Sono stati rilasciati 230 tra civili e soldati ucraini e 248 militari russi
In Ucraina si combatte da 680 giorni e il Governo ucraino fa affidamento sugli aiuti dall’Occidente per non cedere all’avanzata russa.
Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha dichiarato che “non esiste un piano B”, e che Kiev “crede nel suo piano A e fa affidamento sugli aiuti occidentali”.
Intanto nuovi missili hanno colpito Kharkiv, danneggiando infrastrutture civili nel centro città, mentre nella regione del Donetsk i missili hanno colpito un asilo, una scuola, una clinica e un bar.
Scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev
Scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, il più grande dall’inizio della guerra. Sono stati rilasciati 230 tra soldati e civili ucraini e 248 militari russi. Lo scambio è stato favorito dalla mediazione degli Emirati Arabi Uniti.
Tra le persone ucraine liberate ci sono cinque donne e anche militari fatti prigionieri nella prima fase del conflitto sull’isola dei Serpenti e a Mariupol.
«230 della nostra gente. Oggi 213 soldati e sergenti, 11 ufficiali e 6 civili sono tornati a casa. Sono grato a tutti coloro che hanno ottenuto questo risultato» ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X.
«Dopo un lungo periodo di tempo – ha dichiarato il capo dell’intelligence militare di Kiev Kyrilo Budanov, citato da Ukrainska Pravda – siamo stati in grado di condurre uno scambio di prigionieri molto complesso… Gli Emirati Arabi Uniti hanno partecipato direttamente nell’organizzazione di questo processo».
La conferma arriva anche da Mosca. «A seguito di un complesso processo negoziale – ha dichiarato il ministero della Difesa russo – 248 militari russi sono stati rimpatriati dal territorio controllato dal regime di Kiev. Il ritorno dei militari russi dalla prigionia è diventato possibile grazie alla mediazione di natura umanitaria degli Emirati Arabi Uniti».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/KATERYNA KLOCHKO