GAZA

Secondo il ministero della Sanità di Gaza sono 178 i palestinesi uccisi dalla fine della tregua

È terminata la tregua tra Israele e Hamas.

Israele avrebbe riferito ad alcuni Stati arabi la sua volontà di creare una “zona cuscinetto” sulla parte palestinese del confine con la Striscia di Gaza per prevenire attacchi futuri. Farebbe parte delle proposte da attuare dopo la fine della Guerra. Lo ha riferito la Reuters che ha citato fonti regionali ed egiziane.

Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas ha dichiarato che sono 178 i palestinesi uccisi dai raid israeliani dalla fine della tregua, la mattina dell’1 dicembre. Secondo il ministero, citato da Sky News, sono 589 i feriti.

Hamas, inoltre, ha riferito che i raid israeliani hanno ucciso tre giornalisti. Stando a quanto riferito, tra di loro c’è anche Muntasir al-Sawwaf, cameraman palestinesi dell’agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu, che nelle scorse ore aveva riferito della sua morte.

La famiglia di Guy Iluz, il 26enne israeliano preso in ostaggio da Hamas al rave di Re’im, nel sud di Israele, è stata informata della sua morte. Lo ha riferito Haaretz. 

Nella serata del 1 dicembre sono risuonate le sirene di allarme antiaereo nel nord di Israele, vicino a confine con il Libano, e nel sud, a ridosso della Striscia di Gaza.

Secondo la Casa Bianca Hamas sarebbe “responsabile” della rottura della tregua, ma Washington continua a lavorare con Israele, Qatar ed Egitto per farla ricominciare. «Hamas ha finora mancato di fornire la lista degli ostaggi da liberare che avrebbe permesso una estensione della tregua» ha dichiarato un portavoce del Consiglio nazionale di Sicurezza, citato dalla CNN. Il portavoce ha aggiunto che Il presidente Usa Joe Biden e il team della sicurezza nazionale “continueranno ad essere profondamente impegnati per cercare di liberare gli ostaggi rimanenti oltre a sostenere ed espandere la risposta umanitaria internazionale”.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/ATEF SAFAD