In un video gli ultimi istanti di vita degli operai, secondo i legali della famiglia si tratta di un “modus operandi”
«Il video parla. Mio fratello si è fatto autogiustizia». È stato questo il commento di Antonino Laganà, fratello e collega di Kevin, la più giovane delle vittime dell’incidente ferroviario di Brandizzo nel quale sono morti cinque operai, all’uscita dalla procura di Ivrea dove è stato sentito come testimone.
Il riferimento è al video filmato dal fratello sui binari della stazione poco prima dell’arrivo del treno. Il fratello di Kevin, che era giunto in procura accompagnato dal papà, Massimo, e dall’avvocato Enrico Calabrese, che difende la famiglia, è arrivato in procura poco dopo le 9 ed è stato ascoltato per quattro ore.
Brandizzo, il video shock: “quando dico treno spostatevi”
Proseguono le indagini sulla strage alla stazione ferroviaria di Brandizzo, nella quale sono morti cinque operai. La Procura di Ivrea starebbe vagliando anche la possibilità di errori umani. Stando a quanto riferito dal Corriere della Sera, dalle prime testimonianze davanti ai pm emergerebbe una prassi seguita dagli operai per aggirare i divieti e finire prima i lavori: squadre al lavoro sui binari prima degli orari concordati.
«L’avvio delle lavorazioni è tassativamente subordinato all’ottenimento dell’autorizzazione scritta all’interruzione della circolazione dei treni» ha dichiarato l’amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (Rfi) Gianpiero Strisciuglio, in audizione alle commissioni riunite Trasporti e Lavoro della Camera.
Strisciuglio ha affermato che i lavori sono “sempre effettuati in assenza di circolazione dei treni e comunque svolti in intervallo orario prestabilito che deve essere formalmente autorizzato per iscritto dall’operatore della circolazione dei treni al richiedente l’interruzione”.
Antonio Veneziano, ex collega dei cinque operai deceduti sentito in Procura, aveva dichiarato al Tg1: «È capitato più volte, andavamo sul binario per affrettare il lavoro».
«È al di fuori di ogni regola. Sto verificando da giorni e giorni, sto leggendo e rileggendo le regole che ci sono. È chiaro ed evidente che non puoi lavorare su binario se la circolazione ferroviaria non è interrotta, con certificato firmato e timbrato. Quello che posso garantire è che chi ha sbagliato pagherà», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenuto a radio Rtl 102.5.
Gli ultimi istanti di vita degli operai ripresi in un video
Gli ultimi istanti prima dell’incidente che ha falciato la vita di cinque operai a Brandizzo sono stati immortalati in un video, dapprima pubblicato sui social e ieri consegnato dalla famiglia di una vittima alla procura di Ivrea.
Il filmato è lungo 6 minuti e 48 secondi ed è stato girato da Kevin Laganà, il più giovane delle vittime, che sarebbe stato travolto e ucciso pochi minuti dopo.
Nelle immagini si vedono gli operai intenti a rimuovere il pietrisco da sotto i binari e si sente una voce dire: “ragazzi, se vi dico ‘treno’ andate da quella parte eh?“. La voce fuori campo è di Antonio Massa, il capo cantiere dell’azienda per cui lavoravano le vittime, che ora è indagato insieme al tecnico di Rfi presente al momento dello schianto.
Sembra che i due responsabili fossero informati che su quella linea era previsto il passaggio di convogli. Nel video, si sente qualcuno affermare “Noi possiamo vedere il segnale, voi prendete le misure, io guardo il segnale e appena dico via… “, poi un fischio e quindi “uscite da quella parte perché i treni passano qua, dovrebbero passare gli ultimi treni“. Kevin chiede “questo è già interrotto?” (riferendosi evidentemente al binario) e la voce gli risponde “questo è interrotto”. “Quindi possiamo metterci sopra lo spezzone e bonificarcelo?”, domanda ancora Kevin. La replica è “no, passa l’autoscala, una volta che passa l’autoscala va bene”.
A quel punto, l’esortazione: “Ragazzi se vi dico treno andate da quella parte, eh“. Il giovane operaio accoglie queste parole sorridendo e, quando un’altra persona dice “Se arriva il treno da che parte passate? risponde “di qua” indicando la staccionata dietro di lui. Il clima è sereno e conviviale. Kevin chiude il video con queste parole: “Ciao ragazzi ci vediamo alla prossima, metterò un Tik Tok fra un paio di giorni“. [Ricostruzione video di TgCom]
Legali famiglie di due delle vittime: “dal video emergerebbe modus operandi non occasionale”
Enrico Calabrese e Marco Bona, legali delle famiglie di due vittime, hanno dichiarato di essere “molto dispiaciuti” per la diffusione del video che però “è assai utile per la ricostruzione della vicenda”.
«Dalle immagini – hanno affermato – sembrerebbe emergere un modus operandi non occasionale, con direttive impartite ai lavoratori assai pericolose».
Anche il fratello di Kevin, Antonino Laganà, anch’egli operaio della Sigifer, ha commentato il video: «quel video per me ha il valore di un testamento. È come se mio fratello abbia voluto farsi giustizia da sé». Nell’intervista al Corriere della Sera, parlando della convocazione in Procura per verificare se aprire un cantiere prima di aver bloccato la circolazione dei treni fosse una eccezione o una consuetudine, ha aggiunto: «dirò la verità, come ho sempre fatto».
di: Micaela FERRARO
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/ CLAUDIA TOMATIS