I dati parlano chiaro: volare pesa più sull’ambiente che spostarsi su rotaie
Ha fatto parlare la decisione della Francia di cancellare tre tratte aeree di corto raggio a favore di alternative in treno altrettanto brevi e all’apparenza più ecologiche, una proposta approvata dalla Commissione Ue.
Ma i viaggi in treno hanno davvero un impatto ambientale minore rispetto a quelli in aereo? Secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) sì. Nella relazione annuale del 2020, pubblicata nell’ambito degli obiettivi del Green Deal per il taglio delle emissioni, nel 2018 i trasporti hanno costituito il 25% delle emissioni di gas a effetto serra nell’UE, di cui il 72% per il trasporto su strada, il 14% e il 13% per il trasporto marittimo e aereo e lo 0,4% per il trasporto ferroviario.
Escludendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta, dunque, lo spostamento su treni sembra essere la scelta più ecologica per i cittadini. L’impatto delle emissioni del trasporto aereo, infatti, risulta molto più elevato se si considerano anche il numero dei passeggeri e i chilometri percorsi.
Il flight shaming
La proposta francese è arrivata sulla scia del cosiddetto movimento flight shaming, ovvero le critiche rivolte agli utilizzatori frequenti di jet privati per l’impatto ambientale dei loro viaggi. Il movimento è nato in Svezia nel 2018 dietro impulso dell’attivismo di Greta Thunberg.
Gli ambientalisti hanno fatto pressione anche sulle compagnie aeree che, dal canto loro, hanno dato una prima risposta investendo in nuovi aeromobili e motori “più ecologici” e cercando di aumentare la compensazione delle emissioni di carbonio, l’approvvigionamento e lo sviluppo di carburante sostenibile.
In Svezia, dove il movimento è nato, come riporta la BBC, la Swedavia AB che gestisce 10 aeroporti del Paese, tra cui quelli di Stoccolma e Göteborg, avrebbe registrato un continuo abbassamento del traffico aereo a partire dal 2018, parallelamente a un netto aumento di passeggeri sulle ferrovie svedesi.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: PIXABAY