Mentre a Bologna vengono condannati (ma hanno motivo di festeggiare) gli attivisti di Ultima Generazione, a Roma si approva il Ddl in materia
Era il 2 novembre 2023 quando un gruppo di attivisti ambientalisti di Ultima Generazione ha bloccato la tangenziale di Bologna in direzione A1, provocando code per cinque chilometri. Due degli attivisti fissarono le mani sull’asfalto grazie al cemento a presa rapida e, per liberare la strada, fu necessario l’intervento dei vigili del fuoco e dei sanitari del 118.
Giovedì 18 gennaio 2024 la Gup del Tribunale di Bologna, Simona Siena, ha condannato a 6 mesi di carcere tre attivisti per i reati di violenza privata e interruzione di pubblico servizio (pena sospesa e non menzione) e li ha assolti dalle accuse di danneggiamento, manifestazione non autorizzata e inottemperanza al foglio di via. I legali della difesa dei tre, Elia De Caro e Mimma Barbarello, nel chiedere le “attenuanti generiche hanno sottolineato che l’azione è stata posta per un motivo nobile”. L’avvocato De Caro ha spiegato che sono state concesse ai tre manifestanti sia le attenuanti generiche sia le attenuanti per aver agito per particolari motivi di ordine morale e sociale.
La pena sospesa, si legge su portale del Ministero di Giustizia “è un beneficio con il quale il giudice nel pronunciare una condanna non superiore ai due anni di arresto o di reclusione (o a una pena pecuniaria, che comparata alla pena detentiva, sia corrispondente), sospende l’esecuzione della pena principale per un determinato periodo, a condizione che il condannato, nel corso di detto periodo, non commetta reati dello stesso tipo. In questo caso, il reato si estingue e cessa l’esecuzione delle pene accessorie. Se invece il condannato commette un reato, dovrà scontare l’intera pena sospesa”. I tre giovani dunque non dovranno scontare la pena in carcere a patto che nei 6 mesi non compiano altri reati dello stesso tipo. Aggiunge De Caro: «aspetteremo i 90 giorni delle motivazioni ma tendenzialmente faremo appello per i due reati per i quali sono stati condannati. Ma diciamo che da un certo punto di vista siamo già soddisfatti, perché rispetto all’inizio la situazione è sicuramente cambiata, c’è già stato un parziale riconoscimento delle ragioni degli imputati, non ultima la concessione dell’attenuante di aver agito per particolari motivi di ordine morale e sociale, e la concessione della pena sospesa con la non menzione, che smentiscono alcune impostazioni iniziali del quadro accusatorio».
Fuori dal tribunale bolognese Ultima Generazione ha organizzato un presidio in attesa di conoscere il destino dei tre militanti e, alla fine dell’udienza, in molti hanno festeggiato. Per gli attivisti infatti “è molto importante che la giudice abbia riconosciuto le nostre motivazioni nobili rispetto all’atto compiuto. Era la cosa giusta da fare e io non sono affatto pentita” e aggiungono “noi lo abbiamo fatto per delle motivazioni profonde che la stessa giudice ha riconosciuto, mi apre come atto di alto valore morale, e quindi è una vittoria questa, al di là della condanna, perché un’istituzione ha riconosciuto il motivo per cui agiamo così”.
Il Ddl “eco-vandali”
Intanto a Roma il disegno di legge di conversione del decreto contro le azioni degli attivisti climatici è stato approvato in via definitiva, con 138 sì, dalla Camera, più precisamente si tratta del ddl recante “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”. Si legge nel testo che chiunque distrugga, disperda, deteriori, renda in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con una sanzione che va dai 20mila ai 60mila euro, in caso di “un uso pregiudizievole per la conservazione o integrità” dei beni in questione, o di un loro “uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico” la sanzione varia tra i 10mila e i 40mila euro. Le sanzioni finanzieranno il ministero della Cultura, infatti i proventi delle multe verranno riassegnati al MiC e saranno utilizzati per il ripristino dei beni danneggiati durante le manifestazioni.
La legge era stata caldamente voluta dal ministro Sangiuliano che sosteneva la necessità di punire “una sistematica azione di vandalismo del nostro patrimonio artistico e culturale che non c’entra assolutamente nulla con la tutela dell’ambiente”, aggiungendo che le azioni degli ecologisti militanti “producono danni economici alla collettività”.
Con la nuova legge vengono modificati gli articoli 635 e 639 del Codice Penale e chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche rischia da uno a cinque anni di carcere, insieme al pagamento di una multa fino a 10mila euro. In caso di danneggiamento nei musei, nelle pinacoteche o nelle gallerie d’arte la reclusione potrà andare da un mese fino a 6 e la sanzione varia dai 300 ai mille euro.
La soddisfazione del ministro
Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha accolto con soddisfazione la notizia. Su X scrive: «approvato il Ddl eco-vandali. Chi deturpa o imbratta un monumento paga di tasca propria, questo principio è legge dello Stato. Ringrazio il Parlamento, il Governo e i tanti cittadini che mi hanno sostenuto in questa battaglia di civiltà». Il ministro aggiunge che “il principio è elementare, d’ora in poi chi deturpa e danneggia dovrà pagare e di tasca propria, perché non è giusto che a pagare siano i cittadini italiani” sottolineando che “in alcuni casi siamo arrivati fino ai 200mila euro di spesa per ripristinare lo stato dei luoghi. E non è vero che l’uso di sostanze vegetali non lasci dei segni, perché esperti mi dicono che qualche cosa resta sempre”. Sangiuliano si riferisce anche alla sostanza chiamata fluoresceina utilizzata in una delle ultime azioni compiute dal gruppo di ecoattivisti Extinction Rebellion. Il 9 dicembre 2023, in diverse città italiane, erano stati colorati di verde appunto con la fluoresceina le acque del Canal Grande, del Naviglio e del Po. Gli attivisti aveva assicurato si trattasse di un “sale innocuo usato da geologi, speleologi o anche da idraulici come tracciante e addirittura per segnalare la posizione di subacquei dispersi in mare”, ma secondo il ministro della Cultura che attende gli esiti di alcuni esami “il danno potrebbe essere permanente” asserendo che “ambiente e clima sono questioni fondamentali per le quali dovremmo attivarci subito, ma non è certo con gli eco vandali che li risolviamo”. Sangiuliano esprime poi soddisfazione per il fatto che “le sanzioni amministrative saranno immediatamente irrogabili dal prefetto del luogo dove il fatto è commesso, sulla base delle denunce dei pubblici ufficiali”.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ANDREA FASANI