Secondo la Fao la popolazione in condizioni di insicurezza alimentare è quasi raddoppiata rispetto a maggio 2022

Non basta la guerra civile a martoriare il popolo del Sudan, diviso fra forze armate e forze di supporto rapido: solo negli ultimi giorni sono morti almeno 20 civili negli scontri, ma a mietere vittime è anche e soprattutto la fame.

Lo conferma la Fao, secondo cui il 42% della popolazione è colpita da grave insicurezza alimentare. In base all’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc) aggiornato con le proiezioni sul 2023, la popolazione sudanese in condizioni di insicurezza alimentare è quasi raddoppiata rispetto a maggio 2022.

Parliamo, insomma, di 20,3 milioni di persone che hanno scarso accesso al cibo, a diversi livelli. In base alla scala dell’Ipc, tocca il quarto e penultimo grado massimo di insicurezza alimentare (emergenza) il 13% della popolazione, pari a 6,3 milioni di persone. Il 29% dei sudanesi (14 milioni) si trova invece nella fase 3, che corrisponde alla crisi.

«La situazione è critica – dichiara il il vice rappresentante Fao in Sudan, Adam Yao. Stati come Khartoum, Kordofan meridionale e occidentale e parti del Darfur sono i più colpiti, con oltre la metà della loro popolazione che affronta la fame acuta».

Dal 15 aprile 2023, giorno in cu è deflagrato il conflitto civile, il Programma alimentare mondiale ha supportato e fornito assistenza nutrizionale e alimentare a 1,6 milioni di persone. Le Nazioni Unite stanno ultimando la distribuzione di sementi di colture di emergenza, consegnandoli a un milione di agricoltori in 15 Stati.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SAMIULLAH POPAL