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È la Capitol Hill brasiliana, il presidente promette “punizioni esemplari anche per la polizia”

Palazzo presidenziale e Corte suprema sono liberi. Lo annunciano le forze di sicurezza federali che sono intervenuti sostituendo la polizia militare. Proiettili di gomma sono stati lanciati dagli elicotteri mentre nei video si vedono decine di manifestanti, qualcuno ammanettato, che vengono portati in arresto fuori dai luoghi della democrazia brasiliana. Dietro di loro, la devastazione di una giornata di follia. In queste ore nella capitale carioca si è consumato un’episodio simile a quello del Congresso statunitense con un gruppo di sostenitori dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro che ha sfondato il blocco istituito dalla Polizia Militare e ha invaso la rampa e l’area superiore del palazzo del Congresso Nazionale a Brasilia. Centinaia di sostenitori dell’ex presidente hanno assaltato la zona del Parlamento riuscendo a entrare nello spazio esterno che circonda il Palazzo, finanche, bandiera carioca in spalla, ad arrivare a occupare il tetto. Un copione davvero identico a quello eseguito dagli esaltati hooligans di Donald Trump all’indomani dell’elezione di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti.

La polizia è intervenuta sparando gas lacrimogeni. Secondo quanto riporta il giornale O Globo decine di manifestanti si sono concentrati presso il quartier generale dell’esercito, a cui chiedono di intervenire per destituire il nuovo governo insediato pochi giorni fa; sono scesi successivamente verso l’Esplanada dos Ministérios. Le forze dell’ordine stanno usando ordigni stordenti e lacrimogeni per tenere indietro la folla. Il ministro della Difesa, José Múcio Monteiro, il ministro della Giustizia, Flavio Dino, e il capo dell’Ufficio per la sicurezza istituzionale (GSI), generale Gonçalves Dias, stanno seguendo la situazione con preoccupazione, riportano i media locali. Si riferiscono di blocchi stradali in alcune zone del paese per sostenere l’azione dei manifestanti, ma per ora solo Brasilia sarebbe interessata dalle violenze.

Lula: “federali pronti a intervenire, vandali saranno trovati e puniti”

«Questi vandali saranno trovati e puniti. Secondo i poteri conferiti dalla Costituzione, articolo 84, è decretato l’intervento federale nel distretto di Brasilia. Gli interventi si limiteranno a quelli necessari per la sicurezza pubblica, e sarà comunque subordinato alle decisioni del presidente della Repubblica. Tutto ciò che non ha a che fare con le decisioni del governo centrale resteranno di competenza del distretto federale». È con queste parole che il presidente Iniacio Lula da Silva inizia la sua contro offensiva per arginare le proteste a Brasilia, autorizzando l’intervento della polizia federale contro gli ultras di Bolsonaro che hanno fatto incursione nelle istituzioni della capitale; il decreto presidenziale resterà in vigore fino al 31 di gennaio. Aggiunge: «avevo deciso di venire ad Araraquara per portare solidarietà a un popolo che ha subito gravi danni, e sono qui con le autorità cittadine e regionali per discutere quanto potrà costare l’intervento per rimettere in piedi la città, anche perché il precedente governo genocida ha lasciato pochissimi fondi per questi interventi straordinari».

Non manca una stoccata alla polizia militare del distretto federale, lamenta che non sia intervenuta come doveva (e non è la prima volta che accade): «quando il giorno del mio insediamento ci sono state altre manifestazioni, si è visto che la polizia militare non stava facendo assolutamente niente. E anche questo non resterà impunito. Spero che ora potremo contare su persone più competenti per la sicurezza del Paese. Ci saranno punizioni esemplari contro queste persone. Tutto questo – assicura – non si ripeterà mai più: tutti questi dovranno pagare, compresa la polizia. Ho perso le elezioni altre volte, ma in nessun caso nessuno nel mio partito ha manifestato in questo modo; solo Bolsonaro ha osato questo, attraverso i social, da Miami dove è andato a “riposarsi”». A quanto pare c’era solo il segretario di sicurezza a Brasilia, e non il governatore, allo scoppiare dell’assalto.

La polizia da che parte sta?

E in effetti destano parecchie polemiche le reazioni tiepide, se non proprio favorevoli di diversi membri della polizia militare brasiliana nei confronti dei manifestanti bolsonaristi. In un video condiviso dalla giornalista del O Globo Ana Flor si vedono gli agenti scattare fotografie e chiacchierare amabilmente con i bolsonaristi. Secondo diversi analisti, la polizia militare è ancora molto legata all’ex premier, Jair Bolsonaro.

Il PL cerca di dissociarsi e svincolare Bolsonaro

“Oggi è una giornata triste per il Brasile. Ogni nostra azione compiuta a seguito del voto sono stati un esempio di educazioni, di fiducia e di patriottismo. Così ci siamo sforzati di rappresentare Bolsonaro e la destra. Questo movimento di Brasilia di oggi è una vergogna per tutti noi e non rappresenta il nostro partito, né rappresenta Bolsonaro”. Lo scrive su Twitter il rappresentante del Partito Liberale, il partito di destra dell’ex premier Jair Bolsonaro, Costa Neto.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/ANDRE BORGES