Nelle scorse ore erano stati liberati due ostaggi
Hamas ha liberato altri 6 ostaggi, che sono stati consegnati alla Croce Rossa e sono, poi, arrivati in Israele.
I media israeliani hanno diffuso i nomi dei 6 ostaggi. Si tratta diAisha Ziyadne, 17 anni, e suo fratello Bilal Ziyadne (18), i cui genitori sono ancora tenuti in ostaggio; Shani Goren (29), Sapir Cohen (29, il cui compagno Sasha Trupanov è ancora in ostaggio), Ilana Gritzewsky (30, anche il suo compagno Matan Tsngauker è ancora prigioniero) e Nili Margalit (40).
In precedenza Hamas aveva rilasciato due cittadini israeliani, Mia Schen (con doppia cittadinanza francese) e Amit Soussana, arrivati in Israele.
Secondo una fonte vicina a Hamas, l’organizzazione sarebbe “disponibile a prolungare la tregua”, che dovrebbe scadere domani, 1 dicembre alle 7 locali (le 6 in Italia). «I mediatori stanno conducendo sforzi intensi – ha riferito la fonte, citata dall’ANSA – che continuano attualmente, per (ottenere) un ulteriore giorno di tregua e poi lavorare per una proroga di diversi altri giorni». Non ci sono, al momento, conferme o smentite.
Stando a quanto riferito dalla testata sarebbero in corso le trattative anche per il rilascio di tre corpi di cittadini israeliani tenuti a Gaza. La loro identità non è stata rivelata. Al momento non sono arrivate conferme o smentite.
Un video pubblicato da Hamas mostra Yarden Bibas, marito e padre di Shiri, Kfir, di 10 mesi, e Ariel di quattro, ostaggi che secondo l’organizzazione sarebbero morti in un raid israeliano, accusare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
«Bibi, hai bombardato la mia famiglia. Era tutto quello che avevo nella mia vita (portali) verso casa perché siano sepolti in Israele, ti scongiuro» afferma l’uomo nel video, preceduto da una dichiarazione di Hamas secondo cui “il detenuto Yarden Bibas ha appreso che gli aerei del nemico hanno ucciso la moglie e i due figli. Hamas ha offerto di trasferire i loro corpi a Israele ma che per ora si rifiuta di riceverli”.
Dal canto suo il portavoce militare israeliano Daniel Hagari ha dichiarato che “le affermazioni di Hamas circa la famiglia Bibas non sono state ancora convalidate”. «L’organizzazione terroristica Hamas – ha dichiarato Hagari – ha divulgato un filmato duro e crudele di Yarden Bibas. Il nostro cuore è con la intera famiglia. Si tratta -di un atto di terrore psicologico condotto da Hamas contro le famiglie degli ostaggi».
Sono quasi 100mila gli edifici danneggiati nella Striscia di Gaza secondo le immagini satellitari. Lo ha riferito la BBC sottolineando che “le immagini sono state scattate poco prima che entrasse in vigore la tregua, dopo settimane di attacchi aerei israeliani e combattimenti terrestri”. Il network ha pubblicato alcune foto che mostrano una “serie di crateri visibili in quella che un tempo era una zona residenziale”. Alcune delle strutture di fronte alla spiaggia, che ospitavano l’Al-Mashtal, il primo hotel a cinque stelle di Gaza, insieme ad alcuni ristoranti, “sembrano essere stati parzialmente distrutti”.
Kirby: in questa fase gli Usa non sostengono un cessate il fuoco permanente
Il portavoce del Consiglio di Sicurezza Usa John Kirby ha affermato che in questa fase gli Stati Uniti “non appoggiano un cessate il fuoco permanente”. Kirby ha, però aggiunto che Washington è favorevole alle pause umanitarie.
Blinken chiede a Israele zone sicure per i civili palestinesi a Gaza
Il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha dichiarato che l’obiettivo immediato dell’amministrazione Biden “è lavorare con i nostri partner per prolungare la pausa” per fare in modo che più ostaggi vengano rilasciati. Washington ha ribadito a Israele la necessità di attuare piani per ridurre le vittime civili prima a Gaza, come la creazione di aree sicure per la popolazione palestinese.
«Il modo in cui Israele si difende è importante – ha dichiarato Blinken – Come ho detto a Netanyahu le intenzioni contano, ma contano anche anche i risultati».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/ABIR SULTAN