GAZA

Scontri nel mondo islamico: due morti in Cisgiordania, Libano a un passo dal conflitto

La guerra a Gaza prosegue sanguinosa.

Stamattina un bombardamento ha colpito il rione di Jabalya a nord della Striscia: le bombe hanno devastato un campo profughi e fatto 17 morti. Sotto le macerie però potrebbero esserci altre vittime.

Israele ha negato la possibilità di una tregua finché saranno in corso i negoziati sugli ostaggi. Un portavoce dell’esercito alla CNN ha dichiarato che “non ci sarà nessun cessate il fuoco“mentre Usa e Qatar lavorano per liberare gli oltre 200 ostaggi detenuti da Hamas”.

Il New York Times ha riportato, citando un alto funzionario militare israeliano, che i miliziani di Hamas potrebbero rilasciare 50 ostaggi con doppia nazionalità. Il rilascio degli ostaggi è una priorità dell’amministrazione americana che, secondo il New York Times, avrebbe anche per questo chiesto a Israele di ritardare l’invasione della Striscia di Gaza.

Dopo molte ore di calma sono scattate nuovamente le sirene di allarme anche in Israele per i razzi da Gaza nel sud e nel centro del Paese. Sotto tiro la città costiera di Ashkelon.

Le forze di difesa israeliane hanno colpito alcuni obiettivi di Hezbollah in Libano, dopo la minaccia di Netanyahu che domenica aveva affermato di essere pronto a “distruggere il Libano” se “Hezbollah dovesse entrare nel conflitto”. Secondo l’esercito, sarebbe stata colpita una cellula terroristica che operava lungo il confine tra i due Paesi.

Proseguono anche gli attacchi contro Hamas nella Striscia di Gaza e aumentano i bilanci dei morti e dei feriti: oltre 5.000 persone sono morte finora nella Striscia di Gaza a causa dei bombardamenti secondo quanto riporta il ministero della Sanità di Hamas. I bambini rimasti vittima della guerra sono 2.055. 15.273 i feriti.

Il ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha lanciato un appello oggi per le donazioni di sangue per gli ospedali del territorio sotto assedio.

L’esercito israeliano ha diffuso delle immagini dei “più di 300 attacchi aerei nelle ultime ore contro infrastrutture terroristiche e obiettivi militari” nella Striscia di Gaza.

Un nuovo convoglio di camion carichi di aiuti è entrato a Gaza dal valico di Rafah. Anche la Turchia ha inviato il primo aereo dell’aeronautica carico di aiuto, partito per l’Egitto. Si tratta, principalmente, di forniture mediche ma anche di generatori di elettricità. Lo ha comunicato il ministero della Difesa turco.

Aumentano gli attacchi informatici

Da quando è esplosa la crisi in Medioriente sono aumentati del 18% gli attacchi informatici contro Israele. Lo dimostrano i dati contenuti nel rapporto di Check Point Software Technologies, società di sicurezza informatica con sede a Tel Aviv. Nello specifico, sono aumentati gli attacchi nel settore governativo e militare con una impennata del 52% rispetto alle settimane precedenti il 7 ottobre.

Spaccatura in Israele

Si spaccano le fila anche internamente a Israele. Secondo il sito Ynet, “almeno tre ministri” israeliani starebbero considerando la possibilità di dimettersi per “obbligare il premier Netanyahu ad assumersi pubblicamente le proprie responsabilità in seguito all’attacco a sorpresa sferrato da Hamas il 7 ottobre”. Il sito pubblica anche un sondaggio di opinione secondo cui il 7% degli israeliani addossano a Netanyahu la responsabilità della totale sorpresa del Paese per l’attacco di Hamas.

Gravi critiche verso Israele anche dalla Scozia. Il primo ministro scozzese Humza Yousaf ha dichiarato che sua suocera e suo marito stanno vivendo “sotto tortura” nella Striscia di Gaza, dove sono bloccati. In un commento riportato dai media britannici, il leader del Partito nazionalista scozzese ha spiegato che i suoceri e altre 100 persone sono rimasti con solo 6 bottiglie di acqua potabile. Tra loro c’è un bambino di due mesi: “non sanno se arriveranno fino a domani”.

La minaccia di Teheran

Dall’Iran arrivano minacce a Israele: il comandante in seconda della Guardia Rivoluzionaria iraniana Ali Fadavi ha minacciato di attaccare la città di Haifa, secondo quanto scrive su X Iran International.

Proteste nel mondo

Continuano gli scontri nel mondo arabo.

In Cisgiordania, gli scontri avvenuti nel campo profughi di Jalazoun a nord di Ramallah hanno provocato due morti e quattro feriti tra le fila palestinesi. Lo riporta il ministero della Sanità dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) che ha identificato i due morti in Mahmoud Saif Al -Tarish Nakhla e Muhammad Nidal Alyan, uccisi “da proiettili”.

In Messico ci sono state due distinte manifestazioni, pro Israele e pro Palestina, nello stesso momento a Città del Messico.

In Germania, il secondo canale pubblico la ZDF ha dovuto evacuare diversi edifici per un allarme bomba nella sede centrale a Magonza.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/HANNIBAL HANSCHKE