia manipolato dal potere, derivato da una folla che prima lo osanna e poi lo abbandona. Giuda diventa materializzazione della duplicità e degli opposti.
Il musical e il film diventano presto un cult, grazie a brani come Superstar, Gethsemane, Heaven On Their Minds, Everything’s Alright. Tutto nonostante i detrattori che gridano allo scandalo. Nel 1974 la pellicola vince un David di Donatello come Miglior Film Straniero, mentre Ted Neeley e Carl Anderson ricevono una nomination ai Golden Globe, entrambi nella categoria Miglior Attore Debuttante.
Negli ultimi anni Jesus Christ Superstar è stato oggetto di numerosi revival. In Italia viene portato in scena anche nel 2014 dal regista teatrale di Massimo Romeo Piparo, con Ted Neely ancora una volta nei panni di Gesù. È del 2018, invece, il film tv diretto da David Leveaux e Alex Rudzinski, con John Legend nei panni di Gesù, Brandon Victor Dixon in quelli di Giuda, Sarah Barreilles in quelli di Maria Maddalena e Alice Cooper in quelli di Erode.
di: Francesca LASI
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