Il Cremlino: “azioni eroiche”. Kiev: “ci sono ancora 523 civili”
Si combatte ancora in Ucraina. L’attenzione del mondo nelle ultime ore è concentrata sulla città di Soledar, dove si è combattuta un’aspra battaglia destinata a diventare simbolo del conflitto.
Il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk ha dichiarato che nella città ci sono ancora più di 500 civili ucraini, 523 per l’esattezza. La maggior parte di loro è di età superiore ai 50 anni, ha precisato, sottolineando poi che non risultano informazioni sulla presenza di bambini.
Il portavoce del Cremlino Peskov ha definito “un lavoro gigantesco” quello operato a Soledar: «è stato fatto un lavoro davvero gigantesco, si tratta di azioni assolutamente disinteressate ed eroiche, e non solo a Soledar, ma in molte aree dove si stanno svolgendo le operazioni offensive, continueranno, ammireremo e apprezzeremo i nostri eroi».
Rifugiati ucraini e hacker russi
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha riferito i nuovi dati sui rifugiati ucraini arrivati in Europa dal 24 febbraio al 10 gennaio: si tratta di 7.967.409 persone in fuga dal conflitto.
Il Computer Emergency Response Team di Kiev, citato da Politico, invece, ha riferito che le organizzazioni ucraine sarebbero state vittime di oltre 2.000 attacchi informatici russi. Più di 300 attacchi hanno interessato il settore della sicurezza e della difesa, oltre 400 hanno preso di mira i settori commerciale, energetico, finanziario, delle telecomunicazioni e del software, scrive il giornale statunitense sottolineando che oltre 500 attacchi hanno preso di mira organizzazioni governative.
Zelensky chiede aiuto alla Nato
A Leopoli il presidente dell’Ucraina ha fatto appello alla Nato. Zelensky ha spiegato che Kiev ha bisogno di “iniziative potenti” mentre cerca di aderire all’alleanza militare. Inoltre ha sottolineato che “per oggi, il solo sostegno all’Ucraina da parte dei colleghi della Nato e il sostegno sotto forma di retorica sulle porte aperte non sono sufficienti per l’Ucraina. Ossia, non è abbastanza per motivare il nostro Stato e i nostri soldati“.
La presidenza ucraina ha dichiarato che Kiev può vincere la guerra entro l’anno se gli verranno forniti i missili a lungo raggio dall’Occidente. I leader hanno dichiarato che non verrà attaccato il suolo russo se le armi saranno fornite.
Approvato in Camera e Senato il decreto aiuti per Kiev
Il Senato ha approvato ieri 12 gennaio la conversione del decreto che proroga fino al 31 dicembre 2023 la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine. Sono stati 125 i voti favorevoli, 28 quelli contrari e 2 gli astenuti. Il decreto passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.
Nel pomeriggio è arrivato l’okay anche della Camera con 205 sì.
«Per l’Ucraina stiamo facendo tutto ciò che possiamo. Siamo pronti a inviare altre armi per quanto possibile, prima di farlo ovviamente sarà informato il Parlamento – lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. – L’Italia ha inviato oltre 50 tonnellate di materiale elettrico per la ricostruzione della rete elettrica distrutta dagli attacchi russi. Stiamo discutendo con i francesi per le armi di difesa aerea. Anche ieri durante l’incontro tra il premier giapponese e Giorgia Meloni abbiamo ribadito l’intenzione di sostenere la totale indipendenza dell’Ucraina», conclude.
Il ruolo turco
La Turchia dal suo canto ha iniziato a inviare all’Ucraina una forma di bomba a grappolo progettata dagli Stati Uniti, arma potente e controversa dell’epoca della Guerra fredda per distruggere i carri armati russi, progettata per esplodere in submunizioni più piccole: lo hanno dichiarato a Foreign Policy funzionari Usa ed europei.La legge vieta agli Usa di esportarle. “Dopo che gli Usa hanno negato a Kiev l’accesso a queste munizioni, solo la Turchia poteva fornirle. Questo dimostra che Ankara è un importante sostenitore militare dell’Ucraina“, hanno spiegato le fonti.
Il portavoce del Cremlino Peskov ha dichiarato nuovamente che non c’è prospettiva di colloqui di pace con Kiev: “in una situazione in cui la legge ucraina vieta al presidente ucraino di contattarci o di impegnarsi in qualche modo con noi e l’Occidente è ovviamente riluttante a concedere a Kiev una certa flessibilità, non è possibile discutere di qualsiasi prospettiva (di dialogo) a questo punto”.
Al fronte
La milizia Wagner ha rivendicato il controllo della città di Soledar in Ucraina. Lo ha fatto con un messaggio telegram il fondatore, Evegny Prigozhin: se la notizia fosse confermata questa sarebbe la maggior vittoria russa sul campo di battaglia dalla scorsa estate. Soledar si trova a circa 10 chilometri a Nord di Bakhmut, la cui conquista è uno dei principali obiettivi per Mosca, poiché il controllo di entrambe le città aprirebbe ai russi la strada per Kramatorsk e Sloviansk, le principali roccaforti ucraine nel Donbass.
Intanto a Zaporizhzhia i russi hanno vietato l’ingresso a 1.500 dipendenti della centrale nucleare. Lo ha reso noto lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, come riporta il Kiev Independent.
Nuove bombe su Kharkiv hanno colpito una fabbrica di fuochi d’artificio: non ci sono feriti ma è stato colpito il quartiere di Kyiv. A Kherson invece le forze russe hanno colpito ieri sera un ospedale pediatrico danneggiando un’unità di cura neonatale: lo ha reso noto su Telegram il capo dell’Amministrazione militare regionale, Yaroslav Yanushevych: “gli occupanti russi continuano a colpire l’ospedale clinico pediatrico regionale di Kherson. Ieri sera, i russi hanno attaccato di nuovo la struttura sanitaria, sparando contro l’unità in cui vengono fornite cure mediche ai neonati”, ha scritto Yanushevych.
Putin: “Russia rafforzerà le sue capacità difensive»
Il Cremlino “rafforzerà le sue capacità difensive” e “risolverà tutti i problemi relativi alle forniture alle forze armate impegnate nell’operazione militare speciale” in Ucraina. Lo ha detto Vladimir Putin citato dall’agenzia Ria Novosti: «allo stesso tempo continueremo a realizzare programmi e piani di vasta scala in campo socio-economico»; Putin sottolinea anche non un solo scenario negativo previsto per la Russia dai suoi avversari si è realizzato nel 2022.
di: Micaela FERRARO
FOTO: EPA/RONALD WITTEK