L’Ucraina rivendica avanzamenti dell’esercito a sud di Bakhmut e a ovest di Zaporizhzhia
Per comprendere le sorti dell’Ucraina e del conflitto ormai in corso da due anni e mezzo bisogna guardare a Washington: si teme infatti che possa saltare il finanziamento del Congresso, perlomeno congiuntamente a quello pronto per Israele.
È Politico a riportare dei malumori dei repubblicani sul settore aiuti. I pacchetti, secondo il senatore della Florida Marco Rubio, “dovrebbero essere divisi“, dato che “la componente israeliana ha un sostegno quasi schiacciante e possiamo arrivarci molto rapidamente“. Altre voci del Partito premono invece per un pacchetto unico che comprenda gli aiuti a Ucraina, Israele, Taiwan e per il confine meridionale del Paese.
Kiev: 2.400 soldati russi morti in cinque giorni
In due notti 40 bombe aeree russe sono cadute sulla città ucraina di Avdiivka, un numero compensato secondo il portavoce militare Shtupun dal fatto che “il numero di assalti di terra è stato ridotto, la metà di quello che era ieri e il giorno prima” e che “negli ultimi cinque giorni il nemico ha perso circa 2.400 tra morti e feriti nella regione di Donetsk“.
Kiev rivendica 800 militari russi uccisi solo nelle ultime 24 ore, in seguito ad avanzamenti a sud di Bakhmut e a ovest di Zaporizhzhia. Esplosioni anche nella città russa di Bryansk, attaccata da droni ucraini che mirano a obiettivi strategici.
Mosca: abbattuti missili Atacms
Due missili Atacms, di fabbricazione statunitense, secondo quanto riportato dal ministero della Difesa russa, sono stati abbattuti. In una nota diffusa dalla Tass si legge che “durante le ultime 24 ore, le capacità di difesa aerea hanno intercettato due missili tattici Atacms di fabbricazione statunitense, un missile terra-aria S-200 convertito per colpire bersagli terrestri, due missili anti-radiazioni Harm e due razzi del sistema missilistico a lancio multiplo Himars di fabbricazione Usa“.
Intanto il parlamento russo ha approvato una legge che ritira la ratifica russa del trattato globale che vieta i test sulle armi nucleari. Manca a questo punto solo la firma di Vladimir Putin, il presidente aveva già esortato la modifica per avvicinarsi alla posizione statunitense, che non ha mai ratificato il trattato sulla messa al bando dei test nucleari.
di: Marianna MANCINI
aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/EPA/ALEX BABENKO