GAZA

Confermata la morte di Evitar Moshe Kipnis, uno dei tre cittadini italo-israeliani dispersi

È sempre più drammatica la situazione nella Striscia di Gaza.

Un raid ha colpito un ospedale battista a Gaza. Lo ha riferito il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, che ha comunicato che sono state uccise almeno 500 persone. La struttura, scrive il Guardian che cita le autorità palestinesi della Striscia, è l’Al-Ahli Arab Hospital, nel centro di Gaza City. Secondo Al Jazeera, la maggior parte dei feriti sarebbero donne e bambini. Nell’ospedale si erano rifugiate molte persone.

Scambio di accuse tra Israele e Hamas. L’organizzazione ha accusato Israele del bombardamento, ma secondo l’esercito israeliano (Idf) si sarebbe trattato di un lancio fallito di un razzo della Jihad Islamica palestinese (PIJ), che, però, a sua volta ha negato ogni responsabilità.

«Gli Stati Uniti hanno la responsabilità dell’attacco all’ospedale al-Ahly a Gaza a causa della copertura che danno all’aggressione israeliana» ha dichiarato il leader di Hamas Ismail Haniyeh che ad Al Jazeera confermato che il raid conferma la “brutalità” di Israele e la portata della sua “sconfitta” dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. Haniyeh ha, poi, rivolto un appello ai palestinesi nei territori occupati ad insorgere contro l’occupazione israeliana.

«Secondo le informazioni di intelligence, provenienti da diverse fonti in nostro possesso, l’organizzazione PIJ è responsabile del lancio di razzi non riuscito che ha colpito l’ospedale» ha dichiarato l’Idf, citato da The Times of Israel. L’Idf ha dichiarato in un comunicato che “da un’analisi dei sistemi operativi dell’Idf, è stato effettuato un lancio di razzi nemici verso Israele, che è passato nelle vicinanze dell’ospedale quando è stato colpito”.

Il portavoce della Jihad islamica, però, ha respinto le accuse, negando ogni responsabilità nel raid. Lo ha riferito Reuters.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rincarato la dose. «Così tutto il mondo lo sa – ha dichiarato Netanyahu – sono i barbari terroristi a Gaza ad aver attaccato l’ospedale a Gaza, non l’esercito israeliano. Chi ha assassinato crudelmente i nostri bambini, ha assassinato anche i propri figli».

In precedenza portavoce di Netanyahu Tal Heinrich ha dichiarato alla CNN che “le Forze armate israeliane non prendono di mira gli ospedali. Noi prendiamo di mira solo le roccaforti di Hamas, i depositi di armi e gli obiettivi del terrorismo”.

6 persone sono morte in un raid israeliano su una scuola gestita dall’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni unite che si occupa dei rifugiati palestinesi. La scuola, che si trova nel campo profughi di Al-Maghazi, era stata trasformata in un rifugio. Stando a quanto riferito da RaiNews, almeno quattromila persone si erano rifugiate nell’edificio.

«Questo è vergognoso e dimostra ancora una volta un flagrante disprezzo per la vita dei civili – ha scritto l’Unrwa su X Non avevano e non hanno ancora nessun altro posto dove andare».

Il ministero della Sanità di Hamas ha riferito che negli attacchi sulla Striscia sono morte circa tremila persone.

Secondo Save the Children sono più di mille i bambini morti a causa dei bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza degli ultimi 11 giorni. Si tratta di circa uno ogni 15 minuti. I minori morti sono circa un terzo del numero totale delle vittime.

«Il tempo sta scadendo per i bimbi di Gaza – ha affermato in una nota il direttore dell’organizzazione Jason Lee – Oggi è prevista la riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu: è necessario un cessate il fuoco per salvare la loro vita. Senza la fine dei combattimenti la vita di migliaia di bambini è appesa a un filo».

La Farnesina ha confermato la morte di Evitar Moshe Kipnis, uno dei tre cittadini italo-israeliani dispersi dal 7 ottobre. Insieme a lui dal kibbutz di Be’eri è scomparsa anche la moglie Liliach Le Havron, ma non si hanno notizie sul suo stato di salute al momento. Kipnis è stato identificato con l’esame del Dna.

Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj) ha riferito che in 11 giorni sono stati uccisi 17 giornalisti. Tra di loro 13 erano palestinesi, tre israeliani e un cittadino libanese. L’organizzazione ha fatto sapere che tre giornalisti risultano dispersi, mentre 8 sono rimasti feriti.

Ne frattempo l’Onu ha riferito che l’ordine di evacuazione dei cittadini dalla Striscia di Gaza emanato da Israele potrebbe configurarsi come violazione del diritto internazionale.

«Il diritto internazionale richiede che ogni legittima evacuazione temporanea di un’area sulla base della sicurezza della popolazione o di ragioni militari imperative da parte di Israele, in quanto potenza occupante, debba essere accompagnata dalla fornitura di una sistemazione adeguata per tutti gli sfollati, in condizioni soddisfacenti di igiene, salute, sicurezza e alimentazione – ha dichiarato la portavoce dell’Alto Commissario Onu per i diritti umani Ravina Shamdasami, citata da LaPresse Sembra che Israele non abbia fatto alcun tentativo per garantire questo per gli 1,1 milioni di civili a cui è stato ordinato di spostarsi. Temiamo che questo ordine, combinato con l’imposizione di un ‘assedio totale’ su Gaza, non possa essere considerato un’evacuazione temporanea legittima, in violazione del diritto internazionale».

Il capo dell’intelligence militare israeliana il generale Aharon Haliva si è assunto la responsabilità di non aver sventato l’attacco di Hamas.

«L’intelligence sotto il mio comando ha fallito e non ha dato un preavviso dell’attacco terroristico di Hamas. Non siamo stati all’altezza della nostra missione più importante. Come capo dell’intelligence, mi assumo piena responsabilità – ha dichiarato Haliva – In futuro indagheremo a fondo. Ora tutti i nostri occhi sono puntati su una unica missione: passare alla guerra, e vincere».

La stessa ammissione è arrivata anche dal capo di Stato maggiore il generale Herzi Halevi, e dal capo dello Shin Bet (agenzia di intelligence per gli affari interni israeliana) Ronen Bar.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato una base della Sayeret Matkal, l’unità di forze speciali dell’esercito, a sud di Israele. «Il combattimento sarà condotto nei prossimi giorni con grande forza (a Gaza)» ha dichiarato Netanyahu rivolgendosi ai soldati.

Sono stati lanciati diversi razzi da Gaza verso il centro di Israele, compresa l’area grande di Tel Aviv, dove si sono sentite forti esplosioni in aria per via dell’intercettazione da parte dell’Iron Dome. Sarebbe stato presa di mira di nuovo Ashkelon. Stando a quanto riferito dai media ci sarebbero due feriti a Sderot.

Media: Abu Mazen cancella incontro con Biden

In seguito all’attacco israeliano sull’ospedale a Gaza, il presidente dell’Anp (Autorità Nazionale Palestinese) Abu Mazen avrebbe cancellato l’incontro con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Lo ha riferito l’AP.

Hezbollah proclama “giorno di rabbia”

Hezbollah ha proclama un “giorno di rabbia senza precedenti”. Lo ha riferito Al Arabiya. Il 2giorno di rabbia” ha dichiarato Hezbollah, è “contro Israele e in occasione dell’arrivo in Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.”

Le reazioni internazionali

Condanna dalla Francia per il bombardamento sull’ospedale. «La Francia condanna con fermezza il raid contro l’ospedale Al-Ahli nella città di Gaza che ha causato un numero molto importante di vittime civili palestinesi – si legge in una nota del ministero degli Esteri francese – Il diritto internazionale umanitario si impone a tutti e deve consentire la protezione delle popolazioni civili. L’accesso umanitario alla Striscia di Gaza deve essere aperto senza attendere».

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato il raid.

«Colpire un ospedale con donne, bambini e civili innocenti è l’ultimo esempio di attacchi israeliani privi dei valori umani più basilari – ha scritto Erdogan su X – Invito tutta l’umanità ad agire per fermare questa brutalità senza precedenti a Gaza».

Il Cairo condanna “con la massima fermezza il bombardamento israeliano” dell’ospedale a Gaza “che ha provocato centinaia di vittime innocenti”.

In una nota del ministero degli Esteri si legge che l’Egitto ritiene che “questo deliberato bombardamento di strutture civili costituisca una grave violazione delle disposizioni del diritto internazionale e umanitario e dei valori più basilari dell’umanità e invita Israele a porre fine immediatamente alle sue politiche di punizione collettiva contro le popolazioni della Striscia di Gaza”.

Anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani ha condannato “con la massima fermezza”, il raid sull’ospedale, qualificandolo come “un brutale crimine di guerra e un genocidio”.

«Il regime sionista – si legge in una nota diffusa tramite il canale Telegram del ministero- continuando i suoi vergognosi crimini contro il popolo palestinese, commettendo questo crimine atroce e orribile ha dimostrato ancora una volta la sua ferocia e brutalità verso tutti».

Condanna anche dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. Il ministero degli Esteri saudita ha definito l’attacco un “atroce crimine israeliano”, mentre gli Emirati hanno invitato Israele “a rispettare il diritto umanitario”.

L’Alto rappresentate Ue per la politica estera Josep Borrell ha scritto su X: «Le notizie che arrivano dall’ospedale battista Al-Ahli Arabi di Gaza aggiungono orrore alla tragedia che da giorni è sotto i nostri occhi. Ancora una volta, sono i civili innocenti a pagare il prezzo più alto. La responsabilità di questo crimine deve essere chiaramente stabilita e gli autori ne devono rispondere».

Giordania cancella summit a quattro con Biden, al-Sisi e Abu Mazen

La Giordania ha cancellato il summit a quattro su Gaza con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen previsto per mercoledì ad Amman ad Amman. Lo ha riferito il ministero degli Esteri giordano, ripreso da alcuni media statunitensi. Cancellata anche la visita di Biden nella Capitale giordana.

Le forze di sicurezza giordane hanno smentito la notizia relativa a un assalto all’ambasciata israeliana ad Amman da parte di alcuni manifestanti. In una nota viene confermato il tentativo di alcuni dimostranti radunatisi lì vicino ma viene sottolineato che “sono stati dispersi”. Lo ha riferito l’agenzia di Stato.

Russia ed Emirati Arabi Uniti chiedono riunione del Consiglio di Sicurezza Onu

La Russia e gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto una riunione urgente e aperta del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Lo ha dichiarato il vice ambasciatore russo alle Nazioni Unite Dmitry Polyanskiy. È stato chiesto che la riunione si possa svolgere mercoledì 18 ottobre.

Tunisi, manifestazione pro-Palestina davanti all’ambasciata francese

Migliaia di manifestanti si sono radunati davanti all’ambasciata francese a Tunisi in sostegno del popolo palestinese. I dimostranti hanno denunciato il “sostegno incondizionato della Francia ai massacri israeliani a Gaza” e hanno chiesto la “cacciata” dell’ambasciatrice francese dal Paese e di tutti gli ambasciatori dei Paesi occidentali che giustificano Israele.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/MARTIN DIVISEK (IMMAGINE DI REPERTORIO)